10 Settembre 2026
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Spari contro l’auto del presidente del Consiglio comunale di Vibo Antonio Iannello. L’agguato prima di Natale

Cinque colpi di pistola esplosi mentre rientrava a casa. Nessun ferito, indagini in corso. L’esponente Pd ha scelto il silenzio per non ostacolare il lavoro della Polizia

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Un grave atto intimidatorio si è verificato nella serata del 21 dicembre a Vibo Valentia. Il presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello, è stato bersaglio di colpi d’arma da fuoco mentre stava rientrando presso la propria abitazione. Secondo quanto ricostruito, cinque colpi di pistola sono stati esplosi contro l’auto e contro il muro dell’abitazione.

Per fortuna non si registrano feriti, ma l’episodio ha provocato danni al mezzo e all’edificio, lasciando un segnale chiaro della violenza e della pericolosità del gesto. I colpi non hanno raggiunto il presidente, ma l’azione ha assunto fin da subito i contorni di un messaggio intimidatorio di estrema gravità.

La ricostruzione dei fatti

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Iannello, dopo aver trascorso la serata in paese, stava facendo rientro a casa a bordo della propria auto. Nel momento in cui si apprestava a entrare nel garage, ignoti hanno esploso cinque colpi di pistola contro la struttura e il veicolo, presumibilmente utilizzando un’arma calibro 7,65. Uno dei proiettili ha colpito il portabagagli dell’auto.

Il presidente del Consiglio comunale, non rendendosi conto immediatamente della gravità dell’accaduto, ha inizialmente attribuito i rumori all’esplosione di alcuni petardi, un’ipotesi ritenuta plausibile anche in considerazione del periodo natalizio e delle consuetudini festive. La scoperta dell’attentato è avvenuta soltanto due giorni dopo, quando la moglie di Iannello ha notato i fori di proiettile sul muro del garage e sulla carrozzeria dell’auto, oltre al rinvenimento di alcuni bossoli a terra, poco distanti dal luogo.

La scelta del riserbo e le indagini della Polizia

Subito dopo l’accaduto, Iannello ha presentato denuncia alla Polizia, ma ha scelto di mantenere il massimo riserbo sulla vicenda. Una decisione presa, come trapela da ambienti vicini all’amministratore, per evitare clamore mediatico e non interferire con le indagini in corso. La notizia è emersa solo ora facendo crescere preoccupazione e sconcerto in città.

Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili. Al vaglio degli investigatori ci sono rilievi balistici, eventuali sistemi di videosorveglianza e ogni elemento utile a chiarire il contesto dell’azione compreso il movente del gesto intimidatorio che, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto trasformarsi in tragedia se l’autore avesse avuto una mira diversa. Tra le ipotesi di reato al vaglio vi sarebbe anche quella di tentato omicidio, oltre a spari in luogo pubblico e danneggiamento.

Chi è Antonio Iannello

Antonio Iannello è stato per molti anni ingegnere presso la Saipem di Triparni e da qualche tempo è in pensione. Da sempre appassionato di politica, ha maturato nel tempo un percorso amministrativo legato alla vita pubblica della città. Nel 2006 ha ricoperto l’incarico di assessore ai Lavori pubblici nella giunta comunale di centrosinistra guidata da Franco Sammarco, occupandosi di settori strategici dell’amministrazione.

Alle ultime elezioni amministrative è stato eletto presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, forte di un significativo consenso personale, che gli ha consentito di superare ampiamente la soglia dei 300 voti, all’interno della coalizione vincente guidata dal sindaco Enzo Romeo.

Occhiuto: “Atto vile, vicinanza a Iannello e a tutta Vibo Valentia”

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso il proprio sconcerto per l’intimidazione subita dal presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello.

“Piena solidarietà e vicinanza a Iannello, alla sua famiglia e all’intera comunità di Vibo Valentia – ha dichiarato Occhiuto – Atti di questa gravità colpiscono non solo la persona coinvolta, ma l’intera comunità e le istituzioni democratiche che essa rappresenta. La Calabria tutta condanna senza esitazioni ogni forma di violenza, difendendo con fermezza i valori della legalità”.

La condanna del Pd Calabria, Irto: “Fatto inaccettabile”

“È un fatto inaccettabile il grave atto intimidatorio avvenuto a Vibo Valentia con colpi di arma da fuoco contro l’auto e l’abitazione del presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello”. Lo dichiara il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, esprimendo piena solidarietà a Iannello e alla sua famiglia.

“Nell’auspicio che le forze dell’ordine e la magistratura facciano presto luce sull’accaduto – prosegue la nota del partito – ricordiamo che colpire un rappresentante delle istituzioni significa colpire la democrazia. La Calabria non può e non deve arretrare sul terreno della legalità, della sicurezza e del rispetto delle regole”.

