9 Settembre 2026
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Addio a Ubaldo Schifino, intellettuale e riformista della politica calabrese: per decenni protagonista della vita pubblica

Docente, dirigente politico e amministratore regionale, firmò riforme significative nella sanità e nell’organizzazione della Regione. I funerali domani

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La città di Crotone perde una delle personalità più riconoscibili della propria storia politica e culturale. È morto Ubaldo Schifino, docente universitario, dirigente politico e protagonista della vita istituzionale calabrese per diversi decenni.

Nato proprio a Crotone, Schifino si avvicinò molto presto all’impegno politico, in anni segnati da profonde trasformazioni nella sinistra italiana. Il suo primo ruolo di rilievo arrivò all’interno della Fgci, la Federazione giovanile comunista italiana, di cui fu segretario a livello locale. Successivamente, tra il 1976 e il 1981, guidò la Federazione provinciale del Pci di Crotone, nel periodo in cui il partito era guidato a livello nazionale da Enrico Berlinguer.

Accanto all’attività politica sviluppò anche un’intensa presenza nel dibattito culturale cittadino. Nel 1982 fondò il settimanale “Il Diario del Crotonese”, iniziativa editoriale nata con l’obiettivo di offrire uno spazio di analisi e confronto sui temi sociali e politici del territorio.

L’ingresso nelle istituzioni e l’esperienza alla Regione Calabria

L’impegno politico si tradusse presto in incarichi istituzionali. Nel 1980 Schifino venne eletto consigliere provinciale di Catanzaro, per poi approdare successivamente al Consiglio regionale della Calabria, dove sedette durante la quarta legislatura.

Nel corso dell’esperienza regionale ricoprì diversi ruoli di responsabilità. Da assessore al Personale contribuì alla definizione della legge di riordino degli uffici della Regione, un intervento normativo elaborato insieme al giurista Sabino Cassese.

Successivamente fu assessore al Turismo, Sport e Spettacolo, incarico dal quale promosse la seconda Conferenza nazionale dello sport e avviò i primi progetti di itinerari turistico-culturali della Calabria, iniziative che miravano a valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico regionale.

Una delle fasi più significative della sua attività amministrativa arrivò però durante il mandato da assessore alla Sanità. In quel ruolo firmò la prima legge italiana di riordino delle Unità sanitarie locali, provvedimento che in Calabria ridusse le Usl da 31 a 11, e contribuì alla stesura del primo Piano sanitario regionale. Nel corso degli anni fu anche vicepresidente del Consiglio regionale e, a metà degli anni Ottanta, presidente dell’Azienda sanitaria locale di Crotone.

Docente e studioso dell’economia aziendale

Parallelamente all’attività politica, Schifino coltivò una lunga carriera accademica. Laureato all’Università di Messina, insegnò Economia aziendale, disciplina che continuò a studiare e approfondire anche attraverso percorsi di alta formazione.

Nel corso della sua carriera frequentò corsi di specializzazione presso la SDA Bocconi di Milano e la Luiss di Roma, mantenendo un costante interesse per l’analisi dei sistemi organizzativi e delle politiche pubbliche.

Negli anni successivi non abbandonò il confronto politico e culturale. Nel 2009 fu candidato alla presidenza della Provincia di Crotone. L’anno seguente pubblicò il pamphlet “Un Partito senza se stesso”, un testo di analisi critica dedicato alle dinamiche del centrosinistra locale.

Negli ultimi anni aveva continuato a partecipare alla vita culturale del territorio come membro del Consiglio generale della Fondazione Carical, impegnata nella promozione di iniziative sociali e culturali in Calabria.

Il cordoglio del Partito Democratico

Alla notizia della morte sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio da esponenti politici e istituzionali di diversi schieramenti.

Il Partito Democratico della Calabria, in una nota diffusa il 30 marzo 2026, ha espresso “profondo cordoglio per la scomparsa di una figura di grande spessore umano e politico”, ricordando “l’impegno costante, la lucidità e la dedizione alla cosa pubblica” che hanno caratterizzato il suo percorso pubblico.

Nella stessa dichiarazione il partito ha richiamato anche una frase che Schifino amava utilizzare per definire la propria idea di politica: “Un dovere dell’intelligenza prima che una ricerca del consenso”.

L’ultimo saluto a Crotone

La camera ardente è stata allestita presso la casa funeraria Monea, in via Giovanni Paolo II a Crotone.

I funerali sono in programma domani, martedì 31 marzo alle 10.30, nella parrocchia di Sant’Antonio, sempre nel capoluogo pitagorico.

Schifino lascia la moglie Rosetta, i figli Antonio e Gianluca e le nuore Giusy e Federica.

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