28 Settembre 2026
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Caro carburanti, la protesta passa anche da Pizzo: “Basta promesse, ci vediamo alle urne” (FOTO- VIDEO)

Agricoltori, allevatori e autotrasportatori mobilitati in Calabria contro l'aumento dei costi. Presidio allo svincolo di Pizzo e nuova protesta annunciata sulla Statale 106. Nel mirino carburanti, prezzi all'origine e importazioni extra-Ue

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La protesta contro il caro carburanti si allarga e approda anche allo svincolo di Pizzo dell’Autostrada del Mediterraneo, dove agricoltori, allevatori e autotrasportatori hanno dato vita a un presidio scandito da striscioni dal tono netto. “Basta, siamo stanchi delle vostre promesse” è uno dei messaggi rivolti alle istituzioni. Accanto, un’altra frase sintetizza il clima della mobilitazione: “Ci vediamo alle urne!“.

Il presidio nel Vibonese si inserisce in una giornata di mobilitazione che sta interessando diversi territori della Calabria. La protesta, promossa con il nome “L’Italia scende in piazza”, nasce dalla denuncia di una crescente pressione sui bilanci delle imprese agricole e delle famiglie.

Costi in aumento, aziende sotto pressione

Al centro delle rivendicazioni c’è il prezzo del carburante, considerato dai promotori uno dei principali fattori che stanno aumentando i costi di gestione delle attività agricole e di trasporto. Ma la protesta non si limita al rifornimento. Nel mirino finisce anche il rapporto tra costi di produzione, prezzi riconosciuti agli agricoltori e prezzi finali al consumo. È una distanza che i manifestanti descrivono come una vera e propria forbice economica: da una parte le spese sostenute dalle aziende per produrre, dall’altra i valori riconosciuti all’origine e quelli successivamente applicati lungo la filiera fino al consumatore. «Non possiamo continuare a sostenere costi sempre più alti mentre il valore riconosciuto al produttore resta insufficiente», è il senso della contestazione portata nelle piazze e lungo le strade calabresi.

Nel mirino anche le importazioni

Tra le richieste avanzate durante la mobilitazione figura anche una maggiore attenzione alle importazioni dai Paesi extra-Ue. I promotori chiedono di intervenire sui prodotti importati quando, secondo la loro posizione, non offrirebbero garanzie e standard di qualità e sicurezza comparabili a quelli richiesti alle produzioni italiane. “Le nostre aziende devono rispettare regole, controlli e costi che non possono essere ignorati quando si confrontano con prodotti provenienti dall’estero“, sostengono i rappresentanti della protesta.

La mobilitazione guarda alla Statale 106

Il calendario della protesta non si esaurisce con i presidi organizzati nelle diverse aree della Calabria. A partire da mercoledì 30 settembre è stato annunciato un presidio permanente a oltranza sulla Statale 106 Ionica, nel territorio di Davoli Marina. Una nuova tappa di una mobilitazione che punta a mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà denunciate dal comparto agricolo, dagli allevatori e dagli autotrasportatori. L’obiettivo dichiarato è quindi la manifestazione nazionale del 10 ottobre a Cosenza, appuntamento verso il quale dovrebbero confluire le diverse iniziative territoriali.

Una protesta che chiede risposte

A promuovere la mobilitazione sono Movimento Popolare Nazionale, Popolo di Calabria, MTA, GDA, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli. Dai presidi calabresi arriva così una richiesta di attenzione rivolta alle istituzioni su carburanti, costi di produzione, redditività delle aziende agricole e tutela delle produzioni nazionali. A Pizzo, intanto, gli striscioni hanno trasformato lo svincolo autostradale in uno dei punti visibili della protesta. Il messaggio è affidato a poche parole, ma senza sfumature: “Basta, siamo stanchi delle vostre promesse“.

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