È morto Savino Pesce, figura nota nel contesto criminale di Rosarno. La notizia è stata diffusa dal giornalista Klaus Davi,che ha ricevuto conferma direttamente dalla famiglia. Davi ha pubblicato sul suo profilo X (ex Twitter) l’affisso funebre comparso nella città della Piana, che recita: “Oggi, veniva a mancare all’affetto dei suoi cari Savino Pesce, di anni 62”.
Klaus Davi ha avuto modo di intervistare diversi membri della famiglia Pesce, tra cui Vincenzo Pesce, detto “Sciorta”, cugino di Savino, e ha incontrato più volte Francesco Pesce, detto ‘Testuni’, nipote di Savino. Il giornalista aveva anche partecipato all’inaugurazione di un pub di proprietà di Pesce a Rosarno nel 2017, e per l’inchiesta “Ultras Curve” aveva incontrato, oltre a Ciccio Pesce, anche Berto Bellocco, fratello di Antonio Bellocco, assassinato nel settembre 2024.
I legami di sangue e il ruolo di boss nella ‘ndrangheta
Klaus Davi ha tracciato un quadro dettagliato dei collegamenti familiari di Savino Pesce, evidenziando il suo inserimento in un contesto criminale di rilievo. Savino era figlio di Francesco Pesce, detto ‘Imbarusu’ (il Gobbo), e fratello di personaggi altrettanto noti nell’ambiente: Nino Pesce ‘Testuni’, Vincenzo ‘u mbriacuni’, Rocco ‘U pirata’, e Salvatore ‘u Babbu’ (padre di Giuseppina Pesce). Era anche fratello di Giuseppe Pesce ‘Pecora’, deceduto nel 2010 nell’ospedale di Monza mentre si trovava in regime carcerario.
Savino Pesce era l’ultimo dei figli del ‘Gobbo’, ma non meno importante in termini di influenza criminale. Anche lui, infatti, “come gli altri fratelli era considerato un boss”. Risiedeva a San Ferdinando e, insieme alla potente famiglia Bellocco, esercitava il comando nella città e nelle aree limitrofe, consolidando la propria posizione nel panorama criminale.
Arresti e condanne: il percorso giudiziario del boss
La carriera criminale di Savino Pesce non è stata priva di interruzioni da parte della giustizia. Nel 2021, Savino Pesce era stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Handover-Pecunia Olet“, un’indagine significativa che aveva smantellato reti criminali. L’anno successivo, nel 2022, era stato condannato a 14 anni di carcere, a testimonianza della gravità dei reati a lui ascritti e del suo ruolo nelle dinamiche della ‘ndrangheta.














