14 Settembre 2026
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Violenza di genere, la Calabria lancia il Piano triennale 2026-2028. Sul piatto 8 milioni di euro

L'assessore al Welfare Straface presenta la programmazione triennale. Previsti interventi nelle scuole per 300mila euro, un filmato didattico e il rafforzamento dei centri antiviolenza sul territorio

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Una strategia integrata che spazia dalla prevenzione all’accoglienza, fino al reinserimento sociale e all’autonomia economica delle donne vittime di abusi. L’assessorato regionale al Welfare della Calabria ha presentato a Catanzaro il Piano triennale degli interventi 2026-2028 per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere. La manovra mobilita complessivamente 8 milioni di euro destinati al potenziamento della rete territoriale, all’autonomia abitativa e al sostegno lavorativo per consentire una concreta fuoriuscita dai percorsi di violenza.

“Vogliamo lanciare un messaggio alle donne che subiscono violenza: non sono sole. Devono avere il coraggio di denunciare e fiducia nelle istituzioni, istituzioni pronte ad accoglierle e a fare in modo che possano avere una vita diversa. Quel coraggio della denuncia rappresenta la loro libertà. E la Regione oggi è al loro fianco”, ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface.

“Oggi la Regione Calabria non parlerà di proclami e annunci, ma di quello che ha già messo in campo. Abbiamo costruito un sistema che parte dalla prevenzione, dalla richiesta di aiuto, dalla protezione e dall’accoglienza, fino all’inserimento e reinserimento sociale, all’autonomia abitativa e all’indipendenza economica. La cronaca ci consegna ogni giorno fatti drammatici che colpiscono anche la nostra Regione. La politica deve intervenire prima, riconoscere i segnali di una relazione abusante, intervenire sui modelli culturali che la alimentano e soprattutto educare i giovani al rispetto, all’affettività, alla libertà e alla pari dignità delle persone. Abbiamo la responsabilità di incidere sui nostri giovani e costruire relazioni sane”, ha aggiunto Straface.

Le testimonianze in aula e il valore della prevenzione tempestiva

Il piano fa leva anche sull’impatto emotivo e pedagogico di storie reali per sensibilizzare le comunità locali e spingere i cittadini a intercettare tempestivamente le situazioni di rischio o le condotte d’abuso all’interno dei contesti familiari e relazionali.

“La presenza di Maria Ida Santopaolo, che si è salvata da un drammatico tentativo di femminicidio, e dell’avvocato Diego Cassetti, che con la sua forza e il suo coraggio è riuscito a salvarle la vita, testimonia quanto sia sottile il confine tra una tragedia e la salvezza. Vogliamo comunità attente, reattive e coraggiose, capaci di individuare i segnali di pericolo, intervenire tempestivamente e non girarsi dall’altra parte”, ha sottolineato l’assessore.

I protocolli nelle scuole, i bandi e i centri per uomini maltrattanti

Una sezione centrale del programma riguarda il mondo della scuola attraverso la sigla di una specifica intesa tra la Regione Calabria e l’Ufficio scolastico regionale. L’iniziativa prevede lo stanziamento di 300mila euro per consentire alle operatrici dei centri antiviolenza autorizzati di svolgere incontri d’informazione negli istituti. Tra gli strumenti operativi figura un video didattico realizzato in collaborazione con la Fondazione Calabria Film Commission e destinato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado per riconoscere le relazioni tossiche.

“Stanziamo 300mila euro destinati ai centri antiviolenza autorizzati. Le operatrici entreranno nelle scuole per sensibilizzare i giovani sul riconoscimento delle relazioni ossessive e abusanti e sull’importanza dei centri di aiuto e ascolto. Ci sarà anche un video didattico realizzato insieme alla Fondazione Calabria Film Commission, destinato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, con un linguaggio contemporaneo, diretto e rigoroso, senza spettacolarizzare il dolore, per accompagnare i giovani verso la consapevolezza e soprattutto verso la rottura del silenzio. La Regione Calabria ha già messo in campo 8 milioni di euro per il rafforzamento dei centri di contrasto alla violenza di genere, per la prevenzione, l’autonomia e l’accompagnamento delle donne nella fuoriuscita dalla violenza. Il 30 settembre scade il bando per l’apertura di altri sette centri antiviolenza e sono già operativi 17 progetti di “Donne libere”, dedicati all’autonomia, all’indipendenza e alla formazione economica delle donne”, ha spiegato Straface.

A completare la struttura degli interventi vi sono le azioni rivolte ai minori assistiti e le risorse destinate ai Cuv (Centri per uomini maltrattanti), con l’obiettivo di bloccare alla radice le condotte recidivanti: “Abbiamo dedicato attenzione anche ai minori che assistono alla violenza, alla formazione degli operatori e ai Cuv, i centri per uomini maltrattanti, perché dobbiamo impedire la reiterazione e i cicli di violenza. Sono progetti che non devono partire: sono già partiti, con decreti e bandi”, ha concluso Pasqualina Straface.

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