6 Ottobre 2026
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Cento camion alla Regione, Fedralog presenta il conto: “Promesse dal 2022, siamo rimasti con un pugno di mosche”

Gli autotrasportatori chiedono una consulta permanente e chiarimenti sugli aiuti contro il caro gasolio. Montuoro si impegna a favorire un incontro con Occhiuto, ma il fermo del 16 ottobre resta confermato

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I cento camion arrivati davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro portano una richiesta che precede l’attuale protesta sul prezzo del gasolio: aprire un confronto stabile tra la Regione e le imprese dell’autotrasporto. Fedralog Calabria sostiene di sollecitarlo da anni e richiama gli impegni assunti nel 2022. Una vertenza rimasta aperta, secondo l’associazione, mentre i costi continuavano a crescere.

“Sono state fatte delle promesse e ad oggi ci troviamo con un pugno di mosche”, afferma il presidente di Fedralog, Domenico Notaro. La delegazione ricevuta dall’assessore regionale Antonio Montuoro ha riproposto la richiesta di una consulta dell’autotrasporto, insieme alle misure economiche considerate necessarie per affrontare l’emergenza.

L’incontro ha aperto un nuovo passaggio istituzionale. Non ha però portato alla revoca della mobilitazione: resta confermato il fermo generale dei mezzi annunciato dai promotori per il 16 ottobre.

La consulta chiesta da anni

Per Fedralog, un tavolo permanente permetterebbe alle imprese di discutere con la Regione i problemi del comparto senza dover attendere una nuova emergenza o organizzare ogni volta una protesta.

Giuseppe Bonadio, tra i referenti dell’iniziativa, riferisce che l’associazione chiede da cinque anni un tavolo tecnico regionale. Notaro richiama invece il confronto del 2022 e le promesse che, secondo la sua ricostruzione, non hanno prodotto il risultato atteso.

La richiesta è avere una sede riconoscibile nella quale presentare le difficoltà delle aziende, discutere gli interventi e seguirne l’attuazione. Il confronto alla Cittadella riporta dunque alla Regione una questione precisa: quale seguito dare alla proposta della consulta e in quali tempi.

Il gasolio e i costi che le imprese non riescono più ad assorbire

Bonadio indica nel carburante la voce che ha inciso maggiormente sui bilanci. Nel suo racconto, il prezzo è passato da circa 1,70 euro a 2,43 euro al litro. Sono le cifre riferite dal rappresentante della categoria per descrivere l’aumento delle spese sostenute dagli operatori.

Per chi muove mezzi pesanti, una differenza del genere si moltiplica per ogni rifornimento e per i chilometri percorsi. Gli autotrasportatori sostengono che le imprese non possano continuare a farsene carico senza interventi.

Tra le proposte presentate figurano un ristoro nell’ordine di 40 centesimi sul gasolio e possibili sgravi di competenza regionale. Si tratta di richieste della categoria: il confronto dovrà chiarire quali misure siano praticabili, con quali risorse e attraverso quali strumenti.

I 15 milioni e le risposte attese sui beneficiari

Gli autotrasportatori chiedono chiarimenti anche sui 15 milioni annunciati dalla Regione per fronteggiare il caro carburanti. Vogliono conoscere criteri, modalità di distribuzione e possibilità di accesso alle risorse.

L’annuncio dello stanziamento, da solo, non chiarisce quale sostegno possa arrivare a ciascuna impresa. Per gli operatori diventa quindi decisivo sapere chi potrà beneficiare degli aiuti, quali spese saranno considerate e quando potranno essere erogati.

Sono aspetti che incidono sulla possibilità di programmare l’attività. La protesta nasce anche dalla distanza tra l’urgenza dei pagamenti che le aziende devono affrontare e l’attesa delle risposte istituzionali.

Montuoro promette un incontro con Occhiuto

Durante il confronto, Antonio Montuoro ha assicurato che porterà le istanze dei manifestanti all’attenzione del presidente Roberto Occhiuto e si è impegnato a organizzare un incontro con il governatore. Tra i temi da affrontare dovrebbe esserci anche l’attivazione della consulta regionale.

Per Fedralog, il prossimo incontro dovrà consentire di misurare gli impegni su provvedimenti e scadenze. Il richiamo al 2022 spiega la diffidenza espressa dai rappresentanti dell’associazione: chiedono che questa volta il confronto abbia un seguito concreto.

Il 16 ottobre resta la scadenza della protesta

I promotori hanno chiarito che il fermo potrà essere revocato soltanto davanti a risposte concrete. La data del 16 ottobre rimane quindi sul calendario della mobilitazione, mentre si attende l’incontro annunciato con il presidente della Regione.

Davanti alla Cittadella sono arrivate anche famiglie estranee al settore, richiamate dalle difficoltà del caro vita. Tra loro Antonio, da Caraffa, presente con la moglie e il figlio più piccolo, che ha raccontato quanto sia diventato difficile soddisfare i bisogni dei propri figli.

Le rivendicazioni degli autotrasportatori si inseriscono così in un disagio più esteso. Ma alla Regione Fedralog presenta richieste definite: un confronto permanente, interventi sui costi e chiarezza sugli aiuti. È su queste risposte che i promotori decideranno se fermare la protesta o fermare i mezzi.

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