“L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha rilevato che il 15 settembre Revolut ha confermato il ‘databreach’, precisando di aver fornito i dati di 680 clienti, di cui soltanto 8 italiani, e di aver altresì avvisato i clienti coinvolti. Nello specifico detta società segnalava la compromissione di un indirizzo di posta elettronica certificata riferibile alla Prefettura di Reggio Calabria. Sull’attività delle forze di polizia, il locale centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia di Stato ha informato la Procura della repubblica del capoluogo reggino, che sta procedendo allo svolgimento dell’attività investigativa. Dal canto suo, il ministero della Giustizia ha confermato che presso la citata procura è stato iscritto un procedimento penale per reato di accesso abusivo a un sistema informatico di pubblico interesse”. E’ quanto affermato dalla sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro, rispondendo a un’interrogazione parlamentare urgente sul caso Revolut della deputata di Azione, Giulia Pastorella.
La sottosegretaria ha aggiunto: “Il team della Agenzia specializzato nella prevenzione, gestione e risposta agli incidenti informatici, il Csirt Italia, ha potuto accertare la compromissione attraverso l’analisi di un campione fornito dalla Revolut di una delle e-mail nelle quali gli attaccanti effettuavano le richieste di informazioni fraudolente”.












