22 Settembre 2026
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Aspettava la donna fuori dal lavoro: botte, minacce e un coltello alla gola, arrestato a Vibo

È uno degli episodi ricostruiti dagli investigatori nell'indagine coordinata dalla Procura di Vibo Valentia. La Squadra Mobile ha eseguito due distinti provvedimenti nell'ambito di procedimenti legati a violenze nelle relazioni affettive

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Due distinti provvedimenti restrittivi eseguiti dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia nell’ambito di procedimenti legati a episodi di violenza di genere e maltrattamenti in famiglia. Nel primo caso, un uomo di nazionalità peruviana è stato condotto in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. Nel secondo, un uomo residente nel Vibonese è stato arrestato dopo una condanna definitiva a tre anni e sei mesi per maltrattamenti nei confronti della moglie e della figlia, all’epoca minorenne.

L’indagine sulla violenza nei confronti di una connazionale

Lo scorso 18 settembre, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Vibo Valentia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Vibo Valentia nei confronti di un uomo di nazionalità peruviana, gravemente indiziato, allo stato degli atti, di atti persecutori, estorsione, violenza sessuale e violenza privata aggravata dall’utilizzo di armi.

I reati contestati sarebbero stati commessi nei confronti di una connazionale residente nella provincia di Vibo Valentia, con la quale l’uomo aveva avuto una relazione sentimentale.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, avrebbe consentito di ricostruire una serie di condotte minacciose, moleste e oppressive che, secondo quanto riferito dalla Polizia, avrebbero provocato nella donna un grave e perdurante stato di ansia e timore per la propria incolumità e per quella dei familiari.

Le minacce e le pressioni sui familiari

Secondo la ricostruzione investigativa, le condotte sarebbero iniziate nel novembre 2025. L’uomo avrebbe sottoposto la donna a ripetute minacce, facendo riferimento anche ai figli minori e ai familiari residenti all’estero.

Sempre secondo gli investigatori, le minacce avrebbero riguardato anche presunti collegamenti con soggetti riconducibili alla criminalità organizzata sudamericana, con l’obiettivo di costringere la donna ad assecondare le richieste dell’uomo.

Tra le contestazioni figura inoltre quella di violenza sessuale: gli inquirenti avrebbero ricostruito episodi nei quali la donna sarebbe stata costretta a subire rapporti sessuali senza consenso.

L’aggressione fuori dal luogo di lavoro

Particolarmente grave sarebbe poi un episodio avvenuto all’uscita dal luogo di lavoro della donna.

L’uomo, secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, l’avrebbe attesa e costretta a salire sulla propria automobile. Di fronte al rifiuto della donna e al suo tentativo di allontanarsi dal veicolo, l’avrebbe raggiunta, percossa e minacciata di morte, arrivando a puntarle un coltello alla gola.

La denuncia e il racconto della vittima hanno fatto scattare gli accertamenti da parte degli investigatori. Nell’ambito delle misure di tutela, il Questore di Vibo Valentia, sulla base dell’istruttoria della Divisione Anticrimine, aveva già emesso d’ufficio nei confronti dell’uomo un provvedimento di ammonimento previsto dalla normativa.

La richiesta della Procura e la custodia in carcere

Gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, attraverso un’informativa di reato.

La Procura, ritenendo sussistenti i gravi indizi e il pericolo cui sarebbe stata esposta la persona offesa, ha richiesto al Gip l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato successivamente disposto ed eseguito nella mattinata del 18 settembre.

Un secondo arresto per maltrattamenti in famiglia

Nella giornata successiva è stato eseguito un secondo provvedimento restrittivo, questa volta nei confronti di un uomo residente in una frazione del Vibonese.

La Squadra Mobile ha dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Vibo Valentia. L’uomo è stato condannato in via definitiva alla pena di tre anni e sei mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti commessi nei confronti della moglie e della figlia, all’epoca minorenne.

La vicenda giudiziaria nasce da un’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile nel 2024, durante la quale sarebbero stati ricostruiti i comportamenti violenti e maltrattanti contestati all’uomo e successivamente oggetto della condanna definitiva.

I due arrestati trasferiti in carcere

Al termine delle formalità di rito, i due uomini sono stati associati in due diversi istituti penitenziari: il primo presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, il secondo presso la Casa Circondariale di Catanzaro.

La Polizia di Stato sottolinea come le attività svolte confermino l’attenzione investigativa nei confronti dei fenomeni di violenza e sopraffazione nelle relazioni affettive, evidenziando al contempo l’importanza di un intervento tempestivo a tutela delle persone che chiedono aiuto alle Forze di polizia.

Per il primo procedimento, trattandosi di una misura cautelare nella fase delle indagini, resta fermo il principio di presunzione di innocenza: le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento e l’eventuale responsabilità potrà essere affermata soltanto con una sentenza irrevocabile.

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