2 Agosto 2026
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Cadavere tra gli scogli a Briatico, è giallo sulla morte del giovane: trovato con il cellulare in tasca

Il corpo era in mare da almeno 15 ore, nessun segno evidente di violenza. Accanto alla scogliera rinvenute buste con indumenti e una borsa: la Procura dispone l’autopsia

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Si tinge di giallo il ritrovamento del corpo senza vita di un uomo nelle acque di Briatico, nel Vibonese. Il cadavere è stato individuato ieri mattina, intorno alle 10.45, a circa dieci metri dalla riva, nello specchio di mare davanti a località Cocca, nell’area sottostante il lungomare che domina la scogliera.

A lanciare l’allarme sono stati alcuni passanti. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, però, non hanno potuto fare altro che avviare le operazioni di recupero della salma. Un intervento particolarmente complesso, perché il corpo era rimasto incastrato tra gli scogli, in un punto raggiungibile in sicurezza soltanto via mare.

Per il recupero sono intervenuti i sommozzatori della Guardia di Finanza. La salma è stata poi trasferita nell’obitorio dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, a disposizione del medico legale.

Un giovane con i capelli lunghi, identità ancora sconosciuta

L’identità dell’uomo non è ancora stata accertata. Secondo i primi elementi, si tratterebbe di un giovane tra i 20 e i 30 anni, con i capelli lunghi. Proprio questo dettaglio, nelle prime fasi del ritrovamento, aveva fatto pensare che potesse trattarsi di una donna.

Il corpo, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto in acqua da almeno 15 ore. Non presenterebbe segni evidenti di violenza. Al momento l’ipotesi più accreditata sulla causa della morte è quella dell’annegamento, ma la dinamica resta tutta da chiarire.

Suicidio, incidente o gesto di terzi: le ipotesi aperte

Gli investigatori non escludono alcuna pista. Potrebbe trattarsi di un gesto estremo, di una caduta accidentale oppure di un fatto provocato da terzi. Al momento, però, nessuna ipotesi appare definitiva.

Sarà l’autopsia a fornire i primi elementi decisivi per stabilire le cause del decesso e capire se la morte sia compatibile con l’annegamento o se emergano ulteriori elementi utili alle indagini.

Le buste con gli indumenti e il telefono in tasca

Nella zona del ritrovamento sono state recuperate due buste, del tipo utilizzato per la spesa, contenenti indumenti, oltre a una borsa. Nella tasca dei pantaloni del giovane, invece, è stato trovato il telefono cellulare.

Sono indizi ora al vaglio dei carabinieri della Stazione di Briatico, che stanno cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima. Gli investigatori analizzeranno anche eventuali immagini delle telecamere presenti nella zona, che potrebbero restituire gli ultimi frammenti di vita del giovane.

Indagini coordinate dalla Procura di Vibo

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, gli agenti della Polizia locale e la vicesindaca Mariateresa Centro. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Vibo Valentia, con il sostituto Eugenia Belmonte.

Gli accertamenti proseguono su più fronti: l’identificazione della vittima, la verifica di eventuali denunce di persone scomparse, l’analisi degli oggetti ritrovati e la raccolta delle testimonianze. Solo l’esame autoptico potrà chiarire se il mare di Briatico abbia restituito il corpo di un giovane morto per una tragica fatalità o se dietro quel cadavere ci sia una storia ancora da scoprire.

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