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17 Giugno 2026
17 Giugno 2026
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Dall’auto incendiata alla dirigente agli spari contro il presidente del Consiglio: la scia di intimidazioni che inquieta Vibo

I colpi di pistola contro l’auto di Antonio Iannello segnano l’ultimo, gravissimo episodio di una sequenza inquietante. Il sindaco Romeo parla di “un attacco alla democrazia” e assicura: “Vibo non si piega”

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A Vibo Valentia la tensione non è più un rumore di fondo: è diventata una presenza costante, inquietante. Tre episodi distinti, separati nel tempo e nelle modalità, ma accomunati da un elemento che non può essere ignorato: il Comune come sfondo istituzionale. L’ultimo, il più grave, è l’intimidazione armata subita dal presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, raggiunto da cinque colpi di pistola esplosi contro l’auto e il muro della sua abitazione mentre rientrava a casa, la sera del 21 dicembre. Un gesto che parla da solo. E che, per la sua violenza simbolica e materiale, supera la dimensione del singolo bersaglio.

L’attacco armato al presidente del Consiglio

Iannello aveva scelto il silenzio, almeno inizialmente. Nessuna esposizione mediatica, nessun annuncio pubblico, per non interferire con le indagini. Una scelta di responsabilità che non attenua la portata dell’accaduto: nessun ferito, per fortuna, ma un messaggio chiaro, diretto, inquietante. Colpire chi presiede la massima assise cittadina non è un fatto privato ma un atto che entra nel cuore delle istituzioni. Non a caso l’ondata di solidarietà è stata bipartisan, senza alcuna distinzione di bandiere e colori politici. Così come unanime è stata la condanna verso un gesto gravissimo che non può restare impunito.

Un’escalation che parte dall’estate

L’episodio di dicembre non è un caso isolato in una città il cui effetto di deterrenza prodotto dalla maxi operazione Rinascita Scott è servito anche a regalare una stagione di relativa tranquillità. Mai abbassare la guardia, però. Sotto cenere cova sempre del fuoco e l’ultima estate ha lasciato segni profondi. A luglio, l’incendio doloso dell’auto della dirigente del Settore Affari Finanziari del Comune aveva già fatto scattare l’allarme e le indagini sul questo caso sono state chiuse in tempo lampo assicurando alla giustizia i presunti responsabili. Ad agosto, un ulteriore salto di qualità: il marito della consigliera comunale di maggioranza Laura Pugliese aggredito e picchiato all’interno della propria attività commerciale. Tre storie diverse, tre vittime diverse, tre casi distinti ma un unico contesto istituzionale che ritorna come un’ombra. Ed è proprio questa continuità a rendere il quadro allarmante.

Le inchieste faranno il loro corso e l’elevata preparazione dimostrata sul campo dalle forze dell’ordine, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia, lascia confidare che ogni responsabilità verrà accertata. Indietro non si torna: chi ha sbagliato risponderà delle proprie azioni. Il clima, però, si fa sempre più pesante e nulla potrà passare nel silenzio. Ogni intervento, ogni atto, ogni risposta dovrà essere chiara, visibile, pubblica. La città non può più permettersi zone d’ombra, né ambiguità. Non è il tempo delle cautele verbali né di un garantismo usato come alibi, che finisce per anestetizzare l’opinione pubblica invece di tutelare la legalità. Le risposte dovranno arrivare, forti e comprensibili, davanti a tutta la comunità.

Romeo: “Vibo non si farà intimidire”

La risposta politica non si è fatta attendere. Il sindaco Enzo Romeo ha scelto parole nette affidando il senso della reazione istituzionale a un messaggio dal titolo esplicito: “L’atto criminale e vile compiuto contro il nostro presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello, mi lascia profondamente scosso ma altrettanto determinato. Colpire la persona, attentare all’incolumità di chi rappresenta la massima assise cittadina, è un gesto esecrabile che offende l’intera Vibo Valentia“.

Nessun arretramento, nessuna ritirata simbolica. Al contrario, Romeo rilancia e indica una strategia che passa dalla forza della legalità e dal lavoro quotidiano. “Non c’è spazio per lo sconforto: c’è solo spazio per la ferma reazione delle istituzioni. Vibo non si farà intimidire. Al fango della violenza risponderemo con un impegno moltiplicato, con un’azione amministrativa ancora più intensa e con la determinazione di chi non arretra“.

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