18 Ottobre 2026
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Criminalità in calo in Calabria, ma Cosenza va controtendenza: denunce in aumento del 2,3%

L'Indice della criminalità 2025 del Sole 24 Ore fotografa una diminuzione delle denunce dell'1,8% a livello nazionale. In Calabria il calo interessa gran parte delle province, fa eccezione Cosenza, dove i reati denunciati crescono del 2,3%

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La criminalità denunciata diminuisce in Italia, ma non ovunque. Secondo i dati dell’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, nel 2025 le denunce hanno registrato una flessione complessiva dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Un andamento che riguarda anche gran parte del Mezzogiorno, dove numerose province mostrano una riduzione dei reati segnalati alle forze dell’ordine.

In Calabria, tuttavia, emerge un’eccezione: Cosenza. Mentre quattro delle cinque province calabresi registrano una diminuzione, nel Cosentino le denunce risultano in aumento del 2,3%.

Il rapporto evidenzia inoltre un altro fenomeno: la crescita delle segnalazioni relative ai minorenni denunciati o arrestati, aumentate sensibilmente rispetto al periodo precedente alla pandemia.

Criminalità in Calabria, denunce in calo in quattro province su cinque

Il dato regionale si inserisce in una tendenza che interessa buona parte del Sud Italia.

Nel 2025, secondo l’elaborazione del Sole 24 Ore, le denunce diminuiscono in quattro delle cinque province calabresi.

L’unica eccezione è Cosenza, che registra una variazione positiva del 2,3% rispetto all’anno precedente.

Il dato segnala un andamento differente rispetto al resto della regione, anche se l’estratto del rapporto non specifica quali tipologie di reato abbiano contribuito maggiormente all’incremento.

È importante distinguere il numero delle denunce presentate dal totale dei reati effettivamente commessi: le statistiche riguardano infatti gli illeciti portati a conoscenza delle autorità e possono risentire anche della propensione delle vittime a denunciare.

Cosenza in controtendenza: reati denunciati in crescita del 2,3%

Nel quadro di una riduzione diffusa delle denunce, il +2,3% registrato nella provincia di Cosenza rappresenta il principale elemento di discontinuità per la Calabria.

La provincia cosentina si distingue così dalle altre quattro province regionali, che chiudono il 2025 con il segno meno.

Il dato percentuale, da solo, non permette però di stabilire quanto sia elevato il livello complessivo di criminalità nel territorio rispetto alle altre province italiane: per questo occorre considerare anche il numero di denunce ogni 100mila abitanti e la composizione dei reati.

Il Sud registra meno denunce: cali in Sicilia, Campania e Puglia

La diminuzione dei reati denunciati coinvolge una parte significativa del Mezzogiorno.

In Sicilia, otto province su nove registrano una flessione rispetto al 2024. I cali più marcati riguardano Ragusa (-11,3%), Catania (-10,5%) e Palermo (-9,2%).

Secondo i dati riportati, tutte le province siciliane presentano inoltre volumi di denunce inferiori a quelli del 2019.

Segno negativo anche in Campania, dove le diminuzioni vanno dal -4,8% di Caserta al -1,6% di Napoli.

In Puglia, le denunce calano in quattro delle sei province, mentre Brindisi registra un lieve incremento dello 0,4%.

Le province con meno denunce: Oristano, Potenza ed Enna

Nella parte più bassa della graduatoria nazionale per incidenza dei reati denunciati si colloca Oristano, con 1.707 denunce ogni 100mila abitanti.

Seguono Potenza, con 1.968 denunce, Enna, con 2.165, e Benevento, con 2.177.

Per Oristano il valore è pari a circa un quarto di quello registrato a Milano, secondo il confronto riportato nell’indagine.

Tra le variazioni rispetto all’anno precedente, invece, è Aosta a segnare l’aumento percentuale più consistente, pari al 15,1%, con 3.306 denunce ogni 100mila abitanti.

Le riduzioni più marcate si registrano a Ragusa (-11,3%) e Rimini (-10,7%).

Allarme criminalità minorile: segnalazioni aumentate del 34% dal 2019

Uno degli aspetti più rilevanti del rapporto riguarda il coinvolgimento dei minorenni nelle statistiche giudiziarie.

Nel 2025 le segnalazioni relative a minori denunciati o arrestati raggiungono quota 39.600, contro le 38.247 del 2024.

Rispetto al 2019, l’aumento è del 34%.

Le segnalazioni riguardanti minorenni rappresentano il 4,7% del totale di quelle relative alle persone denunciate o arrestate.

Per le rapine in pubblica via, la quota riferita ai minorenni sale invece al 25,8%.

A livello provinciale, l’incidenza più elevata delle segnalazioni relative a minori sul totale si registra a Sondrio (9,7%), seguita da Modena (8,3%).

Si tratta di dati sulle segnalazioni alle autorità, che non equivalgono automaticamente a condanne definitive.

Le segnalazioni relative a cittadini stranieri: il 35,1% del totale

L’indagine riporta anche i dati relativi ai cittadini stranieri denunciati o arrestati.

Nel 2025 le segnalazioni sono 292.820, pari al 35,1% del totale, rispetto al 34,7% del 2024.

Le province di Milano, Roma, Torino e Bologna concentrano complessivamente il 25% delle segnalazioni relative a cittadini stranieri.

A Prato, invece, la quota sul totale provinciale raggiunge circa il 60%.

Queste percentuali descrivono la distribuzione delle segnalazioni registrate, ma non rappresentano, da sole, un confronto dei tassi di criminalità tra gruppi di popolazione: per interpretarle occorre considerare anche la composizione demografica, la presenza sul territorio e le differenti tipologie di reato.

Il quadro del 2025: meno denunce, ma restano differenze territoriali

L’Indice della criminalità del Sole 24 Ore restituisce dunque un quadro articolato.

Da una parte emerge una diminuzione nazionale delle denunce dell’1,8%, accompagnata da una flessione diffusa nelle province meridionali. Dall’altra restano territori in controtendenza e fenomeni specifici che richiedono attenzione, a cominciare dall’aumento delle segnalazioni riguardanti i minorenni.

Per la Calabria, il dato più significativo è il contrasto tra la riduzione delle denunce in quattro province e l’incremento del 2,3% a Cosenza.

Un andamento che rende necessario osservare non soltanto il numero complessivo delle denunce, ma anche l’evoluzione delle singole tipologie di reato e le differenze tra i territori.

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