La protesta degli autotrasportatori di Calabria, Puglia e Basilicata va avanti. Nessuna sospensione dei presidi, nessun passo indietro in attesa del confronto con le istituzioni. Le imprese del settore trasporti e logistica delle tre regioni confermano la mobilitazione e lanciano un messaggio preciso: la convocazione di un tavolo non basta, servono impegni concreti e verificabili.
È quanto emerge da una nota congiunta diffusa dai rappresentanti degli autotrasportatori, che ribadiscono la volontà di proseguire la protesta fino a quando non saranno raggiunti gli obiettivi fissati a tutela del comparto.
Il prossimo appuntamento è previsto per martedì 20 ottobre, quando i delegati delle tre regioni si presenteranno uniti al confronto istituzionale con una piattaforma di richieste.
Autotrasportatori in protesta, nessuna smobilitazione: “I presidi resteranno operativi”
La posizione delle imprese è netta. Nonostante la convocazione dell’incontro, i presidi organizzati in Calabria, Puglia e Basilicata continueranno a essere operativi.
“I presidi attivati nelle tre regioni restano e resteranno operativi: la protesta non si fermerà fino a quando non saranno raggiunti in modo concreto gli obiettivi prefissati a tutela dell’intero comparto”, affermano i rappresentanti dei trasportatori.
Una decisione che conferma la determinazione delle aziende a mantenere alta l’attenzione sulla crisi dell’autotrasporto nel Sud Italia.
Per i promotori della mobilitazione, infatti, l’apertura di un confronto istituzionale rappresenta un primo passaggio, ma non costituisce ancora una soluzione ai problemi denunciati dalle imprese.
Il 20 ottobre il confronto con le istituzioni: “Non vogliamo promesse vaghe”
La data decisiva sarà quella di martedì 20 ottobre.
I delegati considerano l’appuntamento un momento fondamentale per affrontare le difficoltà che stanno interessando il comparto del trasporto merci e della logistica nel Mezzogiorno.
“In questa fase cruciale”, spiegano, l’incontro rappresenta “un passaggio fondamentale e non più rinviabile per affrontare e risolvere la gravissima crisi che affligge il settore del Mezzogiorno”.
Ma il messaggio rivolto alle istituzioni è accompagnato da un avvertimento.
Il tavolo, sostengono i portavoce, deve produrre risposte concrete e non limitarsi a impegni generici.
“Apprezziamo la convocazione dell’incontro ma chiariamo fin da subito che i presidi rimarranno attivi”, precisano i rappresentanti delle tre regioni.
Le imprese chiedono garanzie, risorse e tempi certi
Al centro delle richieste degli autotrasportatori c’è la necessità di ottenere provvedimenti che abbiano effetti reali sulle condizioni economiche delle aziende.
Le delegazioni chiedono garanzie precise, risorse individuate e tempi definiti per l’attuazione degli interventi.
“Non intendiamo fare passi indietro finché non avremo garanzie certe, con tempi e risorse definiti, sugli obiettivi che ci siamo posti e che porteremo al tavolo”, dichiarano.
La nota non specifica nel dettaglio tutte le misure che saranno inserite nella piattaforma, ma ribadisce la necessità di tutelare l’intero settore, a partire dalle imprese e dai lavoratori.
“La responsabilità verso le nostre imprese e verso i lavoratori ci impone la massima fermezza”, sottolineano i delegati.
Calabria, Puglia e Basilicata fanno fronte comune
Le rappresentanze delle tre regioni confermano inoltre la volontà di presentarsi al confronto istituzionale con una posizione condivisa.
I delegati di Calabria, Puglia e Basilicata porteranno al tavolo del 20 ottobre una piattaforma unitaria di richieste, con l’obiettivo di ottenere interventi concreti per il settore.
Al termine dell’incontro, l’esito del confronto sarà valutato insieme ai lavoratori e ai rappresentanti dei presidi territoriali.
Sarà quindi il contenuto delle eventuali risposte istituzionali a determinare le successive decisioni sulla mobilitazione.
Protesta dei trasportatori, il tavolo del 20 ottobre non ferma i presidi
La convocazione dell’incontro rappresenta un passaggio importante, ma per gli autotrasportatori non equivale alla conclusione della vertenza.
Le imprese chiedono che dalle parole si passi ai fatti e che gli interventi siano accompagnati da impegni verificabili, scadenze e risorse economiche definite.
Fino ad allora, il fronte della protesta resterà compatto.
Il messaggio lanciato dalle aziende di Calabria, Puglia e Basilicata è chiaro: la mobilitazione proseguirà e i presidi resteranno operativi finché non saranno raggiunti gli obiettivi concordati dal comparto.














