10 Agosto 2026
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Caos nel carcere di Arghillà a Reggio Calabria: detenuti sottraggono le chiavi e devastano una sezione

La denuncia dell’Osapp: sette detenuti in regime di sorveglianza particolare avrebbero distrutto l’impianto di videosorveglianza. Poi un gruppo di ristretti avrebbe preso le chiavi del reparto

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Momenti di forte tensione nel carcere di Arghillà, dove, secondo la ricostruzione fornita dal sindacato Osapp, si sarebbe verificata una grave escalation culminata nella devastazione di una sezione detentiva. L’episodio sarebbe iniziato dopo il blocco dei colloqui disposto nei confronti di un detenuto. In risposta al provvedimento, sette detenuti già sottoposti al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario si sarebbero arrampicati sui muri dei passeggi, arrivando a danneggiare l’intero impianto di videosorveglianza.

Distrutto l’impianto di videosorveglianza

La situazione sarebbe poi ulteriormente degenerata. Secondo quanto riferito dall’Osapp, un gruppo di detenuti sarebbe riuscito a impossessarsi delle chiavi della sezione, assumendo di fatto il controllo del reparto. Da quel momento, sempre secondo il sindacato, sarebbe iniziata una fase di devastazione violenta e sistematica degli ambienti. Una ricostruzione che, se confermata dagli accertamenti, evidenzierebbe una grave vulnerabilità del sistema di sicurezza interno dell’istituto penitenziario.

L’Osapp: “Clima interno segnato da tensioni”

Il sindacato denuncia anche una situazione organizzativa che, a suo dire, sarebbe già caratterizzata da criticità. “A rendere ancora più critica la situazione – sostiene l’Osapp – è un clima organizzativo interno da tempo segnato da tensioni, nodi gestionali irrisolti e un atteggiamento conflittuale verso il personale di Polizia penitenziaria, costretto a operare in condizioni psicofisiche insostenibili”. Per il sindacato, quanto accaduto ad Arghillà rappresenterebbe un salto di gravità rispetto alle precedenti criticità.

Montesano: “Il sistema di sicurezza è totalmente collassato”

Durissimo il commento di Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto dell’Osapp. “Quanto accaduto nelle ultime ore rappresenta il punto di non ritorno», afferma Montesano. Secondo il sindacalista, il fatto che detenuti sottoposti al regime previsto dall’articolo 14-bis siano riusciti, stando alla ricostruzione dell’Osapp, a sottrarre le chiavi e a devastare una sezione dimostrerebbe che «il sistema di sicurezza è totalmente collassato“. Il sindacato chiede ora un intervento immediato da parte delle istituzioni competenti.

Le richieste al Governo e al Dap

L’Osapp ha rivolto un appello al Governo, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, chiedendo innanzitutto la dichiarazione dello stato di emergenza e l’adozione di un regime straordinario di contenimento e sicurezza. Tra le richieste avanzate figurano inoltre trasferimenti urgenti dei detenuti ritenuti più problematici, l’intervento straordinario del GOM, un’ispezione immediata e verifiche sui vertici dell’istituto.

Il sindacato sollecita infine una revisione dell’intero sistema di sicurezza, chiedendo anche la chiusura immediata dei regimi aperti e il ripristino di protocolli più rigidi a tutela degli agenti di Polizia penitenziaria.

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