12 Agosto 2026
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Tensione al carcere di Rossano, nuova aggressione contro la Polizia Penitenziaria

Un agente ha riportato un trauma contusivo alla coscia dopo essere stato colpito da un fornellino a gas. Il Con.Si.Pe. chiede un intervento integrato su sicurezza e assistenza

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Un nuovo grave episodio di violenza ai danni della Polizia Penitenziaria si è verificato all’interno della Casa Circondariale di Rossano. Un agente è stato aggredito da un detenuto e successivamente colpito alla coscia da un fornellino a gas completo di bomboletta. A rendere noto l’episodio è Maria Lucrezia Pandolfo, Vice Segretario Regionale del Con.Si.Pe., che torna a richiamare l’attenzione sulle condizioni di lavoro del personale penitenziario e sulla necessità di una gestione integrata delle situazioni di particolare complessità.

L’aggressione nel carcere di Rossano

Secondo quanto riferito dal sindacato, il detenuto si trovava nella propria camera di pernottamento e avrebbe reagito violentemente dopo che un agente di Polizia Penitenziaria gli aveva negato la possibilità di uscire dalla stanza per passeggiare nel corridoio.

L’uomo avrebbe quindi aggredito e percosso violentemente il poliziotto penitenziario, per poi lanciargli contro un fornellino a gas completo di bomboletta. L’oggetto ha colpito l’agente alla coscia sinistra, provocandogli un trauma contusivo.

“Serve una valutazione complessiva delle aggressioni”

L’episodio, secondo Pandolfo, si inserisce in un quadro più ampio di eventi critici registrati negli ultimi mesi negli istituti penitenziari. La rappresentante del Con.Si.Pe. sottolinea come le aggressioni possano essere legate a situazioni differenti: da condotte “fortemente devianti e deliberatamente violente” fino a problematiche di natura psichiatrica, con casi nei quali le due condizioni possono sovrapporsi.

Per questo, secondo Pandolfo, non è possibile affrontare il fenomeno attraverso una lettura semplicistica. È invece necessaria una valutazione attenta delle diverse situazioni, considerando anche le conseguenze che la violenza psicologica può avere sulle condizioni di lavoro e sul benessere degli operatori.

Polizia Penitenziaria, sanità ed educazione: “Più collaborazione”

Il Con.Si.Pe. ribadisce quindi una richiesta già avanzata in precedenti comunicati: rafforzare e ampliare la collaborazione tra Polizia Penitenziaria, area educativa e area sanitaria. L’obiettivo, secondo il sindacato, dovrebbe essere quello di garantire una gestione più efficace delle situazioni complesse attraverso investimenti concreti e una maggiore integrazione delle competenze, tutelando allo stesso tempo il personale e l’intero sistema penitenziario.

Sicurezza, assistenza sanitaria e rieducazione non devono essere considerate realtà contrapposte, ma componenti complementari di un unico sistema“, sostiene Pandolfo. La richiesta è dunque quella di un approccio integrato capace di coniugare la necessaria fermezza sul piano della sicurezza con adeguati percorsi sanitari, assistenziali e rieducativi, calibrati sulle diverse esigenze presenti all’interno degli istituti.

Rossano, “struttura ad alta tensione”

La Casa Circondariale di Rossano viene indicata dal sindacato come una struttura caratterizzata da una situazione di particolare tensione, nella quale il personale è quotidianamente chiamato a gestire condizioni complesse. Il rischio di aggressioni contro gli operatori penitenziari rappresenta, secondo il Con.Si.Pe., una preoccupazione sempre più concreta.

Il sindacato ha infine espresso la propria solidarietà all’agente aggredito e la massima vicinanza a tutti gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Rossano.

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