29 Luglio 2026
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Bollette idriche anomale a Catanzaro, il Codacons diffida il Comune: “Si fermi la riscossione e si verifichino i conti”

L'associazione dei consumatori sollecita la sospensione cautelare delle fatture del canone idrico 2024/2025 in attesa di controlli su misuratori, stime e conteggi. Segnalato anche il disagio delle famiglie costrette ad acquistare acqua in bottiglia per dubbi sulla potabilità.

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Scoppia la protesta dei consumatori sui costi e sui criteri di fatturazione del servizio idrico integrato nel capoluogo calabrese. Il Codacons ha inoltrato una formale richiesta all’Amministrazione comunale di Catanzaro affinché vengano congelate le procedure di incasso e la trasmissione dei crediti relativi al canone idrico per le annualità 2024/2025. L’iniziativa nasce a seguito di numerose segnalazioni inviate dagli utenti, che evidenziano una serie di difformità nei conteggi emessi dagli uffici.

“Il Codacons chiede al Comune di Catanzaro di fermarsi prima che le fatture e le richieste di pagamento per il canone idrico 2024/2025 vengano trattate come crediti certi e avviate alla riscossione. La richiesta è semplice: sospendere, controllare, correggere. Nelle ultime settimane sono emerse diverse anomalie: letture errate, contatori fermi, consumi presunti, stime non chiare, importi poi rideterminati dopo le contestazioni degli utenti. Non basta liquidare tutto come una somma di casi isolati. Quando più cittadini segnalano lo stesso problema, l’Amministrazione ha il dovere di verificare prima di chiedere denaro. Non dopo” dichiara l’associazione.

Tutela degli utenti e verifica preventiva dei dati

Nel merito del contenzioso, l’associazione di tutela sottolinea la necessità di invertire l’impostazione procedurale, evitando che eventuali errori di calcolo amministrativi si ripercuotano direttamente sui bilanci familiari sotto forma di morosità o solleciti di pagamento.

“Il punto, per il Codacons, non è sottrarsi al pagamento di quanto dovuto. È l’esatto contrario: fare in modo che venga richiesto solo ciò che è realmente dovuto, sulla base di dati corretti, controllabili e documentati. Una richiesta di pagamento fondata su letture stimate, contatori fermi o consumi presunti non può diventare automaticamente una morosità. Prima di trasmettere quei dati al soggetto che si occuperà della riscossione, il Comune deve verificare le letture, lo stato dei misuratori, i criteri di stima, gli scaglioni applicati, le quote di fognatura, depurazione e ogni altra voce collegata. Altrimenti il rischio è evidente: importi errati o sovrastimati da dati non verificati possono trasformarsi in solleciti, procedure di recupero e ulteriori costi per famiglie che, magari, non devono quelle somme. E questo non può accadere” prosegue la nota.

“Il cittadino non può essere messo nella condizione di pagare prima e difendersi dopo. Non può dover dimostrare, da solo, che una lettura era sbagliata, che un contatore era fermo, che una stima non reggeva o che una richiesta era sproporzionata. È il Comune che, prima di chiedere il pagamento, deve essere certo della correttezza della propria pretesa. Per questo il Codacons chiede una sospensione prudenziale delle richieste di pagamento relative al canone idrico 2024/2025, almeno fino alla bonifica delle posizioni e alla verifica dei dati posti a base della fatturazione” rimarca il Codacons.

L’impatto economico e ambientale sulle famiglie e il ricorso ad ARERA

Oltre agli aspetti contabili, l’associazione evidenzia le ricadute operative e ambientali legate alla qualità della fornitura e ai dubbi percepiti dai cittadini sulla potabilità della risorsa erogata dalla rete pubblica.

“L’acqua viene fatturata come acqua destinata al consumo umano. Eppure molti cittadini raccontano di non sentirsi tranquilli a berla e di acquistare regolarmente casse d’acqua. Il risultato è amaro: si paga il servizio idrico e poi si paga anche l’acqua imbottigliata. A farne le spese sono soprattutto anziani, famiglie con bambini e persone fragili. Il costo non è solo economico. È anche ambientale: più plastica, più trasporti, più rifiuti, più peso su una città che avrebbe bisogno di meno sprechi, non di altri. Un servizio essenziale dovrebbe generare fiducia, non sospetto. Dovrebbe garantire trasparenza, non costringere gli utenti a inseguire uffici, reclami e ricalcoli” spiega il testo.

Di fronte al quadro delineato, la rappresentanza dei consumatori ha attivato le procedure di garanzia presso l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

“Il Codacons ha già chiesto l’intervento di ARERA e continuerà a trasmettere all’Autorità ogni elemento utile sulla gestione delle letture, sui criteri di stima, sulle fatturazioni anomale e sull’eventuale trasferimento alla riscossione di dati non verificati. La posizione dell’associazione è chiara: il Comune controlli tutto prima di riscuotere. Dove il credito è certo, documentato e dovuto, il pagamento seguirà. Dove invece ci sono stime, errori, contatori fermi o dati non verificati, la richiesta deve essere sospesa e corretta. Nessun cittadino deve essere trattato da moroso per una bolletta che l’Amministrazione non ha ancora dimostrato essere giusta” conclude l’associazione.

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