11 Settembre 2026
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Concessioni balneari e rischio infiltrazioni mafiose, fari accesi sulla costa vibonese: 15 casi alla Prefettura, 21 lidi senza contratto

Controlli dei carabinieri da Pizzo a Nicotera: sette concessioni riconducibili a soggetti privi dei requisiti antimafia e altri otto casi ritenuti meritevoli di approfondimento. Diciassette persone denunciate

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Un’operazione ad ampio raggio per colpire le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale. È quella condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia, che ha passato al setaccio le concessioni demaniali marittime e le attività economiche collegate lungo la costa del Vibonese. Il bilancio dei controlli parla di concessioni finite a soggetti privi dei requisiti antimafia, lavoratori in nero, opere abusive, irregolarità ambientali e sanitarie, centinaia di chili di alimenti sequestrati e decine di violazioni amministrative.

Controlli in otto comuni della costa vibonese

L’attività ispettiva ha interessato i comuni di Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera.

Alla manovra hanno preso parte, oltre ai militari dell’Arma territoriale, anche il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro, il Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) e il Gruppo Carabinieri Forestali, con verifiche mirate sugli aspetti amministrativi, ambientali, sanitari e giuslavoristici.

Concessioni demaniali a soggetti senza requisiti antimafia

Tra gli elementi più rilevanti emersi dai controlli figura la verifica delle concessioni demaniali marittime.

I Carabinieri hanno accertato che sette concessioni risultano intestate a persone fisiche o società che non possiedono i requisiti previsti dall’articolo 67 del Codice antimafia, perché gravate da condanne per reati riconducibili alla criminalità organizzata, partecipate da soci privi dei requisiti richiesti oppure destinatarie di interdittiva antimafia.

A questi casi si aggiungono altre otto posizioni nelle quali sono emersi elementi ritenuti indicativi di un possibile pericolo di infiltrazione mafiosa. Tutta la documentazione è stata trasmessa alla Prefettura per le valutazioni di competenza.

Inoltre, in sei casi i beneficiari delle concessioni avrebbero attestato falsamente il possesso dei requisiti previsti dalla legge. Per queste posizioni è stata interessata anche la Procura della Repubblica.

Stabilimenti senza concessione e abusi sul demanio

Le verifiche hanno evidenziato anche numerose irregolarità nella gestione degli stabilimenti balneari.

In particolare, 21 attività sarebbero state avviate in totale assenza del contratto di concessione, mentre tre stabilimenti operavano sulla base di concessioni intestate a soggetti diversi senza la necessaria autorizzazione al subentro.

Per tali situazioni è stato richiesto ai Comuni competenti di avviare i procedimenti di decadenza delle concessioni, come previsto dal Codice della navigazione.

Nel corso dei controlli sono state inoltre individuate opere edilizie ritenute abusive realizzate su aree demaniali e diverse criticità ambientali, in particolare riguardanti gli impianti fognari.

Lavoro nero, sicurezza e alimenti sequestrati

Gli accertamenti hanno fatto emergere numerose violazioni anche sul fronte del lavoro.

Sono stati individuati 31 lavoratori irregolari, di cui cinque completamente in nero, circostanza che ha determinato la sospensione di tre attività imprenditoriali.

I militari hanno inoltre riscontrato 24 lavoratori privi della prevista sorveglianza sanitaria, altri tre completamente sprovvisti della formazione obbligatoria e ulteriori violazioni relative agli orari di lavoro.

Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza alimentare. Durante le ispezioni sono stati rinvenuti prodotti privi dei requisiti di tracciabilità oppure conservati in condizioni non conformi alla normativa vigente.

Complessivamente sono stati sequestrati oltre 460 chilogrammi di alimenti.

Diciassette denunce e oltre 70 mila euro di sanzioni

Il bilancio finale dell’operazione registra 17 persone denunciate in stato di libertà per violazioni riconducibili, a vario titolo, all’occupazione abusiva di aree demaniali marittime, alla realizzazione di manufatti abusivi, a irregolarità igienico-sanitarie e ambientali e alla detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

Sul piano amministrativo sono state contestate numerose violazioni riguardanti sicurezza sul lavoro, igiene alimentare, autocontrollo, gestione dei rifiuti, scarichi, autorizzazioni e utilizzo delle aree demaniali, con sanzioni superiori a 70 mila euro, oltre ad altri importi ancora in fase di quantificazione.

L’operazione rientra nella strategia del Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia volta a rafforzare il contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia legale, attraverso controlli mirati sulle attività economiche operanti lungo il litorale.

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