26 Giugno 2026
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Crisi idrica a Cosenza, Mancini all’attacco: “Basta interventi tampone, serve un Piano Acqua per la rete idrica”

L'esponente del Pd interviene chiedendo un Piano Acqua per ammodernare la rete comunale, ridurre le perdite e migliorare il servizio

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L’emergenza idrica continua a interessare numerosi quartieri di Cosenza e riaccende il confronto politico sulla gestione del servizio. A intervenire è Giacomo Mancini, componente della direzione del Pd Calabria, che sollecita un cambio di passo nella programmazione degli interventi e propone un Piano Acqua per affrontare in modo strutturale le criticità della rete cittadina.

“Situazione non più accettabile”

“Non è accettabile che in molti quartieri di Cosenza l’acqua arrivi nelle case solo per poche ore al giorno. Una situazione indegna che sta esasperando migliaia di cittadini e che dimostra l’assenza di programmazione nella gestione di un servizio essenziale”, afferma Mancini.

Secondo l’esponente politico, il problema principale non riguarderebbe la disponibilità della risorsa idrica, ma le condizioni della rete comunale. “Il problema – spiega – non è che l’acqua manca. Cosenza è servita da cinque acquedotti, un campo pozzi e sedici serbatoi. Il vero problema è una rete comunale vecchia, piena di perdite, che negli ultimi anni non è mai stata realmente modernizzata. Mentre migliaia di litri d’acqua si disperdono nel terreno, tante famiglie sono costrette a vivere con continui razionamenti.”

La richiesta di un Piano Acqua

Mancini sostiene che negli ultimi anni si sia fatto ricorso prevalentemente a interventi emergenziali. “Per cinque anni si è andati avanti esclusivamente con interventi tampone, senza una strategia capace di affrontare il problema alla radice. Così si rincorrono le emergenze, ma non si risolvono mai.” L’esponente del Pd Calabria invita quindi il Comune a definire una strategia di lungo periodo, puntando sull’innovazione tecnologica e sull’ammodernamento delle infrastrutture.

Il riferimento all’Università della Calabria e alle nuove tecnologie

Nel suo intervento, Mancini richiama anche il ruolo che potrebbero svolgere le competenze presenti sul territorio. “È troppo semplice limitarsi a scaricare ogni responsabilità su Sorical. Al di là delle rispettive competenze, il Comune ha il dovere di programmare, progettare e costruire una visione. A pochi chilometri da noi opera l’Università della Calabria, con competenze di assoluto livello nella gestione delle reti idriche e delle nuove tecnologie. È incomprensibile che queste professionalità non siano mai state coinvolte.”

Tra le proposte avanzate figura l’utilizzo di sistemi di monitoraggio digitale, sensori e strumenti di telecontrollo per individuare tempestivamente le perdite, ridurre gli sprechi e rendere più efficiente la rete idrica.

Le critiche all’amministrazione comunale

In conclusione, Mancini rivolge un’ulteriore critica all’attuale gestione amministrativa. “Per trovare le perdite sembra non esserci mai tempo. Per chiedere ai cittadini il pagamento delle bollette, invece, l’organizzazione è sempre puntuale. Così non si governa una città. Governare significa prevenire i problemi, investire nelle infrastrutture e utilizzare le migliori competenze disponibili. L’acqua sarà una delle grandi sfide dei prossimi decenni. È tempo di cambiare direzione e restituire ai cosentini un servizio moderno, efficiente e all’altezza delle loro aspettative.”

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