25 Agosto 2026
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Cerisano batte la media del Pnrr: 100% dei fondi spesi contro il 33%, arriva il Parlamento Europeo

Il piccolo borgo cosentino diventa un caso di studio: università, conservatorio, festival, nuove attività e oltre 31mila presenze

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Cerisano diventa un caso di studio europeo sulla capacità dei piccoli centri di trasformare le risorse del Pnrr in sviluppo concreto. Il Comune cosentino ha completato entro il 30 giugno 2026 la spesa e la rendicontazione del progetto “Cerisano Factory – Borgo Swing”, arrivando al 100% delle risorse utilizzate, a fronte del 33% indicato nel comunicato come media nazionale della misura.

Un risultato che si accompagna a una serie di iniziative culturali, formative e imprenditoriali che, secondo l’amministrazione, hanno contribuito a modificare il volto del borgo. E proprio per approfondire il ruolo delle aree periferiche nello sviluppo europeo, il 4 settembre il gruppo The Left del Parlamento Europeo porterà a Cerisano il dibattito “Can Europe grow without its peripheries?”.

Dal Pnrr alla rigenerazione del borgo

Il progetto “Cerisano Factory – Borgo Swing”, finanziato dal Ministero della Cultura attraverso la Missione 1, Componente 3, Investimento 2.1, Linea B e sostenuto da Next Generation EU, ha rappresentato il perno della strategia di rilancio.

In due anni, il programma ha messo in rete istituzioni accademiche, realtà culturali e operatori economici, con l’obiettivo di trasformare il centro storico in un luogo capace di attrarre studenti, ricercatori, artisti, visitatori e nuove attività.

Il Comune sostiene di aver completato spesa e rendicontazione entro la scadenza del 30 giugno 2026, chiudendo così l’intervento nei tempi previsti.

Palazzo Sersale diventa un polo per musica e audiovisivo

Uno degli interventi più significativi riguarda lo storico Palazzo Sersale, dove è stato realizzato il Polo tecnologico e di ricerca per la musica e l’audiovisivo in collaborazione con il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.

Dall’anno accademico 2025/2026 sono stati attivati corsi dedicati a Musica applicata, Musica elettronica e Tecnico del suono, attirando studenti anche da altre regioni italiane.

Sempre nell’ambito del progetto è stato sviluppato, insieme all’Università della Calabria, un Master di II livello in Organizzazione, Leadership e Gestione delle Risorse Umane.

Il percorso prevede 60 CFU e 1.500 ore di formazione, con un comitato d’indirizzo al quale partecipano realtà come Confindustria, Confcooperative, Deloitte, Forum PA e l’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

A questo si sono aggiunti la terza edizione della Desf Summer School, il corso “Percorsi del Contemporaneo” e l’Astro Summer Camp, realizzato con il Dipartimento di Fisica.

A Cerisano anche una scuola di formazione politica

Il borgo ha inoltre ospitato una Scuola di Formazione Politica promossa insieme ad Asprom.

Nel corso delle attività sono intervenuti docenti, studiosi e personalità del mondo istituzionale e culturale, tra cui Nadia Urbinati, Gherardo Colombo, Umberto Gentiloni Silveri, monsignor Francesco Savino, l’ambasciatore Marco Carnelos, Marco Follini, Miguel Gotor, Pasquale Tridico e Piero Ignazi.

La scuola ha attirato corsisti provenienti non soltanto dalla Calabria, ma anche da altre parti d’Italia e dall’estero, rafforzando la dimensione nazionale delle iniziative ospitate dal piccolo centro cosentino.

Oltre 31mila presenze per il Festival delle Serre

Un altro elemento centrale della strategia è il Festival delle Serre, arrivato alla 32ª edizione.

Secondo i dati forniti dal Comune, le edizioni 2024 e 2025, insieme all’anteprima del giugno 2026, hanno superato 31mila presenze e coinvolto più di 240 artisti.

