18 Agosto 2026
18 Agosto 2026
spot_img

Addio a Fulvio Lucisano, gigante del cinema italiano: il produttore di origini calabresi si spegne a 98 anni

Fondatore della Italian International Film e già presidente dell'Anica, ha firmato oltre settant'anni di storia del grande e piccolo schermo. Dalle storiche collaborazioni con Troisi, Comencini e Sordi ai capolavori legati alle sue radici calabresi, il ricordo di un patriarca dell'audiovisivo.

spot_img
spot_img
spot_img

Il cinema italiano perde uno dei suoi padri fondatori. Si è spento all’età di 98 anni Fulvio Lucisano, produttore leggendario che per oltre sette decenni ha plasmato l’immaginario audiovisivo del Paese alternando il cinema popolare ai grandi capolavori d’autore. La notizia della scomparsa è stata confermata dalla figlia Paola che, insieme alla sorella Federica, ne ha raccolto l’eredità artistica ed editoriale, affidando alla rete il proprio commosso saluto: “Riposa in pace Papà”.

Nato a Roma nel 1928 da una famiglia di origini calabresi, con il padre nativo di Villa San Giovanni, Lucisano muove i primi passi nel mondo della pellicola alla fine degli anni Quaranta presso l’Istituto Luce, dedicandosi inizialmente alla documentaristica. La vera svolta imprenditoriale arriva nel 1958 con la fondazione della Italian International Film (Iif), realtà destinata a diventare un pilastro della produzione e distribuzione cinematografica e televisiva nazionale.

Nel corso di oltre cinquant’anni di guida illuminata, condotta anche nel ruolo di presidente dell’Anica tra il 1998 e il 2001, Lucisano ha realizzato più di centotrenta pellicole per il grande schermo e numerose serie televisive di successo, tra cui la fortunata saga di Mina Settembre avviata nel 2004. Il suo percorso produttivo, iniziato nel 1955 con I quattro del getto tonante, ha attraversato tutti i generi italiani firmando titoli di enorme impatto culturale e di pubblico come Cosa avete fatto a Solange?Tre tigri contro tre tigriAragosta a colazioneIl ras del quartiereL’anno prossimo vado a letto alle dieciFantozzi – Il ritornoLa mia vita a stelle e strisce, fino ai successi moderni di Notte prima degli esamiCemento armatoEx e Non ci resta che il crimine.

Il sodalizio con i grandi maestri e i riconoscimenti internazionali

La carriera di Lucisano è stata contrassegnata dalla collaborazione con i più prestigiosi autori e interpreti del panorama cinematografico, da Lina Wertmüller a Luigi Comencini, da Alberto Sordi a Luciano Salce, fino a Mario Bava, Francesca Archibugi e Fausto Brizzi. Storico e proficuo è stato il legame professionale e umano con Massimo Troisi, che portò alla nascita del capolavoro Ricomincio da tre nel 1981, affiancato negli anni da altre pietre miliari della cinematografia italiana come Il grande cocomero e Ninfa plebea.

Un’attività segnata da altissimi riconoscimenti istituzionali e di critica: la sua bacheca annovera cinque David di Donatello, tra cui quello per la miglior produzione de Il grande cocomero e il David Speciale alla carriera nel 2009, oltre a quattro Nastri d’Argento e due candidature ai premi Oscar. Omaggiato dalla Mostra del Cinema di Venezia nel 2005 e nominato Cavaliere del Lavoro nel 2007, il produttore è stato celebrato nel 2018 in occasione dei suoi novant’anni con il volume biografico Fulvio Lucisano, sotto il segno del cinema, firmato dalla giornalista Laura Delli Colli.

Il legame con la Calabria nella sua opera

Nonostante una traiettoria professionale sviluppata prevalentemente sull’asse romano e internazionale, Lucisano ha sempre mantenuto un viscerale legame con la terra d’origine della propria famiglia. Questa sensibilità verso il Meridione si è tradotta in progetti cinematografici di intenso valore narrativo, a partire da Un ragazzo di Calabria, diretto da Luigi Comencini nel 1987, incentrato sulle speranze e le corse di un giovane atleta immerso in una realtà ancora lontana dal boom economico.

A distanza di oltre tre decenni, la vicinanza alla sua terra si è rinnovata con la produzione di Aspromonte – La terra degli ultimi, opera diretta da Mimmo Calopresti nel 2019. Ambientato nell’Aspromonte del secondo dopoguerra, il film ha raccontato la tenacia di una comunità isolata intenta a costruire una strada per riscattarsi dall’emarginazione, consacrando il legame con la Calabria come uno dei fili conduttori più intimi ed emozionanti dell’intera carriera del grande produttore.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor