10 Luglio 2026
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Bambina con disabilità lasciata senza sostegno a Catanzaro, il Codacons: “La burocrazia abbandona le famiglie”

La minore è stata inserita nella graduatoria dell’Asp di Catanzaro per gli interventi finanziati con il Fondo per le non autosufficienze, ma non riceverà il beneficio. Su 552 domande, sono 241 le famiglie dichiarate idonee e rimaste senza copertura economica

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Una bambina con disabilità gravissima è stata riconosciuta idonea nella graduatoria dell’Asp di Catanzaro per gli interventi socio-assistenziali finanziati attraverso il Fondo per le non autosufficienze. Il beneficio, però, non è stato erogato. A denunciare il caso è il Codacons, che accende i riflettori sulla situazione di una minore fragile, valutata positivamente dall’Amministrazione ma rimasta fuori dalla concreta assegnazione del sostegno economico. Nel linguaggio degli uffici la bambina risulta “idonea non beneficiaria”. Una definizione amministrativa che, secondo l’associazione, nella vita reale significa che «il bisogno viene riconosciuto, ma la famiglia resta sola».

Idonea, ma senza copertura economica

La domanda presentata dalla famiglia non è stata respinta e la bambina è stata riconosciuta in possesso dei requisiti richiesti. Nonostante questo, non rientra tra i beneficiari finanziati. “Non si tratta di una domanda respinta. Non si tratta di una posizione priva dei requisiti. Si tratta di una bambina considerata idonea e, tuttavia, lasciata senza copertura“, evidenzia il Codacons. Dalla deliberazione dell’Asp di Catanzaro numero 552 del 30 aprile 2026 emerge che, su 552 istanze, sono state riconosciute 245 persone idonee e beneficiarie, 241 idonee ma non beneficiarie e 66 non idonee. Il dato più delicato riguarda quindi le 241 famiglie che, pur avendo ottenuto il riconoscimento del bisogno assistenziale, non riceveranno al momento alcun sostegno. “Non sono numeri e non sono pratiche ferme su una scrivania. Sono nuclei familiari ai quali il sistema pubblico ha riconosciuto un bisogno, senza però garantire il sostegno“, denuncia l’associazione.

Di Lieto: “Un diritto accertato rischia di restare senza tutela”

Sulla vicenda interviene l’avvocato Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons. “Quando una bambina viene riconosciuta idonea ma resta senza sostegno, non siamo davanti a una semplice questione contabile. Siamo davanti a un diritto accertato che rischia di restare senza tutela concreta. La Pubblica amministrazione non può certificare un bisogno e poi lasciare la famiglia sola davanti alle conseguenze di quella fragilità“, afferma Di Lieto. Secondo il Codacons, dopo anni di sprechi, inefficienze, commissariamenti, ritardi e conti fuori controllo nella sanità e nel welfare calabrese, il prezzo delle difficoltà amministrative non può essere pagato dalle persone più fragili. “Non possono pagarlo i bambini con disabilità gravissima. Non possono pagarlo le famiglie che vivono ogni giorno sul limite della resistenza“, sottolinea l’associazione.

Chiesti fondi, scorrimenti e tempi certi

La Regione Calabria avrebbe assicurato che nessun avente diritto resterà escluso. Per il Codacons, però, adesso gli impegni devono trasformarsi in atti concreti: nuovi fondi, scorrimento delle graduatorie, tempi certi e risposte scritte. “Le famiglie non possono vivere sospese tra graduatorie, rendicontazioni, riparti, competenze incrociate e promesse. La disabilità gravissima non aspetta i tempi della macchina amministrativa“, sostiene il Codacons. L’associazione ha quindi chiesto chiarimenti all’Asp di Catanzaro, alla Regione Calabria, al Comune competente, all’Ambito territoriale, alla Prefettura e al Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. In particolare, il Codacons chiede di sapere perché una minore riconosciuta idonea sia rimasta senza beneficio, quali risorse saranno utilizzate e soprattutto entro quali tempi sarà garantita la copertura.

“La burocrazia diventa più dura della realtà”

La formula “idoneo non beneficiario” è il punto in cui la burocrazia diventa più dura della realtà che dovrebbe sostenere: riconosce la fragilità, la mette in graduatoria, ma non assicura l’aiuto“, conclude Di Lieto. “Nessun ritardo amministrativo, nessuna rendicontazione incompleta, nessun rimpallo tra enti può essere scaricato sulle spalle di una bambina e della sua famiglia“. Il Codacons ribadisce che non si sta chiedendo un favore, ma che venga garantito un diritto già riconosciuto e che non può restare imprigionato in una formula amministrativa. “Ogni giorno senza risposta pesa su chi è già stanco. Ed è esattamente questo che una comunità civile non dovrebbe accettare“.

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