Tucci (M5S) difende Iannello: “Non lasciamolo solo”

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Riccardo Tucci si unisce ai messaggi di solidarietà ad Antonio Iannello. “Persone al momento sconosciute hanno esploso cinque colpi di pistola contro la sua abitazione e la sua auto – afferma Tucci –. Mi auguro che le indagini possano presto identificare gli autori di questo gesto vergognoso. Esorto il presidente Iannello a non mollare e a proseguire la sua meritoria attività a favore dei cittadini vibonesi”.

Le reazioni della politica calabrese

“Il gruppo consiliare Cuore Vibonese esprime la propria piena e sincera solidarietà al Presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia e alla sua famiglia per il grave atto intimidatorio subito. Colpire il Presidente del Consiglio comunale significa colpire l’intera città di Vibo Valentia e le sue istituzioni rappresentative. Si tratta di un gesto grave e inaccettabile, che incide sulla serenità della vita democratica e sul corretto funzionamento delle istituzioni locali. Condanniamo con assoluta fermezza ogni forma di violenza e intimidazione: atti di questo tipo rappresentano un attacco alla convivenza civile e al senso di sicurezza della comunità. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e i responsabili siano individuati e assicurati alla giustizia”.

Maria Teresa Esposito (Segretaria Provinciale PD – VV) e Gernando Marasco (Segretario PD – Circolo Vibo Valentia) si schierano con Iannello. “A nome di tutto il Partito Democratico di Vibo Valentia e provincia, esprimiamo la massima solidarietà all’amico e compagno Antonio Iannello, presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, e la più ferma condanna dell’ignobile episodio di violenza che ha subito. Siamo una grande comunità e oggi più che mai diciamo con forza: “Sparateci tutti! Siamo tutti Totò Iannello”. Totò rappresenta il PD, questo atto violento ha colpito tutti noi e noi siamo con lui senza se e senza ma. Questa azione vile e incomprensibile, che sconvolge la laboriosa comunità di Triparni e scuote l’intera cittadinanza di Vibo Valentia, rievocando fantasmi di un passato che non deve mai più tornare, non ci intimorisce né ci deprime, ma rafforza la nostra determinazione a difendere i valori della democrazia, della legalità e dell’impegno civile. Siamo certi che le indagini porteranno rapidamente all’identificazione e alla punizione dei colpevoli. Il PD provinciale di Vibo Valentia chiama a raccolta tutta la comunità democratica e le forze sane della società civile, per gridare forte e uniti il ripudio di ogni forma di violenza e intimidazione; ribadiamo il nostro impegno incrollabile per una Calabria libera dalla criminalità e dalla sopraffazione.

“Ferma condanna e piena solidarietà al presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia. Noi Moderati, per voce del segretario provinciale Nicola Brosio e del consigliere regionale Vito Pitaro, esprime profonda vicinanza e sincera solidarietà al presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello, vittima di un grave e inquietante atto intimidatorio. L’esplosione di colpi d’arma da fuoco contro l’auto e l’abitazione di un rappresentante delle istituzioni costituisce un fatto di eccezionale gravità, che non può essere derubricato a gesto isolato, ma va letto come un attacco diretto alla libertà democratica, alle istituzioni e all’intera comunità vibonese. Atti di questa natura mirano a generare paura e a condizionare l’azione pubblica di chi svolge un ruolo istituzionale. Per questo riteniamo indispensabile una risposta ferma, unitaria e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche, al di là delle legittime differenze di schieramento. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e siano individuati al più presto i responsabili. Allo stesso tempo, ribadiamo la necessità di rafforzare la tutela di chi rappresenta lo Stato e gli enti locali, soprattutto in territori complessi come il nostro. Ad Antonio Iannello e alla sua famiglia va il nostro sostegno umano e politico, con l’auspicio che episodi così gravi non riescano mai a scalfire il senso delle istituzioni, il coraggio personale e l’impegno civile di chi opera per il bene pubblico. Noi Moderati continuerà a stare dalla parte della legalità, delle istituzioni e di una politica libera da ogni forma di intimidazione”.

“Esprimo la mia piena solidarietà ad Antonio Iannello per il grave atto intimidatorio di cui è stato vittima. Un gesto vile e inaccettabile che colpisce un uomo delle istituzioni stimato e da sempre impegnato con serietà e correttezza. Attaccare chi rappresenta le istituzioni significa colpire l’intera comunità democratica. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine affinché si faccia piena luce sull’accaduto e si restituisca serenità a Iannello e alla sua famiglia”. Lo dichiara il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Giuseppe Mangialavori.

