Si terranno mercoledì 4 febbraio, alle ore 15.30, alla Badia, le esequie di Pasquale Calzone, l’uomo che venerdì scorso ha ucciso la moglie Maria Assunta Currà per poi togliersi la vita. Anche in questo caso, come già avvenuto per la donna, si tratterà di una cerimonia in forma strettamente privata, senza esequie pubbliche. Un epilogo silenzioso per una vicenda che ha sconvolto Mileto e l’intero territorio vibonese, maturata nel contesto di una separazione in corso dopo 35 anni di matrimonio.
L’addio composto a Maria Assunta
Ieri, nella chiesa della SS. Trinità, si sono svolti i funerali di Maria Assunta Currà, in una forma strettamente privata, come richiesto dalla famiglia. Una cerimonia sobria, vissuta con grande compostezza, alla presenza dei soli familiari e degli amici più intimi.
A presiedere il rito è stato il vescovo Attilio Nostro, affiancato da don Bruno Cannatelli, don Salvatore Cugliari e don Giuseppe Pititto. Presente anche il sindaco di Mileto, Salvatore Giordano, che per l’intera giornata ha proclamato il lutto cittadino.
Il ricordo di una donna stimata
Nel dolore collettivo, resta il ricordo di una donna descritta da tutti come gentile, riservata e generosa. A Mileto, in molti ricordano la sua presenza discreta nello studio commerciale del marito e del cognato, dove per anni aveva collaborato con dedizione, senza mai cercare visibilità. Fuori dalla chiesa, nonostante la pioggia, numerose persone hanno atteso in silenzio l’uscita del feretro, segno di una comunità ferita ma rispettosa.
La sepoltura a Torino, accanto al figlio
Maria Assunta sarà sepolta a Torino, città in cui vive il figlio Federico. Una scelta che segna una distanza definitiva da un luogo diventato teatro di violenza, ma anche il bisogno di trovare pace e protezione accanto all’unico figlio rimasto. Un ultimo viaggio che chiude simbolicamente una vita spezzata e restituisce alla donna una dimensione più intima e familiare.
Le indagini: ricostruire le ultime ore
Intanto proseguono le indagini dei carabinieri, impegnati a ricostruire con precisione gli ultimi istanti di vita della coppia. È accertato che Maria Assunta si era recata nell’abitazione di via Giuseppe Di Vittorio per recuperare alcuni effetti personali. All’interno dell’appartamento, secondo quanto emerso finora, sarebbe scoppiata una lite culminata nel gesto estremo: cinque colpi di pistola esplosi contro la donna, poi il suicidio dell’uomo con la stessa arma legalmente detenuta.
Una ferita aperta per Mileto
Resta una comunità attonita, costretta a fare i conti con un femminicidio consumato tra le mura domestiche, mentre emergono interrogativi su segnali, fragilità e solitudini rimaste inascoltate. Una tragedia che non si chiude con i funerali, né con una tumulazione, ma che continua a interrogare tutti.









