27 Ottobre 2026
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Pioggia di piombo e sangue a Cassano: giovedì l’autopsia sulla donna uccisa nell’agguato di mafia

Il delitto in contrada Lattughelle: killer in azione con un Kalashnikov. Salvo il boss Pepe, il sindaco Iacobini offre locali per nuovi presidi di polizia

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I rilievi medico-legali dovranno definire con esattezza la traiettoria dei colpi mortali che hanno stroncato una vita nel corso dell’ennesima esecuzione di ‘ndrangheta nel Cosentino. V
errà eseguita giovedì prossimo, presso l’obitorio dell’ospedale di Rossano, l’autopsia sulla salma di Silvana Sibarelli, la sessantaquattrenne freddata nella serata di venerdì scorso durante un feroce agguato di matrice mafiosa scattato in contrada Lattughelle, nel comune di Cassano allo Ionio.
Il vero bersaglio del gruppo di fuoco era il compagno della donna, il coetaneo Damiano Pepe, figura ritenuta dagli inquirenti di primo piano nei ranghi delle cosche locali. Pepe è rimasto ferito nel corso del blitz ed è tuttora piantonato nell’ospedale di Cosenza, ma le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni e non risulta in pericolo di vita.

Un comitato per la sicurezza e la risposta del Comune

Di fronte all’impennata della violenza criminale sul territorio, le istituzioni provano a far sentire la presenza dello Stato. Per la mattinata di giovedì il prefetto di Cosenza ha convocato d’urgenza una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
I vertici dell’amministrazione locale chiedono rinforzi concreti e uomini sul campo, offrendo supporto logistico immediato. Come annunciato dal sindaco di Cassano, Gianpaolo Iacobini, “in quell’occasione, oltre a chiedere una maggiore attenzione dello Stato, metterò a disposizione dei locali di proprietà del Comune dove poter allocare altri presidi delle forze dell’ordine, come un posto di polizia o il gruppo dei carabinieri forestali”.

Raffica di mitra sul bersaglio: oltre trenta bossoli a terra

I dettagli emersi dai primi accertamenti balistici effettuati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Cosenza e della Compagnia di Cassano restituiscono la dinamica di un’azione militare spietata. I killer hanno sparato una pioggia di fuoco investendo in pieno l’automobile della coppia: “Dalle prime perizie e dai rilievi effettuati sul luogo del delitto è emerso che i killer hanno esploso oltre trenta colpi d’arma da fuoco utilizzando armi lunghe; tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è anche l’impiego di un fucile d’assalto Kalashnikov”.

I proiettili hanno raggiunto Pepe alla spalla, alla clavicola e alla caviglia, mentre per la donna la raffica si è rivelata istantaneamente fatale. Le indagini proseguono a tutto campo senza escludere alcuna pista per ricostruire le dinamiche interne alle cosche della Sibaritide e identificare gli esecutori materiali e i mandanti del delitto.

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