L’ennesimo dramma della disperazione legato all’emergenza abitativa si è consumato ieri mattina, intorno alle 13:00, nel cuore di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia. Un uomo, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine, ha trasformato la sede del Municipio nel palcoscenico di una protesta estrema contro quella che definisce l’indifferenza delle istituzioni.
La cronaca del tentato suicidio
Secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe riuscito a eludere la sorveglianza e a barricarsi inizialmente all’interno di un bagno della struttura comunale. Pochi istanti dopo, la situazione è precipitata: il manifestante si è seduto sul bordo esterno di una finestra al terzo piano dello stabile, con le gambe penzoloni nel vuoto, minacciando di farla finita sotto gli occhi attoniti dei presenti.
L’intervento tempestivo dei militari della locale Stazione dei Carabinieri ha evitato la tragedia. I militari hanno avviato una delicata opera di mediazione, un confronto serrato durato circa quindici minuti in cui il dialogo è stato l’unica arma per disinnescare la tensione.
L’accusa: “Inerzia dell’amministrazione”
Dietro il gesto non ci sarebbe solo un momento di fragilità personale, ma una precisa denuncia politica e sociale. Il movente sarebbe da attribuire alle “asserite inerzie” da parte dell’amministrazione comunale riguardo all’assegnazione di un immobile abitativo. Un diritto alla casa che, secondo il protagonista della vicenda, sarebbe rimasto incagliato nelle secche della burocrazia locale. Solo il dialogo dei militari operanti faceva desistere l’uomo dal portare a termine l’insano gesto.






