Un nuovo segnale intimidatorio colpisce il tessuto economico e infrastrutturale di Vibo Valentia. Nel corso della notte ignoti hanno appiccato un incendio al cantiere di via degli Artigiani, situato di fronte al terminal dei bus cittadino, dove sono in corso gli interventi sui sottoservizi legati al “Progetto Maione”. L’ennesimo episodio criminale ha scatenato la dura reazione del mondo dell’associazionismo locale e dell’associazionismo antimafia, a partire dal movimento “La Tazzina della Legalità”, che ha espresso vicinanza all’impresa colpita sollecitando però una presa di posizione corale e immediata da parte di tutta la cittadinanza.
“Ancora un incendio. Ancora un cantiere colpito. Ancora un segnale inquietante che arriva nel cuore di Vibo Valentia. A chi è stato colpito questa notte va la nostra piena e convinta solidarietà. Ma insieme alla solidarietà, questa volta, deve arrivare qualcosa di più: una risposta collettiva, forte, visibile e duratura. Perché quello che è accaduto rafforza, purtroppo, ciò che La Tazzina della Legalità sostiene da tempo” si legge nella nota ufficiale diffusa dall’associazione.
La polemica sul racconto della città e il concetto di #Ridestanza
L’episodio riapre il dibattito sulle modalità con cui affrontare e raccontare la presenza della criminalità organizzata all’interno del contesto urbano, respingendo l’idea di narrazioni edulcorate che rischiano di occultare i problemi strutturali della comunità.
“Quando abbiamo annunciato la Staffetta della Legalità del 26 settembre, organizzata a Vibo Valentia in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale, c’è stato anche chi ha cercato di dissuaderci, sostenendo, in sostanza, che fosse necessario raccontare una nuova narrazione della città. Noi quella nuova narrazione la vogliamo costruire. Ma non cancellando la realtà. Non possiamo raccontare una Vibo diversa facendo finta di non vedere ciò che accade. Non possiamo chiamare ‘nuova narrazione’ il silenzio davanti agli attentati, alle intimidazioni e alla paura che ancora condiziona la vita di imprenditori e cittadini. La nuova narrazione di Vibo deve partire dalla verità. E la verità è che c’è ancora un problema criminale che non può essere sottovalutato. E allora diciamolo con chiarezza: adesso basta”, prosegue il documento.
La mobilitazione punta a superare la logica delle sole misure repressive, chiamando in causa le carenze sociali ed economiche che alimentano la cultura mafiosa: “È arrivato il momento di scendere in piazza. Non una volta all’anno. Non soltanto dopo un attentato. Non soltanto per una commemorazione o per una fiaccolata. La legalità non può essere un appuntamento sul calendario. La legalità deve diventare una presenza quotidiana. Dobbiamo riappropriarci dei nostri territori, delle nostre strade, delle nostre piazze, dei nostri luoghi di lavoro e soprattutto della nostra libertà. Non possiamo pensare di delegare esclusivamente alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura la lotta alla criminalità organizzata. A loro dobbiamo garantire strumenti, uomini e risorse adeguate, ma la battaglia per la legalità riguarda tutta la comunità. Perché la criminalità organizzata non si combatte soltanto arrestando chi delinque. Si combatte anche togliendole terreno fertile. E il terreno fertile è spesso il bisogno: il lavoro che manca, i servizi che non funzionano, la sanità che non risponde, le opportunità che non arrivano, i giovani costretti ad andare via. Per questo continuiamo a sostenere che non basta parlare di restanza e ritornanza. Serve la #Ridestanza. Dobbiamo svegliarci dal torpore. Dobbiamo ritrovare orgoglio, dignità e coraggio. Dobbiamo riappropriarci del nostro territorio e tornare a sentirlo veramente nostro. E dobbiamo farlo insieme”.
L’appuntamento del 26 settembre al Palazzo della Provincia
L’incendio della scorsa notte diventa così il catalizzatore per l’iniziativa pubblica in programma per il prossimo fine settimana presso la sede dell’Ente provinciale, pensata come un momento di assunzione collettiva di responsabilità.
“L’attentato di questa notte rende ancora più importante l’appuntamento del prossimo sabato 26 settembre, alle ore 9.30, presso il Palazzo dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, dove si terrà la Staffetta della Legalità. Il nostro外auspicio è che quel palazzo venga letteralmente invaso dalla popolazione vibonese. Non per una passerella. Non per una fotografia. Non per una commemorazione. Ma per assumersi una responsabilità. Quella di dire tutti insieme che Vibo non vuole arrendersi alla paura, che la Calabria non vuole arrendersi alla ‘ndrangheta e che i cittadini non intendono lasciare il proprio territorio nelle mani di pochi”, incalza la nota.
In chiusura, l’associazione rivolge un invito diretto alla vittima dell’intimidazione: “Ci auguriamo che all’iniziativa possa partecipare anche l’imprenditore colpito dall’attentato di questa notte, al quale rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà. Vorremmo averlo accanto a noi, perché la sua presenza sarebbe il segnale più forte possibile: chi viene colpito non deve essere lasciato solo. È questo il messaggio che vogliamo lanciare il 26 settembre. Vibo non si divide. Vibo reagisce. E se vogliamo davvero costruire una nuova narrazione, allora abbiamo una sola strada: non nascondere le ferite, ma avere il coraggio di curarle insieme. La Calabria ha bisogno di #Ridestanza. Adesso”.












