La scia delle pressioni sui cronisti di frontiera e sugli amministratori locali sembra allungarsi fino ai piedi dei monti Lattari. Nel cuore del centro cittadino di Casola di Napoli, un episodio ancora avvolto dal massimo riserbo investigativo ha colpito direttamente Michele Inserra, cinquantenne giornalista professionista e attuale membro dell’assemblea cittadina. La sua autovettura è stata intercettata e seriamente danneggiata da ignoti, in un contesto che ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza per i soggetti esposti a potenziali ritorsioni istituzionali o professionali.
Sul luogo del danneggiamento sono intervenuti i militari della Compagnia dei Carabinieri di Castellammare di Stabia, i quali hanno avviato i primi rilievi scientifici e la raccolta delle testimonianze utili. Il fascicolo d’indagine è attualmente coordinato dai magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, impegnati a decifrare la matrice del gesto per stabilire se si tratti dell’opera isolata di una banda di vandali o, al contrario, di un avvertimento mirato e legato all’attività pubblica della vittima.
Dalle inchieste sui clan alla politica locale
Il profilo della vittima impone agli inquirenti una prudenza assoluta e l’analisi di ogni possibile retroscena. Inserra è infatti un nome stimato nel panorama dell’informazione, oggi impegnato come opinionista per emittenti radiofoniche e collaboratore della testata L’Altra Voce dell’Italia – Il Quotidiano della Basilicata, dopo aver consolidato la propria esperienza nella capitale tra i corridoi della Rai, della Camera dei Deputati e del Senato. Il tassello più delicato della sua biografia porta però in Calabria, dove il cronista ha guidato per lungo tempo la redazione provinciale e cittadina de Il Quotidiano della Calabria.
Proprio in terra calabrese, la sua attività d’inchiesta e il racconto quotidiano delle dinamiche criminali gli costarono una serie di pesanti intimidazioni firmate dalla ‘ndrangheta. Quell’offensiva dei clan spinse la Prefettura di Reggio Calabria ad adottare nei suoi confronti un regime di tutela e protezione personale che si è protratto per circa quattro anni. Una parentesi complessa che oggi si interseca inevitabilmente con i suoi più recenti impegni istituzionali nel Napoletano.
Il cambio di passo in Consiglio comunale
Allo stato attuale, l’attività investigativa non tralascia la sua recente parabola nell’amministrazione locale. Inserra era stato eletto nel giugno del duemilaventiquattro tra le fila della coalizione a sostegno dell’attuale sindaco Alfredo Rosalba. Tuttavia, l’equilibrio politico interno ha subìto una variazione lo scorso novembre, quando il giornalista ha deciso di abbandonare lo schieramento di maggioranza per posizionarsi all’interno dell’assise cittadina come consigliere indipendente.
Questo mutamento di assetto politico viene analizzato dagli investigatori per escludere eventuali collegamenti con le tensioni amministrative del territorio, sebbene la pista legata al suo passato lavorativo e alle sue posizioni pubbliche resti un’ipotesi di peso. Le forze dell’ordine mantengono il riserbo formale in attesa dei riscontri tecnici e dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. L’evento ripropone in ogni caso il tema della sicurezza per i rappresentanti dei piccoli comuni, esposti ai rischi del controllo territoriale e della criminalità organizzata.









