“Le foto in passerella degli esponenti della nuova politica, davanti alla stazione di Sala della metropolitana appena inaugurata, le avevamo messe in conto. Così come avevamo previsto la corsa ai comunicati stampa postumi degli esponenti della vecchia politica, orfani di fotografi e cineoperatori, per reclamare almeno la paternità del progetto”.
È quanto afferma in una nota il consigliere comunale Giovanni Costa, commentando il dibattito politico seguito all’inaugurazione della nuova fermata della metropolitana.
La provocazione su Parco Romani
“Tutti a rivendicare meriti, tutto prevedibile, tutto secondo copione”, prosegue Costa.
“Ma sarebbe molto interessante sapere se nuova e vecchia politica sarebbero altrettanto disponibili a farsi riprendere o fotografare davanti a Parco Romani, o meglio davanti a quello che ne rimane”.
Un riferimento diretto al complesso edilizio situato a poca distanza dalla stazione di Sala, rimasto però escluso – sottolinea Costa – dal racconto celebrativo dell’opera inaugurata, che “ha dovuto comunque attendere decenni per essere completata e lo è stata solo parzialmente”.
Investimenti persi e rischio occupazionale
Secondo il consigliere comunale, su Parco Romani “stanno tutti alla larga, vecchi e nuovi”.
“I primi – evidenzia – perché consapevoli di avere mandato in fumo gli investimenti di decine di imprenditori. I secondi perché sanno bene quale rischio incombe sui posti di lavoro delle decine di dipendenti della Catanzaro Servizi, azienda partecipata comunale le cui sorti sono legate a doppio filo alla vicenda del Parco”.
Tra visioni e realtà
“Vecchia e nuova politica sono molto brave a rivendicare progetti e a disegnare visioni”, conclude Costa, “utilizzando parole di moda che fanno sempre bella figura. Ma oggi Catanzaro può contare soltanto su una nuova littorina, perché per ora questo è. Parco Romani, che dovrebbe essere parte integrante della grande rivoluzione del trasporto cittadino, continua invece ad avere un solo destino: quello di arrugginire e cadere a pezzi”.












