Torna sotto sorveglianza speciale Giuseppe Barbieri, classe 1992, residente a Cessaniti, imputato nel maxi processo “Rinascita Scott” e nipote di Giuseppe Antonio “Peppino” Accorinti, indicato nelle vicende giudiziarie come boss di Zungri. Il Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di prevenzione, su iniziativa della Divisione Anticrimine della Questura di Vibo Valentia, ha disposto nei suoi confronti il ripristino della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Alla base del provvedimento ci sono le segnalazioni e gli elementi raccolti dagli uffici investigativi e dalle forze di polizia impegnate nel controllo del territorio dopo il ritorno in libertà dell’uomo. Secondo quanto stabilito dal collegio, la sua pericolosità sociale deve ritenersi “persistente ed attuale”.
Il ritorno in libertà e la decisione del Tribunale
Barbieri era recentemente tornato libero in attesa della definizione della propria posizione giudiziaria nell’ambito del procedimento Rinascita Scott, una delle più imponenti inchieste contro la ‘ndrangheta vibonese. Nel processo d’appello il 34enne è stato condannato a 12 anni e 6 mesi di reclusione, sentenza non definitiva. Il nuovo provvedimento del Tribunale riguarda invece il terreno delle misure di prevenzione, che opera su presupposti diversi rispetto all’accertamento della responsabilità penale. La valutazione dei giudici è arrivata sulla base dell’attività svolta dalla Questura di Vibo Valentia, che ha sottoposto al Tribunale gli elementi ritenuti indicativi della permanenza delle condizioni necessarie all’applicazione della misura.
Obbligo di soggiorno a Cessaniti e firma in Questura
Il decreto impone a Barbieri una serie di prescrizioni particolarmente stringenti. Tra queste c’è innanzitutto l’obbligo di soggiorno nel comune di Cessaniti, con il divieto di allontanarsi dal territorio comunale senza le autorizzazioni previste. Dovrà inoltre rientrare nella propria abitazione nelle ore serali e non potrà uscire prima delle 6 del mattino. Previsto anche l’obbligo di firma presso gli uffici di polizia. Barbieri dovrà portare con sé ed esibire agli ufficiali e agli agenti di pubblica sicurezza, quando richiesto, la carta di permanenza collegata alla misura di prevenzione.
I divieti imposti al 34enne
Il provvedimento stabilisce inoltre il divieto di frequentare determinate categorie di esercizi pubblici, di prendere parte a riunioni pubbliche e di intrattenere rapporti con persone gravate da precedenti di polizia, secondo le prescrizioni indicate nel decreto. Si tratta di limitazioni previste dal sistema delle misure di prevenzione personali nei confronti di soggetti la cui pericolosità viene ritenuta attuale dal Tribunale. Nel caso di Giuseppe Barbieri, la Sezione Misure di prevenzione di Catanzaro ha quindi accolto l’impostazione della Divisione Anticrimine della Questura di Vibo, disponendo nuovamente un controllo particolarmente rigoroso sui suoi movimenti dopo la scarcerazione.












