7 Settembre 2026
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Xylella, l’incubo degli ulivi avanza in Calabria: “Il focolaio potrebbe essere partito da un’abitazione”

Sette piante infette individuate a Taurianova, mentre cresce la pressione sulla Regione. Sopralluoghi, abbattimenti e timori per un patrimonio agricolo strategico

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La Xylella fastidiosa fa paura anche in Calabria. Il primo focolaio accertato nella regione resta circoscritto a Contrada Olivetella, nel territorio di Taurianova, ma l’attenzione delle autorità fitosanitarie è altissima. Il batterio è stato confermato su sette piante di olivo e attorno all’area interessata è già scattato il sistema di eradicazione e sorveglianza previsto dalla normativa europea.

A rendere ancora più delicato il quadro è l’ipotesi formulata dall’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo: il focolaio potrebbe essere partito da un’abitazione privata. Una possibilità ancora al vaglio degli accertamenti, che apre interrogativi sulla provenienza delle piante e sulle modalità attraverso le quali il batterio sarebbe riuscito a raggiungere il territorio calabrese.

Sette ulivi positivi su 35 piante controllate

Il focolaio è stato formalmente riconosciuto dalla Regione Calabria con il decreto dirigenziale numero 14746 del primo settembre 2026. I controlli erano cominciati nei mesi di luglio e agosto, dopo la segnalazione effettuata dal proprietario di un terreno. Il primo sopralluogo del Servizio fitosanitario risale al 23 luglio, mentre ulteriori verifiche sono state eseguite il 6 e il 7 agosto. Complessivamente sono state sottoposte a campionamento 35 piante, tra olivi e altre specie potenzialmente ospiti del batterio. Le analisi di laboratorio, successivamente confermate dal Crea, hanno certificato la presenza della Xylella fastidiosa sottospecie pauca in sette olivi. Si tratta della variante associata alla grave sindrome del disseccamento rapido che ha già provocato danni devastanti all’olivicoltura pugliese.

L’ipotesi sull’origine del focolaio

Allo stato degli accertamenti quello di Taurianova rimane l’unico focolaio confermato in Calabria. Gallo ha spiegato che le verifiche stanno cercando di ricostruire anche la possibile origine dell’infezione. “Il focolaio potrebbe essere partito da un’abitazione”, ha affermato l’assessore regionale, indicando però un’ipotesi che dovrà essere approfondita attraverso gli accertamenti tecnici. Non è ancora possibile stabilire con certezza come il batterio sia arrivato a Taurianova né se sia stato introdotto attraverso una pianta proveniente da un’altra zona.

La ricostruzione è fondamentale perché la Xylella può diffondersi attraverso alcuni insetti vettori che, nutrendosi della linfa delle piante infette, trasferiscono il batterio ad altri esemplari. Individuare tempestivamente l’origine e verificare l’eventuale presenza di ulteriori piante contagiate rappresenta quindi il passaggio decisivo per impedire che il focolaio si allarghi.

Eradicazione in 50 metri e controlli per 2,5 chilometri

Attorno alle sette piante positive è stata istituita una zona infetta con un raggio di 50 metri, interamente compresa nel territorio di Taurianova. In quest’area saranno applicate le misure di eradicazione previste dalla disciplina europea. È stata inoltre delimitata una zona cuscinetto di 2,5 chilometri, che comprende porzioni dei territori di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio. Qui verranno intensificati i campionamenti e il monitoraggio, alla ricerca di eventuali nuovi casi. Il decreto regionale contiene anche disposizioni sulla movimentazione delle piante sensibili al batterio. L’obiettivo è evitare che materiale vegetale potenzialmente contaminato possa essere trasferito all’esterno dell’area sottoposta a sorveglianza.

La pressione sulla Regione

La scoperta ha acceso il confronto politico e mobilitato le organizzazioni agricole. Nelle ultime ore si sono susseguiti sopralluoghi e richieste di interventi rapidi per proteggere uno dei comparti più importanti dell’economia rurale calabrese. La Coldiretti Calabria ha giudicato positivamente la tempestività delle misure regionali, annunciando l’attivazione della propria rete territoriale per informare e assistere le aziende. “Adesso occorre proseguire con determinazione nel monitoraggio e nelle azioni di contenimento”, ha dichiarato il presidente regionale Franco Aceto, invitando a mantenere alta l’attenzione senza generare allarmismi.

La Regione ha costituito un tavolo di crisi per coordinare le attività e seguire l’evoluzione del focolaio. La vera partita, tuttavia, si giocherà nelle prossime settimane: soltanto l’estensione dei campionamenti permetterà di capire se i sette olivi rappresentino un episodio isolato oppure il primo segnale di una diffusione più ampia.

Il patrimonio olivicolo calabrese sotto minaccia

La Calabria è una delle principali regioni olivicole italiane. La sua produzione non rappresenta soltanto una voce economica, ma custodisce paesaggio, biodiversità, tradizioni e migliaia di aziende familiari. L’esperienza della Puglia ha mostrato quali conseguenze possa provocare una diffusione incontrollata del batterio: milioni di alberi disseccati, campagne trasformate e un’intera filiera messa in ginocchio.

Per questo le sette piante di Taurianova non possono essere considerate un numero trascurabile. Il focolaio appare ancora limitato e le misure sono state attivate, ma la rapidità degli interventi sarà decisiva. La Calabria ha ancora la possibilità di fermare la Xylella sul nascere: perdere tempo, però, potrebbe costare un patrimonio costruito in secoli di storia.

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