Due incendi in meno di ventiquattro ore hanno colpito un terreno situato a Lamezia Terme e appartenente a Doris Lo Moro, consigliera comunale ed ex magistrato. Sull’origine dei roghi sono in corso accertamenti da parte delle autorità competenti, che stanno ricostruendo la dinamica degli episodi.
Il primo incendio si è sviluppato nella giornata di domenica, quando le fiamme hanno interessato una vasta porzione dell’area. L’allarme è scattato nel primo pomeriggio, rendendo necessario un intervento articolato da parte dei Vigili del fuoco.
Sei ore di lavoro per spegnere il rogo
Per contenere e spegnere l’incendio sono state impiegate tredici unità operative, supportate da due autobotti e da un ulteriore mezzo di servizio. Le operazioni sono andate avanti per circa sei ore, dalle 15 alle 21, fino alla completa messa in sicurezza della zona interessata.
L’intervento ha consentito di circoscrivere il fronte del fuoco e di evitare ulteriori conseguenze, ma la situazione è tornata a destare preoccupazione nelle ore successive.
Un nuovo focolaio il giorno dopo
Nella giornata seguente, infatti, un secondo focolaio si è sviluppato nella stessa proprietà . Anche in questo caso l’incendio è stato domato senza particolari criticità , ma l’episodio ha portato all’avvio di ulteriori verifiche investigative.
Secondo quanto emerso, gli inquirenti stanno esaminando entrambi gli eventi e, allo stato attuale, non escludono alcuna ipotesi sulle cause che hanno provocato i roghi. Sull’accaduto è stata inoltre presentata una denuncia alle autorità competenti.
La presa di posizione del Partito Democratico
Dopo i due episodi, il Partito Democratico di Lamezia Terme ha diffuso una nota ufficiale di solidarietà nei confronti di Doris Lo Moro.
Nel comunicato, reso pubblico all’indomani degli incendi, il partito ha espresso “massima solidarietà all’onorevole Doris Lo Moro per i due gravi incendi che hanno colpito il suo fondo agricolo in meno di 24 ore”. Nella stessa dichiarazione il Pd cittadino afferma di riporre “totale fiducia nelle forze dell’ordine”, auspicando che le indagini possano “fare al più presto piena luce sull’accaduto e su eventuali responsabilità dolose”.









