A cento anni dalla prima incoronazione del 1926 e a due secoli dall’arrivo del simulacro alle pendici dell’Aspromonte, la comunità di Ciminà ha rinnovato il proprio legame di fede con la Madonna Addolorata Regina. Durante una solenne cerimonia che ha visto la partecipazione di fedeli giunti da ogni parte d’Italia e dall’estero, il Cardinale Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, ha posto la nuova corona sul capo della Vergine. Al rito liturgico, promosso dalla Confraternita Sacro Cuore di Gesù e Maria SS.ma Addolorata insieme a Filippo Varacalli, hanno concelebrato il Vescovo di Locri-Gerace Monsignor Cesare Di Pietro affiancato dai prelati Francesco Oliva, Giuseppe Fiorini Morosini, Francesco Milito e Giovanni Battista Piccioli, oltre alle principali autorità civili e militari della regione.
L’arte sacra di Michele Affidato tra devozione e benedizione vaticana
La realizzazione del sacro diadema è stata affidata alla maestria di Michele Affidato, orafa figura di rilievo nazionale già noto per le creazioni destinate alla Segreteria di Stato Vaticana e ai Pontefici. L’opera, plasmata interamente a mano, è stata eseguita in argento con bagno in oro a 24 carati, impreziosita da dettagliatissime lavorazioni floreali a sbalzo e da quindici castoni impreziositi da pietre viola dal taglio tondo sfaccettato. Prima di giungere nel centro calabrese, la creazione artigianale ha vissuto un momento di profonda valenza spirituale con il passaggio in Vaticano, dove ha ricevuto la benedizione ufficiale di Papa Leone XIV.
Un’opera simbolo di identità e memoria storica
L’intervento per la Vergine Addolorata segna un nuovo capitolo nel percorso di valorizzazione del patrimonio religioso condotto dall’orafo calabrese, la cui produzione unisce la perizia tecnica del metallo prezioso alla storia collettiva delle comunità locali. Il manufatto racchiude l’identità culturale e il senso di appartenenza di un intero territorio, trasformando materie nobili in un simbolo destinato a tramandarsi nel tempo a testimonianza della secolare devozione mariana della Locride.













