18 Settembre 2026
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Cosenza, dopo l’incubo di Giugliano e già vigilia di riscatto. Coppitelli: “Io continuo a crederci”

Il tecnico analizza un avvio con un solo punto in cinque gare e smentisce voci di addio o spaccatura con Lucioni. Riflettori puntati sulla Scafatese tra necessità di rinforzi, gestione dei giovani e nodi tattici

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Un passivo pesante da smaltire e una classifica che piange con un solo punto conquistato nelle prime cinque uscite stagionali. Federico Coppitelli parla alla vigilia della sfida contro la Scafatese senza cercare alibi, ripartendo dal clamoroso 5-2 incassato a Giugliano per tracciare la diagnosi sui limiti caratteriali emersi all’interno del gruppo rossoblù. Il Cosenza ha mostrato un’evidente fragilità emotiva, incapace di reagire alle avversità nei momenti cruciali dell’incontro.

“È una partita che ci lascia dolore. Dopo il loro 3-2 ci siamo un po’ sgretolati. Abbiamo evidenziato ancora di non avere quella tenuta mentale per poter reagire alle difficoltà”, dichiara il tecnico analizzando la sconfitta in terra campana. “Al cooling break eravamo sul 2-2, loro avevano appena perso un giocatore e fino a quel momento avevamo fatto una partita giusta. Poi, all’ennesima distrazione e all’ennesima situatione nella quale siamo stati puniti, ci siamo sciolti. Non abbiamo ancora quella capacità caratteriale di reagire a una difficoltà in campo. Non mi è piaciuto che ci siamo sgretolati. Quando loro hanno trovato il 3-2 la partita è finita, mentre secondo me c’era ancora spazio per pareggiarla e magari anche vincerla. Stanno venendo fuori difficoltà di carattere, personalità, gioventù e tante piccole cose che hanno a che fare anche con la composizione globale della squadra”.

I ritardi nel mercato e la necessità di interventi sull’organico

L’origine dei problemi atletici e tattici registrati nella fase finale delle gare risiede, secondo l’allenatore, nei tempi dilatati con cui è stata completata la rosa durante la sessione estiva. La mancanza di un ritiro svolto a pieno organico e la sequenza fitta di impegni ufficiali hanno impedito di affinare i meccanismi di gioco e creare gerarchie consolidate.

“Il calcio non è una scienza esatta, ma non è neanche improvvisazione. Le squadre si radunano il 15 o il 20 luglio con un obiettivo. Se inserisci dei giocatori con grande ritardo, può succedere che, quando giochi tre partite in una settimana, la condizione fisica non sia quella corretta. Se devo indicare il primo problema tra quelli di cui abbiamo già parlato, per me è stato soprattutto essere in ritardo dal punto di vista dell’organizzazione e della strutturazione del gruppo squadra. Da quando è finito il mercato abbiamo praticamente sempre giocato. Avremmo bisogno di lavorare sul campo, perché soltanto attraverso le prove puoi capire quali concetti siano corretti e quali no rispetto alle caratteristiche della squadra”.

Coppitelli ribadisce quindi l’esigenza di potenziare la rosa, pur ricordando le occasioni sfumate nelle precedenti uscite stagionali: “Sulla composizione della squadra l’ho già detto l’altra volta: penso sia una squadra che ha sicuramente bisogno di essere migliorata. Adesso è anche il momento in cui, attraverso il lavoro, si può provare a fare qualcosa. Io devo concentrarmi su quello che posso fare e cercare di tirare fuori il meglio da ciò che ho. Non penso di dire una bestemmia se dico che con il Potenza potevamo anche vincere e che potevamo vincere anche contro la Cavese. Magari qualche risultato avrebbe aiutato soprattutto i ragazzi più giovani, in un gruppo completamente ribaltato e nel quale ancora non si sono create vere gerarchie. A Giugliano loro avevano in panchina otto giocatori over, calciatori con tante presenze che, quando entrano, riescono a spostare anche l’aspetto agonistico della partita. Sono fattori che incidono”.

Nessun passo indietro: la difesa della panchina e la smentita sui casi interni

Nonostante le pressioni e le critiche legate all’avvio di stagione, l’allenatore respinge categoricamente le ipotesi di dimissioni, rivendicando un forte senso di responsabilità verso la società, i calciatori e la piazza.

“Sono testardo. Il 99,9% delle persone probabilmente mi direbbe adesso di andare via. Io non lo faccio perché nella mia mente competitiva penso di poter dare qualcosa. Penso di poter restituire qualcosa al direttore che mi ha scelto, ai giocatori che hanno creduto nel progetto e alla città. Per portare qui diversi ragazzi io e il direttore abbiamo fatto valere anche il nostro lato umano e quindi sentiamo una responsabilità nei loro confronti. Ho una grande voglia di riscatto e la squadra la condivide. Dobbiamo responsabilizzare questi ragazzi giovani senza però schiacciarli sotto un peso che forse, in questo momento, non sono ancora in grado di reggere”.

Allo stesso tempo, il tecnico rispedisce al mittente le ricostruzioni giornalistiche riguardanti presunti attriti con la dirigenza e in particolare con il direttore Fabio Lucioni: “Quando si ingigantisce qualcosa è sbagliato ma comprensibile. Quando invece una cosa viene completamente inventata e poi ripresa anche da organi nazionali diventa offensivo. Se c’è una cosa solida in questo momento è proprio il rapporto tra me, il direttore e la squadra. Oltre alla stima umana c’è una stima professionale infinita verso il direttore. C’era grandissima amarezza da parte di tutti. La scelta di non parlare è stata condivisa in quel momento. C’erano frustrazione e dolore perché ancora una volta ci era sfuggito qualcosa sul quale tutti noi stiamo lavorando giorno e notte”.

Assetto tattico verso la Scafatese e la gerarchia tra i pali

Nella marcia di avvicinamento alla sfida casalinga con la Scafatese, Coppitelli conferma l’impianto difensivo di base, focalizzando l’attenzione sulle risposte individuali. Sotto osservazione il portiere Iliev, reduce da prestazioni opache ma tuttora in corsa per una maglia da titolare nonostante l’arrivo di nuovi elementi nel reparto.

“Penso che Iliev sia fondamentalmente un ottimo portiere. L’anno scorso ha fatto una buona stagione con il Cerignola. È un ragazzo del 2005, straniero, che in questa situazione di tempesta si è fatto un po’ travolgere mentalmente. Sta underperformando, perché è un portiere che ha più qualità rispetto a quelle che sta mostrando ultimamente. Lui, come tutti noi, viene valutato sulle prestazioni. È arrivato un altro portiere, anche lui da poco, lo stiamo valutando. Sono in competizione come tutti gli altri. Difensivamente la struttura rimarrà la stessa. Stiamo verificando le condizioni di alcuni ragazzi che hanno avuto qualche problema e speriamo di recuperarli tutti, ma di base continueremo così. Mi aspetto di migliorare sotto tanti punti di vista. Altrimenti sarei andato via”.

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