La provincia calabrese con meno reati denunciati in rapporto alla popolazione è anche l’unica dove il numero delle denunce aumenta. È il dato di Cosenza, e basta a mostrare quanto sia necessario leggere oltre la posizione in classifica. Nel resto della regione il segno è negativo: Reggio Calabria, Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone registrano tutte una diminuzione rispetto all’anno precedente. A fotografare la situazione è l’Indice di criminalità 2026 del Sole 24 Ore, costruito sui delitti denunciati nel 2025 e sui dati del dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno. Nelle cinque province calabresi le segnalazioni sono complessivamente 49.733. Reggio presenta la flessione percentuale più marcata, mentre Catanzaro ha il numero più alto di denunce ogni 100mila abitanti.
Il confronto racconta dunque un miglioramento in quattro territori su cinque. Ma il risultato cambia quando si passa dal totale alle singole categorie: Cosenza è terza in Italia per incidenza degli incendi denunciati, mentre Crotone è tra le province con meno furti segnalati. Catanzaro e Vibo Valentia hanno valori molto vicini: poco più di tremila denunce ogni 100mila abitanti. Seguono Crotone, Reggio e Cosenza. La distanza tra i territori emerge soprattutto confrontando il dato rapportato ai residenti: il numero assoluto, da solo, risente delle diverse dimensioni demografiche.
Reggio e Catanzaro, le flessioni più consistenti
Il calo maggiore riguarda Reggio Calabria, dove i delitti denunciati scendono dell’8,3%. Le segnalazioni sono 13.314, pari a 2.607,5 ogni 100mila abitanti: il territorio occupa il 95° posto nazionale. Subito dopo, per entità della diminuzione, c’è Catanzaro, con un −8,1%. I delitti denunciati sono 10.442, ma il rapporto con la popolazione porta l’incidenza a 3.087,8, la più alta tra le cinque province calabresi. Sono due informazioni diverse, entrambe necessarie. Catanzaro registra una riduzione rilevante rispetto al 2024 e, nello stesso tempo, resta il territorio regionale con più denunce per abitante. Reggio ha un’incidenza inferiore e un andamento annuale leggermente migliore.
Vibo e Crotone seguono il calo nazionale
A Vibo Valentia le denunce diminuiscono del 4,6%: 4.591 delitti, con un’incidenza di 3.062,2 ogni 100mila residenti. La provincia è 61ª nella graduatoria nazionale, a breve distanza da Catanzaro. La flessione è più contenuta a Crotone, dove si registra un −2%, con 4.539 delitti denunciati e un tasso di 2.805,9. Il territorio si colloca al 77° posto. Tutte e quattro le province calabresi in diminuzione presentano una riduzione percentuale maggiore di quella nazionale, che si ferma all’1,8%. A Crotone la differenza è minima; a Reggio e Catanzaro è decisamente più ampia.
Cosenza, il tasso più basso ma le denunce aumentano
Il Cosentino concentra il maggior numero assoluto di delitti denunciati della regione: 16.847. Rapportato alla popolazione, però, il valore scende a 2.525,2 ogni 100mila abitanti, il più basso tra le province calabresi. Il 96° posto nazionale descrive questa incidenza. Il +2,3% rispetto al 2024 racconta invece la direzione del fenomeno: le denunce crescono, mentre negli altri quattro territori regionali diminuiscono. Non c’è contraddizione. Una provincia può avere un tasso relativamente basso e registrare un aumento rispetto all’anno precedente.
Incendi, il dato che porta Cosenza ai vertici nazionali
La lettura per tipologia di reato cambia il quadro. Nella categoria degli incendi denunciati, Cosenza registra 67 episodi ogni 100mila abitanti ed è terza in Italia. Davanti ci sono Matera, con 168,8, e Foggia, con 73,2. È un dato che merita attenzione, ma la tabella non distingue gli incendi boschivi dagli altri episodi e non permette di attribuire automaticamente una matrice dolosa o intimidatoria a tutte le segnalazioni.
Sul versante dei furti, invece, Crotone presenta un’incidenza di 398,7 denunce ogni 100mila abitanti: nella graduatoria decrescente è al 104° posto, davanti soltanto a Enna e Oristano. Le due fotografie mostrano perché il totale provinciale debba essere accompagnato dal dettaglio dei reati. Un’incidenza complessiva contenuta può convivere con un valore elevato in una categoria specifica.
In Italia meno furti, aumentano truffe ed estorsioni
Il contesto nazionale aiuta a interpretare i risultati. Nel 2025 i delitti denunciati in Italia sono 2.357.105, l’1,8% in meno rispetto al 2024: secondo il Sole, è la prima flessione dopo quattro anni di crescita. I furti scendono del 5,9%, tornando sotto il milione, mentre le rapine diminuiscono del 3,6%. Altre categorie continuano però a salire: truffe e frodi informatiche +4,4%, danneggiamenti +3,9%, percosse +3,4%, estorsioni +1,4%. Gli incendi crescono del 18,7%.
Che cosa misurano le denunce e che cosa resta fuori
L’indice registra i reati emersi e denunciati. Non è un censimento completo di tutti quelli commessi e non misura, da solo, il peso della criminalità organizzata. Per questo il 95° posto di Reggio o il 96° di Cosenza non autorizzano conclusioni sull’assenza di infiltrazioni, controllo economico o intimidazioni. Un confronto sulla presenza mafiosa richiede altri elementi: indagini, procedimenti, misure di prevenzione e analisi delle attività economiche.
Anche la capacità di far emergere gli illeciti conta. Un aumento delle segnalazioni può risentire dell’attività investigativa o della disponibilità delle vittime a denunciare; una diminuzione va letta verificando quali categorie arretrino. La graduatoria, da sola, non consente di stabilire quale fattore abbia inciso nei singoli territori.
Il punto da cui partire resta chiaro: nel 2025 le denunce diminuiscono in quattro province calabresi e aumentano a Cosenza. Per capire quanto questo andamento cambi la vita dei cittadini, il passaggio successivo è guardare ai reati che li colpiscono, alla loro emersione e alle risposte ricevute dopo una denuncia.














