31 Luglio 2026
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Kevin Spacey e il Grande Cinema al Femminile Incantano Soverato: Tutto sul Magna Graecia Film Festival 2026

Dalle riflessioni di Maiorino, Michelini e Quattrocchi all'atteso gran finale con il doppio Premio Oscar: bilancio e programma della ventitreesima edizione diretta da Gianvito Casadonte

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Entra nel vivo la ventitreesima edizione del Magna Graecia Film Festival, la prestigiosa kermesse diretta da Gianvito Casadonte che trasforma la costa ionica nel fulcro della cinematografia nazionale e internazionale. Tra grandi testimonianze di talento e la premiazione dei nuovi interpreti del settore, il festival si conferma una vetrina d’eccellenza per la cultura e la valorizzazione del territorio.

Il cinema al femminile conquista l’arena con Maiorino, Michelini e Quattrocchi

La sesta serata dell’evento ha posto al centro della scena tre straordinarie protagoniste della recitazione italiana, formate ed entrate nel cuore del pubblico con ruoli indimenticabili. Irene Maiorino, nota a livello internazionale per l’interpretazione di Lila nella serie “L’amica geniale” e premiata con la Colonna d’Oro GB Spadafora, ha ripercorso gli esordi ricordando come “Nasco come spettatrice solitaria, collezionavo locandine. Piazze come quella del MGFF sono fondamentali perché ci ricordano il motivo per cui facciamo questo lavoro”.
L’attrice ha poi approfondito il peso specifico della sua figura sullo schermo: “Ho sentito subito una grande responsabilità nell’interpretarla, da lettrice temo sempre gli adattamenti. Lila ha un legame transoceanico e transgenerazionale, ed è una figura chiave per raccontare l’autodeterminazione femminile”.
Infine, parlando del lavoro svolto per recitare in sardo nei panni di Grazia Deledda da giovane, ha rivelato come “Ho studiato di notte con un coach, anche di notte perché per me era indispensabile che parlasse sardo. La lingua ci radica al territorio”.
Spazio poi alla profonda passione della veterana Aurora Quattrocchi, forte di oltre 80 produzioni tra teatro, cinema e tv, che ha entusiasmato la platea rimarcando la propria libertà artistica: “Ogni volta che mi propongono un progetto lo accolgo con un entusiasmo grandissimo. Il lavoro è lavoro. Il mio primo grande amore resta il teatro, che mi ha permesso di essere libera”. Rievocando le sue origini borghesi, la Quattrocchi ha ribadito la forza delle sue scelte di vita, spiegando come “Ho scelto di fare l’attrice perché sapevo che attraverso questo mestiere avrei potuto fare esattamente quello che volevo”.

Particolarmente toccante è stata poi la conversazione con Giulia Michelini, che ha analizzato l’evoluzione della propria carriera partendo dagli esordi: “La giovinezza ti rende incosciente, ti plasmi su ciò che ti viene chiesto. All’inizio è stato tutto molto spensierato e divertente”. Guardando alla maturità del mestiere, l’attrice ha affrontato il tema dei momenti di pausa e della percezione pubblica, ammettendo che “Con il tempo si cambia, capisci anche se e quando ti devi fermare per prendere le distanze per guardare le cose da fuori. Lo stop, però, acuisce anche debolezze e insicurezze: quando manchi dal lavoro diventi invisibile ed è difficile rimettersi in gioco. Oggi mi giudico più duramente e non mi rivedo mai a schermo”.
La Michelini ha inoltre lanciato un monito sulla rappresentazione delle donne nel cinema odierno, spiegando che “C’è ancora tanta paura di raccontare donne non convenzionali, che non siano solo rassicuranti o legate unicamente alla cura della famiglia”, prima di condividere un pensiero intimo sul celebre personaggio di Rosy Abate: “È stato un rapporto di odio e amore. Non sono mai riuscita ad amarla fino in fondo perché era un personaggio duro, ho pianto molto. Mi è pesata quando ho sentito che stavamo raschiando il fondo del barile e non riuscivo più a darle la credibilità che meritava”.

A fare da cornice alla serata sono stati anche i passaggi dedicati al territorio e al sociale. Roberto Cosentino, direttore generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria, ha ribadito l’impegno istituzionale ricordando che “Sosteniamo eventi come il MGFF perché rispondono a una visione chiara di come intendiamo la Calabria: questo festival è un nostro fiore all’occhiello. Per noi è fondamentale che la Calabria sia vissuta come una comunità intera e unica.
“Calabria Straordinaria” è diventato un brand identitario e oggi siamo orgogliosi di poter dire con forza: siamo calabresi”. Ricco anche il programma del Magna Graecia OFF condotto da Eugenia Ferragina, focalizzato sull’inclusione lavorativa e sociale con le testimonianze di Davide Bilotti e la storia di Manuel Sirianni, raccontata nel documentario “Oceani” della regista Barbara Rosanò.

Gran finale con Kevin Spacey e la premiazione dei film in concorso

Si chiude sabato 1° agosto la ventitreesima edizione del Magna Graecia Film Festival. Sotto la direzione artistica di Gianvito Casadonte, la kermesse ha valorizzato le opere prime e seconde della nuova generazione di registi, affiancando ai giovani talenti i grandi interpreti internazionali grazie alle sezioni curate da Antonio Capellupo per i documentari e da Silvia Bizio per la selezione internazionale.
La giornata conclusiva si aprirà alle 18.00 al Teatro Comunale con la proiezione del docufilm vincitore del Premio Vittorio De Seta 2026, promosso da Legambiente Catanzaro in collaborazione con il Clorofilla Film Festival. Alle 19.00 spazio ai cortometraggi della sezione First Lights, diretta da Jacopo Curcio e Luca Capacchione nell’ambito della rinnovata partnership con il Picentia Short Film Festival. In contemporanea, l’Area Talk Lungomare ospiterà la rassegna Magna Graecia Book curata da Maria Francesca Gagliardi, con la presentazione del volume “San Carlo Acutis – L’influencer di Dio” di Luciano Regolo.

La serata conclusiva nell’Arena partirà dalle 21.00 con la cerimonia di premiazione ufficiale delle opere in concorso. L’evento culminerà con la consegna della prestigiosa Colonna d’Oro firmata GB Spadafora al due volte Premio Oscar Kevin Spacey, protagonista di un’esclusiva conversazione d’autore condotta da Silvia Bizio. L’attore statunitense, celebre per ruoli memorabili in capolavori come “I soliti sospetti”, “American Beauty”, “Seven”, “L.A. Confidential” e per l’interpretazione di Francis Underwood nella serie “House of Cards”, verrà celebrato per un percorso artistico leggendario che lo ha visto anche alla guida dello storico Old Vic Theatre di Londra. A chiudere ufficialmente l’edizione 2026 sarà la proiezione speciale del film “Il Prezzo di Hollywood” di George Huang.

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