Una grande operazione di modernizzazione e valorizzazione infrastrutturale rinnova il patrimonio culturale statale in Calabria. Grazie a un investimento complessivo di oltre nove milioni di euro attinti dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Direzione regionale Musei nazionali Calabria ha portato a termine un capillare piano di interventi su dodici siti della rete regionale. I fondi sono stati impiegati per abbattere le barriere architettoniche e sensoriali, efficientare le strutture sul piano energetico e ridurre l’impronta ecologica dei luoghi d’arte. Il programma segna inoltre la ripartenza di importanti istituzioni del territorio: tra queste spiccano il Museo archeologico Lametino di Lamezia Terme e il Museo archeologico di Mètauros a Gioia Tauro, pronti a riaprire le porte al pubblico rispettivamente il 24 e il 27 ottobre 2026 al termine di un prolungato periodo di chiusura. Il piano integra un’ampia rete culturale che comprende la Galleria nazionale di Cosenza, la Cattolica di Stilo, i Musei e Parchi archeologici di Scolacium a Catanzaro, Bova Marina, Locri, Monasterace (antica Kaulonìa), Rosarno (Medma), Vibo Valentia (Vito Capialbi), oltre alla Chiesa di San Francesco d’Assisi a Gerace e al Museo nazionale di Mileto.
“I 12 siti coinvolti negli interventi Pnrr, molti dei quali vengono adesso restituiti alla fruizione pubblica dopo un lungo periodo di chiusura sono la dimostrazione di come la Calabria possa essere letta e attraversata come un grande racconto: un viaggio nel tempo lungo 700mila anni che conduce dalla preistoria al contemporaneo”, ha dichiarato Fabrizio Sudano, direttore delegato per i Musei nazionali della Calabria. “Abbiamo seguito le indicazioni del ministro della Cultura indirizzando le risorse sull’efficientamento energetico e sull’accessibilità. La Direzione ha risposto raggiungendo target e scadenze previste. L’efficientamento rende i musei più sostenibili, proiettandoli nel nuovo millennio e garantendo una maggiore fruibilità a nuove categorie di visitatori”.
Il ritorno del sarcofago di Eremburga e la rotta verso l’Anno dei Normanni 2027
Tra i passaggi qualificanti del nuovo corso figurano le iniziative di valorizzazione scientifica ed espositiva, guidate dal rientro del sarcofago in marmo di Eremburga di Mortain (risalente al II secolo d.C.), seconda moglie di Ruggero I d’Altavilla. Il prezioso reperto, attualmente custodito presso il Museo archeologico nazionale di Napoli, tornerà a fare mostra di sé il prossimo 23 ottobre nelle sale del Museo nazionale di Mileto, nel Vibonese, grazie a un accordo di collaborazione e prestito a lungo termine siglato con l’istituto partenopeo. La cerimonia inaugurale vedrà la presenza dei vertici del Mann e dei rappresentanti del Ministero della Cultura, ponendosi come tappa d’avvio delle manifestazioni che condurranno all’Anno dei Normanni nel 2027.
“Il ritorno di Eremburga grazie alla convenzione di collaborazione e valorizzazione e al prestito di lunga durata con il Mann di Napoli, permette di rinnovare la sezione normanna del museo sotto il profilo della comunicazione e dell’allestimento”, ha spiegato Maria Maddalena Sica, direttrice del Museo nazionale di Mileto. “L’inaugurazione rappresenta l’avvio delle attività che condurranno all’Anno dei Normanni nel 2027, nell’ambito del grande progetto Millennium proposto dalla Regione Normandia a tutti gli Stati europei”.














