La campagna elettorale per le suppletive di Reggio Calabria cambia definitivamente tono. Quella che sulla carta avrebbe dovuto essere una competizione per assegnare il seggio alla Camera lasciato libero da Francesco Cannizzaro si sta trasformando in una resa dei conti politica dentro il centrodestra, con Forza Italia che individua ormai apertamente in Domenico Giannetta uno degli avversari da battere insieme al centrosinistra. A rompere gli indugi è direttamente Fabio Roscioli, candidato sostenuto dalla coalizione di centrodestra, che dal palco di “Azzurra Libertà”, la festa nazionale dei giovani di Forza Italia a Montesilvano, lancia un messaggio dal destinatario difficilmente equivocabile. “C’è chi mira a farci perdere la sfida con il centrosinistra a Reggio Calabria. Noi non la perderemo: noi vinceremo”.
Roscioli non pronuncia il nome di Giannetta. Ma il riferimento arriva nel pieno dello scontro aperto dopo la candidatura dell’ex esponente azzurro con Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci. Giannetta, già deputato e fino a poche settimane fa capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, correrà infatti contro Roscioli alle elezioni del 27 e 28 settembre.
Roscioli: “C’è chi si dice di destra ma attacca il centrodestra”
L’attacco del candidato azzurro diventa ancora più esplicito quando il ragionamento si sposta sull’unità della coalizione. “Il presidente Berlusconi ha sempre creduto nel centrodestra e noi abbiamo sempre trovato una sintesi con le altre forze della coalizione”, afferma Roscioli. Poi la stoccata: “Siamo moderati e crediamo che fare squadra sia importante, a differenza di chi si definisce di destra ma, invece di attaccare la sinistra, attacca il centrodestra”. È esattamente il nodo politico attorno al quale Forza Italia sta costruendo questa parte della campagna elettorale: presentare la candidatura di Giannetta non soltanto come una sfida esterna, ma come una rottura del fronte che aveva governato insieme fino a poche settimane fa. “Il centrodestra unito è l’unica formula vincente contro il campo largo”, insiste Roscioli. Una tesi che prova a trasformare il voto reggino in qualcosa di più di una suppletiva: una verifica sulla tenuta degli equilibri nazionali del centrodestra proprio nel momento in cui il movimento di Vannacci tenta di sottrarre spazio elettorale alle forze della maggioranza.
Tajani va oltre: “Giannetta ha tradito il centrodestra”
Se Roscioli evita il nome, Antonio Tajani non usa perifrasi. Dal palco della stessa manifestazione il segretario nazionale di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio promette la vittoria del candidato azzurro e indica apertamente due avversari. “A Reggio Calabria eleggeremo il nostro tesoriere Fabio Roscioli deputato della Repubblica, sconfiggendo la sinistra e chi ha tradito il centrodestra aiutando la sinistra”. Il riferimento politico è a Domenico Giannetta, che dopo una lunga militanza in Forza Italia ha accettato la candidatura offertagli da Futuro Nazionale. Tajani rincara la dose: “Vinceremo comunque senza compromessi, senza piegare la testa e senza arrenderci a chi pensa di trasformare la politica in una grande occasione per i propri interessi”. Parole pesanti, che fotografano quanto ormai lo strappo con l’ex capogruppo azzurro alla Regione venga considerato irreversibile.
Lo strappo di Giannetta e la reazione di Occhiuto
La frattura si era aperta il 23 agosto, quando Roberto Vannacci aveva annunciato la candidatura di Giannetta alle suppletive sotto il simbolo di Futuro Nazionale. La reazione di Forza Italia era stata immediata. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto aveva annunciato l’uscita di Giannetta dalla maggioranza regionale, sostenendo che il suo governo non avesse “nulla da spartire” con chi aveva scelto di seguire Vannacci. Giannetta, dal canto suo, aveva respinto l’accusa di tradimento rovesciandola proprio contro il partito lasciato alle spalle. Presentando la candidatura aveva sostenuto di non rinnegare le proprie origini politiche, accusando però Forza Italia calabrese di avere tradito lo spirito del partito e contestando la scelta di candidature “calate dall’alto”. La sua presenza sulla scheda cambia inevitabilmente i contorni della sfida. Perché Giannetta non arriva da un’altra area politica: arriva direttamente dal partito che oggi sostiene Roscioli. Ed è proprio questa la preoccupazione che traspare dalle parole pronunciate a Montesilvano.
Roscioli candidato dell’intero centrodestra
Formalmente il fronte che sostiene Roscioli resta compatto. Il tesoriere nazionale di Forza Italia è il candidato appoggiato da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati e Udc. La candidatura è stata presentata come quella unitaria della coalizione e il 6 settembre, a Palazzo Campanella, accanto a Roscioli erano presenti i vertici regionali delle diverse forze del centrodestra, tra cui Occhiuto, Wanda Ferro e Cannizzaro. Roscioli, avvocato romano e tesoriere nazionale azzurro, è stato scelto per concorrere nel collegio rimasto vacante dopo le dimissioni dalla Camera di Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria. Ed è proprio sul suo radicamento territoriale che il centrosinistra ha già concentrato una parte dell’offensiva politica.
Il campo largo osserva la guerra a destra
Dall’altra parte c’è Frank Benedetto, cardiologo, primario ospedaliero ed ex capogruppo Pd al Comune di Reggio Calabria, scelto come candidato unitario da un fronte che comprende Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e numerose altre formazioni progressiste e centriste. Il centrosinistra arriva quindi alla competizione con un candidato unico mentre nel campo avversario la partita si sviluppa su due fronti: Roscioli contro Benedetto, ma anche Roscioli contro Giannetta. Benedetto ha già cercato di sfruttare questa situazione, attaccando Roscioli perché non originario del territorio e presentandosi come espressione diretta della realtà reggina. La sfida è dunque diventata a tre: Fabio Roscioli per il centrodestra, Frank Benedetto per il campo progressista e Domenico Giannetta per Futuro Nazionale.
Una suppletiva che ormai vale molto più di un seggio
È questo il motivo per cui il voto di Reggio ha assunto un peso politico molto superiore alla durata residua della legislatura. Per Forza Italia perdere il seggio detenuto fino a pochi mesi fa da Cannizzaro rappresenterebbe un colpo politico. Ma ancora più delicata sarebbe una sconfitta determinata da una dispersione di voti verso l’ex compagno di partito Giannetta. Per Vannacci, al contrario, un risultato significativo dell’ex forzista costituirebbe il primo test concreto della capacità di Futuro Nazionale di trasformare consenso personale e sondaggi in voti reali. Il movimento guidato dall’ex generale è cresciuto rapidamente nei rilevamenti nazionali e all’inizio di settembre un sondaggio Swg lo dava persino davanti a Forza Italia.
Il centrosinistra, invece, guarda alla divisione degli avversari come a un’occasione per contendere un collegio finora saldamente nelle mani del centrodestra. Ecco perché le parole pronunciate da Roscioli e Tajani a Montesilvano vanno oltre il normale linguaggio da campagna elettorale. La battaglia per Reggio è ormai diventata una sfida dentro la sfida. Il 27 e 28 settembre non si misureranno soltanto centrodestra e campo largo. Si capirà anche quanto può costare a Forza Italia lo strappo di Giannetta e quanti voti Vannacci è realmente in grado di sottrarre alla coalizione di governo.












