Assolti dall’accusa di rapina aggravata, per la quale erano finiti a processo dopo una vicenda legata alla restituzione di un prestito di 770 euro. È la decisione del Tribunale di Catanzaro nei confronti di Antonio Elia e Daniele Vitaliano, rispettivamente 49 e 39 anni, entrambi residenti nel capoluogo di regione, assistiti dagli avvocati Francesco Severino e Simona La Falce. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a sei anni di reclusione per ciascun imputato. La sentenza è stata pronunciata dalla prima sezione penale, presieduta da Elisa Fabio, con i giudici Alessandro Tannoia e Giulia Mascaro. Per entrambi, sul capo relativo alla rapina, l’assoluzione è arrivata con la formula “perché il fatto non sussiste”.
La contestazione sul prestito
Secondo l’imputazione, i due avrebbero colpito ripetutamente al volto e al capo un uomo per ottenere la restituzione del denaro prestato, impossessandosi di due automobili e di un telefono cellulare. Una ricostruzione alla base dell’accusa di rapina aggravata, dalla quale entrambi sono stati assolti. Il procedimento riguardava anche le lesioni riportate dalla persona offesa, tra cui una lussazione alla spalla e danni ai denti.
Vitaliano assolto anche dalle lesioni
Per Daniele Vitaliano, il Tribunale ha disposto l’assoluzione anche dal capo relativo alle lesioni, con la formula “per non aver commesso il fatto”. Diverso l’esito per Antonio Elia, condannato per questo reato a un anno e sei mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. I giudici hanno escluso l’aggravante collegata alla commissione delle lesioni per eseguire un altro reato e riconosciuto le attenuanti generiche. A Elia è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Prescritto il reato sul manganello
Nei confronti di Elia è stato inoltre dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione in relazione alla contestazione sul porto di un manganello telescopico. Il Tribunale ha ordinato la confisca e la distruzione dell’oggetto sequestrato. Il termine indicato per il deposito delle motivazioni della sentenza è di novanta giorni.














