16 Ottobre 2026
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L’ombra del blocco totale ad alto impatto: la rabbia dei TIR paralizza l’area industriale di Cosenza

Presidi continui a Settimo di Rende e Montalto Uffugo contro l'esplosione dei costi di gestione. I vettori di Fedralog minacciano la protesta ad oltranza e chiedono con urgenza un prezzo calmierato o un gasolio speciale sulla falsariga del comparto agricolo

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La morsa della vertenza logistica stringe d’assedio l’intera provincia cosentina, spostando il baricentro delle proteste nel cuore produttivo del territorio. La mobilitazione promossa dai camionisti aderenti alla sigla Fedralog sta determinando pesanti ripercussioni sulla circolazione stradale e sull’operatività commerciale, concentrandosi in particolare negli snodi strategici delle zone industriali di Settimo di Rende e Montalto Uffugo. I manifestanti e le imprese di trasporto denunciano la totale insostenibilità dei bilanci aziendali, strozzati da una forbice economica non più gestibile: da un lato le tariffe dei noli rimaste ferme ai vecchi listini, dall’altro una crescita esponenziale delle spese vive che ha completamente divorato ogni margine di profitto, minacciando di fermare la catena di approvvigionamento regionale.

L’affondo dei manifestanti: “Lavoriamo sottocosto, serve il carburante dedicato”

L’esasperazione degli operatori di settore emerge chiaramente dalle testimonianze raccolte direttamente dai presidi di protesta organizzati lungo le arterie d’accesso ai terminal merci.

“Non possiamo più andare avanti – spiega uno dei manifestanti, Domenico Mammone -. Con il gasolio arrivato a 2,50 euro al litro e i costi autostradali insostenibili, stiamo mettendo le mani in tasca ai nostri risparmi per lavorare. Chiediamo misure concrete come un prezzo calmierato o un carburante dedicato alla nostra categoria, sullo schema di quanto avviene per l’agricoltura. Senza risposte dalle istituzioni nazionali, la protesta rischia di proseguire ad oltranza”.

Solidarietà dal tessuto sociale e allarme sui prezzi al consumo

La vertenza travalica la dimensione corporativa e incassa il sostegno diffuso del tessuto produttivo locale e della popolazione, consapevole che lo stallo dei trasporti produrrà un inevitabile effetto domino sui listini al dettaglio.

“Non è una vertenza di singola categoria – ha detto un artigiano – ma una condizione che riguarda tutti i lavoratori e le famiglie. L’aumento dei costi di trasporto si riflette inevitabilmente sui beni di prima necessità e sul costo della vita per l’intera collettività”.

Al momento le concentrazioni di mezzi e gli sbarramenti si svolgono in modo ordinato e sotto il costante monitoraggio delle forze dell’ordine, mentre la categoria resta in vigile attesa di novità sostanziali che dovrebbero giungere dai tavoli di crisi nazionali e regionali.

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