Anche Corrado Antonio L’Andolina, Presidente della Provincia di Vibo Valentia, si schiera apertamente dalla parte di Antonio Iannello dopo la notizia dell’attentato subito. “Conosco Antonio Iannello da molti anni e mi lega a lui un rapporto di sincera e profonda amicizia. È una persona di indiscusso spessore umano, politicamente preparata ed esperta sul piano amministrativo, che ha sempre vissuto il proprio impegno istituzionale come servizio alla comunità. L’intimidazione subita dal Presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia rappresenta un fatto grave e inaccettabile, che colpisce non solo le istituzioni, ma anche la dimensione personale e familiare di chi ne è vittima. Come amico, prima ancora che come cittadino, esprimo il mio profondo dispiacere e la mia vicinanza ad Antonio Iannello e ai suoi affetti più cari. Sono fermamente convinto che la passione civile che anima il suo impegno politico, unita alla sua onestà, alla sua generosità e al suo profondo senso delle istituzioni, saprà prevalere su ogni tentativo di intimidazione e su ogni logica di violenza e sopraffazione, che va condannata con fermezza, chiarezza e senza alcuna ambiguità”.

Il Presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Gianmichele Bosco, esprime la più ferma solidarietà e sincera vicinanza ad Antonio Iannello, Presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, per il grave atto intimidatorio subito nei giorni scorsi. “Si tratta di un episodio inquietante e inaccettabile – dichiara Bosco – che colpisce non solo una persona, ma l’intera comunità democratica e le istituzioni che quotidianamente operano al servizio dei cittadini. Atti di questo genere non possono e non devono trovare spazio in una società civile fondata sul rispetto delle regole e sulla partecipazione democratica”.

“Ad Antonio Iannello – prosegue – va il mio sostegno personale e quello dell’intero Consiglio comunale di Catanzaro, con l’auspicio che le indagini facciano piena luce sull’accaduto e assicurino alla giustizia i responsabili. Le istituzioni – conclude Bosco – devono continuare a essere unite e determinate nel respingere ogni forma di intimidazione, riaffermando con forza i valori della legalità, della trasparenza e della libertà di azione politica ed amministrativa. Anche in questo senso, non mancheremo di ribadire la necessità di portare avanti un’azione congiunta con i presidenti dei Consigli comunali delle cinque città capoluogo, sulla scia del percorso avviato lo scorso anno”.

La Federazione Provinciale Vibo Valentia di Sinistra Italiana ha condannato con fermezza il vile atto intimidatorio. “Esprimiamo piena vicinanza e solidarietà al compagno Iannello e alla sua famiglia – si legge nella nota – un uomo da sempre impegnato nel sindacato e nella politica a difesa dei diritti dei lavoratori e delle persone più fragili”. La Federazione auspica che “si faccia piena luce sull’accaduto e che chi si è macchiato di questo grave gesto sia assicurato alla giustizia nel più breve tempo possibile”.

Ferma condanna anche da parte del vicesindaco di Catanzaro, Giusy Iemma: “L’atto intimidatorio è un fatto gravissimo che chiama in causa l’intero sistema democratico e politico del nostro territorio. Colpire un rappresentante delle istituzioni significa tentare di fermare il cambiamento, la buona politica e il lavoro di chi sceglie ogni giorno di stare dalla parte della legalità e dei cittadini”. Poi prosegue: “In Calabria c’è bisogno di amministratori liberi, determinati e non ricattabili, capaci di portare avanti con coraggio scelte nette e trasparenti”. Il vicesindaco richiama poi all’unità istituzionale: “Le istituzioni devono essere compatte nel respingere ogni tentativo di intimidazione e nel sostenere chi, come Antonio Iannello, svolge il proprio ruolo istituzionale con rigore e coerenza. La risposta deve essere politica, collettiva e ancora più forte in termini di impegno sul territorio”.

La presa di posizione della Cgil: “Un segnale che riguarda tutta la città”

La Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo ha espresso solidarietà al presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello, e alla sua famiglia, definendo l’atto intimidatorio subito come un episodio di estrema gravità che non può essere considerato isolato.

Secondo il sindacato, i colpi d’arma da fuoco esplosi contro un garage e un’auto rappresentano un segnale inquietante che riguarda l’intera città. “Quando si spara contro la casa di un rappresentante eletto – afferma il segretario generale Enzo Scalese – si tenta di intimidire una funzione pubblica e di condizionare la vita democratica della comunità”.

Per la Cgil, la risposta non può limitarsi all’azione repressiva, ma deve tradursi in una reazione collettiva e responsabile. “La sicurezza – conclude Scalese – è anche una questione sociale e democratica. Difendere la legalità significa rafforzare coesione, partecipazione e fiducia nelle istituzioni”.

Ali di ViboNeSità: “Solidarietà concreta a Iannello”

Anche l’’associazione Ali di ViboNeSità esprime piena vicinanza al presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello. “La solidarietà non può esaurirsi all’alba di un giorno – sottolinea l’associazione –. Vibo Valentia deve ritrovarsi unita e far sentire la propria voce attraverso una protesta popolare che sostenga concretamente Iannello”. Il gesto viene definito “vile ed efferato” e l’appello dell’associazione è chiaro: mobilitare la città in segno di unità e vicinanza, riaffermando la coesione sociale e la protezione delle istituzioni locali.

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