È arrivata a Reggio Calabria, nella serata di ieri, la nave Ong Oyvon, con a bordo 27 cittadini stranieri. L’attracco è avvenuto alle 21.30, al termine della traversata e delle operazioni di soccorso che hanno preceduto l’arrivo nello scalo calabrese. La composizione del gruppo è stata resa nota al termine delle prime procedure: 25 uomini e due donne.
Tra gli uomini ci sono sette minori stranieri non accompagnati, cioè ragazzi arrivati in Italia senza familiari o altri adulti di riferimento. La loro presenza determina l’avvio di un percorso di accoglienza distinto, con le tutele previste dalla normativa italiana.
Quattro Paesi di provenienza
Le persone sbarcate hanno dichiarato di provenire da Etiopia, Eritrea, Senegal e Mali. Si tratta dunque di un gruppo composto da cittadini di quattro diverse nazionalità, arrivati nello stesso scalo dopo il viaggio in mare.
La prima fase successiva allo sbarco riguarda gli adempimenti amministrativi e sanitari. Identificazione, controlli e procedure di accoglienza precedono il trasferimento delle persone nelle strutture individuate nell’ambito del sistema predisposto dalle autorità competenti.
Il percorso per i sette minori
Particolare attenzione è rivolta ai sette minori non accompagnati. Per loro viene attivato il percorso specifico previsto dalla legge, che comprende l’individuazione di una sistemazione idonea e l’avvio delle procedure necessarie alla presa in carico, tutela e assistenza.
Il coordinamento delle attività relative all’accoglienza dei minori è affidato alle autorità competenti, nell’ambito delle procedure disposte dalla Prefettura di Reggio Calabria, guidata dal prefetto Clara Vaccaro.
I trasferimenti dopo i controlli
Una volta completate le verifiche amministrative e sanitarie, le persone sbarcate saranno trasferite nelle strutture individuate secondo i programmi di accoglienza previsti dal ministero dell’Interno. Per i minori, il percorso seguirà invece le disposizioni specifiche che regolano la loro protezione.
Le operazioni avviate con l’arrivo della Oyvon proseguiranno quindi nelle prossime ore con l’identificazione, gli accertamenti necessari e la sistemazione delle persone nei diversi centri individuati dalle autorità.
Lo sbarco si inserisce così nelle ordinarie procedure previste dopo l’arrivo in porto, con un’attenzione particolare riservata ai sette ragazzi che hanno affrontato il viaggio senza la presenza di familiari o adulti di riferimento.