La sola edizione 2025 avrebbe prodotto oltre 450 articoli e servizi giornalistici e raggiunto circa 890mila visualizzazioni attraverso i contenuti digitali.

La collaborazione con l’Icsaic ha inoltre portato alla realizzazione di un progetto dedicato all’artista Michel Fingesten, con un concorso rivolto alle scuole e la creazione di un museo all’interno di Palazzo Sersale.

Nuove attività e oltre 100 operatori coinvolti

La presenza continuativa di studenti, docenti e ricercatori avrebbe prodotto anche effetti sul tessuto economico del centro storico.

Secondo il Comune, negli ultimi anni sono nate nuove strutture ricettive e B&B, è stato aperto un ristorante ed è stata avviata un’agenzia di servizi.

Nel complesso, durante il triennio progettuale sarebbero stati coinvolti oltre 100 tecnici e operatori culturali, creando una rete di imprese creative, professionisti e fornitori locali.

La scommessa dell’amministrazione è quindi quella di trasformare la cultura e la formazione in strumenti di rigenerazione economica, facendo arrivare nel borgo persone che possano contribuire alla crescita delle attività locali.

Di Gioia: “I fondi europei hanno prodotto economia reale”

Il sindaco di Cerisano Lucio Di Gioia rivendica il percorso realizzato e attribuisce ai fondi europei un ruolo centrale nella trasformazione del territorio. “I fondi europei hanno prodotto economia reale e hanno consentito a Cerisano di costruire un percorso di crescita fondato sulla cultura, sulla ricerca, sulla formazione e sulla capacità di attrarre nuovi investimenti”, dichiara il primo cittadino.

Secondo Di Gioia, Palazzo Sersale è oggi diventato contemporaneamente conservatorio, polo di ricerca e museo, mentre nel centro storico sono sorte attività commerciali che prima non esistevano. “Abbiamo portato a Cerisano l’università, la ricerca, percorsi di formazione politica di livello nazionale e iniziative capaci di richiamare pubblico da tutta la Calabria e anche da fuori regione”, aggiunge.

Il sindaco considera determinante anche la risposta arrivata dal settore privato, con nuovi investimenti e nuove attività.

Il 4 settembre il confronto con il Parlamento Europeo

È proprio questo insieme di risultati ad aver portato Cerisano al centro di un confronto di dimensione europea.

Il 4 settembre, il gruppo The Left del Parlamento Europeo organizzerà nel borgo calabrese il dibattito “Can Europe grow without its peripheries?”, dedicato al futuro delle periferie e al loro ruolo nella crescita dell’Unione.

Per l’amministrazione comunale, la scelta di Cerisano come sede dell’iniziativa rappresenta un riconoscimento del percorso compiuto attraverso il Pnrr e un’occasione per discutere della possibilità di replicare esperienze analoghe in altri piccoli centri. “Che il Parlamento Europeo abbia scelto Cerisano per discutere del ruolo delle periferie nella crescita dell’Unione è un fatto che ci conferma la validità del percorso”, afferma Di Gioia.

“Questo modello può essere replicato in altri borghi italiani”, aggiunge il sindaco, ringraziando i cittadini e i partner istituzionali e accademici coinvolti nel progetto.

La sfida dei piccoli borghi

Il progetto di Cerisano rientra nel Piano Nazionale Borghi, una delle linee del Pnrr dedicate alla rigenerazione dei piccoli centri storici, con una dotazione complessiva superiore al miliardo di euro. La Linea B, alla quale appartiene il progetto calabrese, ha previsto 580 milioni di euro destinati a 294 borghi.

Il caso Cerisano punta dunque a dimostrare come le risorse europee possano essere utilizzate non soltanto per recuperare immobili e infrastrutture, ma anche per costruire una rete stabile di formazione, cultura, ricerca e attività economiche. Il confronto del 4 settembre con il Parlamento Europeo sarà ora l’occasione per capire se l’esperienza del piccolo centro cosentino possa diventare un modello più ampio per le periferie europee.

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