Due nuove aggressioni al personale ferroviario riaccendono l’allarme sicurezza lungo le tratte calabresi. Gli episodi, avvenuti nella giornata di ieri, uno nella stazione di Cosenza e l’altro a bordo di un treno regionale, si aggiungono a una lunga scia di violenze già denunciate nei mesi scorsi dalle organizzazioni sindacali.
Secondo quanto segnalato, si tratta dell’ennesima conferma di un quadro definito ormai “esplosivo e intollerabile”, che coinvolge in particolare il personale di front line, costretto a operare quotidianamente in condizioni di forte esposizione al rischio fisico e psicologico.
Una escalation già denunciata
Le sigle sindacali ricordano come gli ultimi fatti non siano isolati, ma si inseriscano in una sequenza di episodi iniziata ben prima del 2026. Tra questi viene richiamata l’aggressione del 31 ottobre 2025 sul treno 5529 a Gioiosa Jonica, oltre a numerosi casi registrati nel corso del 2024 e del 2025, tutti già portati all’attenzione delle autorità competenti.
A preoccupare è soprattutto la mancanza di misure di sicurezza adeguate su tratte considerate ormai da tempo particolarmente sensibili.
Il silenzio delle istituzioni
Nel mirino dei sindacati finisce anche l’assenza di risposte alla nota urgente inviata il 5 novembre 2025 a Prefettura di Reggio Calabria, Trenitalia, FS Security e agli uffici territoriali competenti.
Un silenzio definito “inaccettabile”, che – secondo le organizzazioni dei lavoratori – finisce per mortificare la dignità del personale ferroviario e lasciarlo esposto a pericoli concreti e quotidiani.
Richiesto un tavolo di crisi urgente
Alla luce del quadro emerso, le organizzazioni sindacali avanzano una richiesta formale di convocazione immediata di un tavolo di crisi, chiamando in causa direttamente le Prefetture di Reggio Calabria e Cosenza, Trenitalia e FS Security.
Un confronto ritenuto non più rinviabile per affrontare in maniera strutturata l’emergenza sicurezza, a partire dalla necessità di un piano straordinario di sicurezza a bordo dei treni sulle tratte a rischio, dal rafforzamento e da una maggiore mobilità delle unità FS Security, fino all’installazione di sistemi di videosorveglianza attiva sui convogli e alla definizione di un protocollo operativo chiaro per la gestione delle emergenze legate alla presenza di passeggeri aggressivi.
Pronte le procedure di mobilitazione
In mancanza di riscontri concreti e immediati, i sindacati fanno sapere di essere pronti ad attivare le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dal CCNL, valutando anche ulteriori iniziative di mobilitazione a tutela dei lavoratori. “La misura è colma – si legge nella nota –. Il lavoro non può trasformarsi in un campo di battaglia”.
Disagi anche per i viaggiatori
Le aggressioni non colpiscono solo il personale ferroviario, ma generano effetti diretti anche sull’utenza. I passeggeri si trovano sempre più spesso coinvolti in situazioni di tensione, ritardi e interruzioni del servizio, vivendo un clima di crescente insicurezza.
Secondo i sindacati, è inaccettabile che anche il diritto dei cittadini a viaggiare in tranquillità venga compromesso dall’assenza di adeguate tutele.









