Una mattina cominciata come tante e diventata, nel giro di pochi minuti, una giornata da ricostruire davanti agli investigatori. Il foglio di minacce lasciato sotto la porta della stanza dell’assessore agli Affari generali e al Personale, Marco Talarico, ha fatto scattare immediatamente l’allarme a Palazzo Luigi Razza.
Non una telefonata anonima, non una lettera arrivata dall’esterno, ma un messaggio recapitato direttamente nel cuore del Comune di Vibo Valentia. Un particolare che ha imposto fin da subito una lettura più delicata dell’episodio e ha portato l’assessore a rivolgersi nell’immediatezza alle forze dell’ordine. Talarico ha trascorso buona parte della giornata tra denuncia, accertamenti e colloqui in Questura, dove ha fornito agli inquirenti tutti gli elementi ritenuti utili per ricostruire il contesto dell’intimidazione e individuare il possibile movente.
“Le minacce sono la cartina di tornasole”
A Calabria7 l’assessore sceglie una linea netta. Nessun arretramento, nessun ripensamento, nessun cedimento alla paura. “Minacce? Non ci faremo intimidire, anche perché le minacce sono la cartina di tornasole di un’attività che procede sulla strada dell’efficacia e dell’efficienza.”
Parole che raccontano il clima, ma anche il senso politico-amministrativo che Talarico attribuisce all’episodio. La minaccia, nella sua lettura, arriva dentro un percorso preciso: quello di una macchina comunale rimessa in movimento, con interventi sugli uffici, sulle competenze e sull’organizzazione interna. Non a caso, davanti agli investigatori, l’assessore avrebbe ricostruito i passaggi principali della sua attività amministrativa. Non per indicare responsabilità, ma per offrire una chiave di lettura: capire chi possa essersi sentito colpito, disturbato o penalizzato dalle scelte compiute negli ultimi mesi.
Il nodo dell’attività amministrativa
Il punto attorno al quale ruota l’attenzione degli inquirenti è il ruolo di Talarico come assessore al Personale. Una delega sensibile, soprattutto in una fase in cui l’amministrazione comunale ha messo mano a riorganizzazioni, rotazioni e nuovi assetti interni. È in questo contesto che l’assessore ha provato a fornire agli investigatori il quadro della sua azione amministrativa. L’obiettivo è semplice e decisivo: ricostruire il possibile movente dell’intimidazione e, da lì, arrivare agli autori del gesto.
Perché il foglio lasciato sotto la porta non viene letto come un episodio qualsiasi. Il luogo, il destinatario e il momento in cui avviene rendono l’atto particolarmente inquietante. Il messaggio arriva infatti mentre a Vibo si moltiplicano gli episodi di pressione nei confronti di figure interne all’amministrazione comunale.
“Trasparenza e funzionalità nell’azione amministrativa”
Talarico collega l’accaduto al percorso avviato dentro Palazzo Luigi Razza. E lo fa con una dichiarazione che suona come una risposta diretta a chi ha pensato di fermarlo con un pizzino. “Siamo evidentemente nel solco di un impianto organizzativo costruito privilegiando trasparenza e funzionalità nell’azione amministrativa. Dunque avanti tutta e senza timore”.
Il messaggio è chiaro: la riorganizzazione non si ferma. “Aavanti tutta e senza timore”, dice l’assessore. La linea resta quella della trasparenza, della funzionalità e dell’efficienza amministrativa. Concetti che, in un Comune attraversato da tensioni e vecchi equilibri, possono diventare anche terreno di scontro. Proprio per questo l’assessore ha consegnato agli investigatori una ricostruzione dettagliata della propria attività, nella convinzione che dentro quelle scelte possa nascondersi la chiave per comprendere il gesto intimidatorio.
Il caso arriva sul tavolo della Prefettura
L’intimidazione a Talarico si inserisce in un clima già segnato dagli ultimi episodi che hanno interessato l’ordine e la sicurezza pubblica nel capoluogo. Anche per questo il prefetto Aurora Colosimo ha disposto la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in programma in Prefettura.
Sul tavolo non ci sarà soltanto il caso del foglio di minacce lasciato sotto la porta dell’assessore, ma anche il quadro più ampio delle intimidazioni che nelle ultime settimane hanno colpito il territorio vibonese, a partire dagli atti contro le attività commerciali della zona industriale. Alla riunione prenderanno parte anche le associazioni di categoria e le imprese coinvolte negli episodi intimidatori. L’obiettivo è rafforzare il coordinamento tra istituzioni e forze dell’ordine, aumentare le misure di prevenzione e dare un segnale chiaro al tessuto economico e amministrativo della città: lo Stato c’è, segue ogni passaggio e non intende lasciare spazio a chi prova a imporre la logica della paura. (mi.fa.)







