Vincenzo Loccisano aveva 53 anni. Maria Sophie ne aveva 13, Grace Fatima appena 8. Sono i nomi delle tre vittime del drammatico incidente avvenuto all’alba sulla statale 682 Jonio-Tirreno, nel territorio di Rosarno. Una tragedia che ha spezzato una famiglia e gettato nel dolore la comunità di Gioiosa Ionica, dove la famiglia viveva, nella zona di Prisdarello.
La moglie e madre delle due bambine, Morena Femia, è l’unica sopravvissuta allo schianto. Le sue condizioni restano gravissime: dopo due interventi chirurgici è ricoverata in rianimazione all’ospedale di Polistena, intubata e sottoposta a cure e controlli costanti, con prognosi riservata.
Ma mentre gli accertamenti proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dello scontro, a Gioiosa Ionica il dolore ha già assunto un volto preciso. È quello di un padre e delle sue due figlie, ricordati non soltanto per essere diventati le vittime di una tragedia, ma per ciò che rappresentavano nella vita quotidiana di chi li aveva conosciuti.
Vincenzo, un uomo conosciuto per la sua gentilezza
Vincenzo Loccisano, 53 anni, era profondamente legato alla sua famiglia e al territorio. La notizia della sua morte ha raggiunto rapidamente Gioiosa Ionica, dove in queste ore si moltiplicano i messaggi di cordoglio.
Tra le testimonianze più significative c’è quella dell’Associazione Solidale Viva – ODV, che ha ricordato Vincenzo attraverso un rapporto nato negli anni. A ricordarlo anche l’Emporio della Solidarietà Genezareth. L’uomo effettuava le consegne, diventando nel tempo una presenza abituale per chi frequentava la struttura.
“Una persona che conoscevamo da tanti anni”, lo ricorda l’associazione, descrivendolo come una persona garbata e gentile, con cui gli incontri erano diventati consuetudine. L’ultimo, raccontano, risaliva a poche settimane fa. Poi il saluto, come tante altre volte: “Al prossimo mese”.
Una frase ordinaria, diventata improvvisamente impossibile da pronunciare.
È anche attraverso questi piccoli ricordi che oggi Gioiosa Ionica prova a restituire un volto a Vincenzo: quello di un uomo conosciuto nella quotidianità, attraverso il lavoro, gli incontri e i rapporti costruiti nel tempo.
Maria Sophie e Grace Fatima, due bambine nel ricordo di chi le ha conosciute
Accanto al padre hanno perso la vita Maria Sophie, 13 anni, e la sorellina Grace Fatima, di appena 8 anni. Due bambine che la comunità non vuole ricordare soltanto attraverso il tragico destino che le ha unite al padre, ma attraverso i sorrisi e i momenti vissuti prima di quella terribile alba.
Il ricordo più struggente è di un’amico, che ha raccontato di aver conosciuto la famiglia e di conservare nella memoria l’immagine delle due bambine. “Ricordo ancora il cinque schiacciatomi da Grace Fatima e da Maria Sophie sulla mia mano, il loro grande sorriso, i loro occhioni pieni di luce”, ha scritto nel suo messaggio di cordoglio.
Nelle sue parole emerge il ricordo di una famiglia unita, descritta come luminosa e profondamente legata alla fede. L’uomo racconta di averli incontrati anche in parrocchia, ricordando la loro compostezza durante la preghiera davanti al quadro della Madonna di Portosalvo. “Come posso non ricordare la bellezza di questa famiglia”, scrive, sottolineando l’empatia che, a suo dire, caratterizzava i genitori e le bambine.
Sono ricordi semplici, ma proprio per questo ancora più dolorosi. Dietro i nomi di Maria Sophie e Grace Fatima ci sono due bambine che avevano davanti a sé un’intera vita: la scuola, le amicizie, i compleanni, i giochi, i progetti e tutto ciò che appartiene a un’infanzia ancora da vivere.
Una famiglia conosciuta e amata dalla comunità
La famiglia Loccisano era residente a Prisdarello, nel territorio di Gioiosa Ionica. Una realtà nella quale il legame tra le persone è ancora fortemente radicato e dove una tragedia di queste proporzioni finisce inevitabilmente per coinvolgere un’intera comunità.
Il dolore, dunque, non riguarda soltanto i familiari. In queste ore sono in tanti a ricordare Vincenzo, Maria Sophie e Grace Fatima, cercando nelle fotografie e nei ricordi un’immagine diversa da quella terribile con cui la loro storia è stata consegnata alla cronaca.
La vicenda ha profondamente colpito Gioiosa Ionica. E al dolore per le tre vittime si aggiunge ora l’angoscia per Morena Femia, rimasta gravemente ferita nello stesso schianto. La donna, ricoverata all’ospedale di Polistena, ha subito un primo intervento per un emoperitoneo e successivamente un’operazione da parte degli ortopedici. È attualmente intubata in rianimazione.
Il dolore e la speranza per Morena
È proprio attorno a Morena che oggi si concentra una parte della speranza di una comunità intera.
La tragedia ha portato via in pochi istanti il marito e le due figlie. Lei, ancora in ospedale, combatte una battaglia difficilissima. E a Gioiosa Ionica il pensiero corre inevitabilmente a lei, alla speranza che possa superare le conseguenze dello schianto e tornare a vivere.
“Morena, noi ti aspettiamo”, è il messaggio affidato ai social dall’Associazione Sociale Viva-ODV, che ha raccolto il sentimento di una comunità stretta attorno alla donna.
Tre vite spezzate, una madre che lotta e una comunità che piange. In queste ore Gioiosa Ionica prova a fare i conti con un dolore difficile persino da raccontare. Ma nei ricordi di chi li ha conosciuti, Vincenzo, Maria Sophie e Grace Fatima non sono soltanto le vittime di un incidente. Sono un padre e due figlie. Una famiglia che fino a poche ore fa aveva una quotidianità, dei sorrisi e una vita da condividere.












