Alle sei del mattino i trattori sono già allo svincolo di Falerna. Le forze dell’ordine vigilano sull’area, gli agricoltori tornano a chiedere risposte. La mattina di martedì 13 ottobre aggiunge un’altra tappa alla mobilitazione che attraversa la Calabria: cambiano i luoghi dei presidi, restano le difficoltà denunciate da chi lavora nei campi e trasporta le merci. Carburante, bollette e costi di gestione pesano sui bilanci delle aziende, mentre i ricavi, sostengono i manifestanti, non bastano a compensare le spese.
Falerna, la protesta tra lo svincolo dell’A2 e la Statale 18
Sono arrivati decine di trattori, con imprenditori agricoli provenienti da Falerna, Amantea e Nocera Terinese sulla Statale 18. In avvio della mobilitazione blocco dello svincolo, con traffico deviato verso Lamezia, seguito da un’interruzione temporanea della circolazione. Successivamente gli organizzatori hanno deciso di lasciare varchi aperti, soprattutto per consentire il passaggio in caso di emergenza. Le forze dell’ordine vigilano sull’area. Sui cartelli si legge “La Calabria che produce non molla”.
Gli agricoltori chiedono interventi capaci di incidere sui bilanci delle aziende e contestano la portata del fondo regionale: i 15 milioni di euro, da dividere fra agricoltura e trasporti, vengono giudicati insufficienti. Nelle testimonianze raccolte al presidio, la paura è quella di non riuscire a mantenere aperte le attività. Alla rabbia si aggiunge la fatica: il racconto della mattinata segnala anche una partecipazione più contenuta dei cittadini.
Il presidente del Movimento Territorio e Agricoltura, Matteo Talarico, conferma che la mobilitazione continuerà a oltranza: “Non abbiamo ricevuto alcuna risposta dal governo centrale”, sottolinea dando conto di un contatto con l’assessore Gianluca Gallo. Per il 16 ottobre preannuncia la partecipazione insieme agli autotrasportatori e rilancia: “Bloccheremo tutto”.
Sibaritide, agricoltori fermi da giorni sulla Statale 92
Nel Cosentino la protesta ha anche il volto di chi è fermo da giorni. Sulla Statale 92, al bivio per Francavilla Marittima e Cerchiara di Calabria, i trattori sono ai margini della carreggiata da venerdì scorso. I mezzi occupano parte della strada e la circolazione procede a rilento, senza interrompersi completamente. Gli agricoltori denunciano l’aumento dei costi, la scarsa remunerazione dei prodotti e il peso della grande distribuzione nel determinare i loro guadagni. Alle difficoltà economiche si aggiungono i danni della fauna selvatica. Il gasolio è una delle ragioni della protesta; la richiesta riguarda anche le condizioni nelle quali le aziende possono continuare a produrre.
Da Rosarno a Vibo Marina, le tappe di settimane di protesta
La mobilitazione è cominciata a fine settembre e ha attraversato più territori. Le iniziative hanno interessato Rosarno, Pizzo, Firmo-Sibari, Spezzano Albanese e San Marco Argentano, raggiungendo anche Cariati e Passovecchio, nel Crotonese. A Davoli Marina, sulla Statale 106, il presidio è proseguito fino al 4 ottobre.
Nei giorni successivi la protesta ha inciso sui rifornimenti: tra il 5 e il 6 ottobre, a Vibo Marina, il presidio agli accessi dei depositi ha ostacolato il transito delle autocisterne, poi ripristinato. Il 7 ottobre i manifestanti hanno occupato la Statale 18 nell’area dell’aeroporto di Lamezia, con rimozione del blocco nel tardo pomeriggio. L’8 ottobre, a San Marco Argentano, circa cinquanta trattori e oltre duecento agricoltori hanno partecipato alla protesta durante la quale è stato versato latte a terra.
L’appuntamento di Falerna arriva dopo il tentativo di blocco di lunedì 12 ottobre a Vibo Marina. Gli agricoltori avevano raggiunto alle quattro del mattino la strada verso i depositi Eni e Meridionale Petroli, ma lo schieramento delle forze dell’ordine ha impedito una nuova interruzione dei rifornimenti. Talarico ha invitato i manifestanti a ritirarsi per evitare scontri. Il blocco delle autocisterne non è riuscito.
Sempre ieri, a Castrovillari, la mobilitazione ha interessato il bivio di contrada Bianchino, tra la Statale 241 e la Provinciale 174. Secondo la ricostruzione dell’Ansa, sotto la pioggia si sono radunati circa cinquanta trattori, una decina di camion e oltre cento manifestanti. Con loro anche famiglie e bambini. Gli organizzatori hanno annunciato la prosecuzione del presidio a oltranza.
Dal 16 ottobre il fermo dei camion: i punti annunciati sulla Statale 18
Fedralog Calabria ha proclamato il fermo regionale degli autotrasportatori dal 16 al 20 ottobre, denunciando costi di gestione crescenti e tariffe insufficienti a mantenere le aziende in equilibrio. L’effetto sulle consegne dipenderà dalle adesioni. Sul Tirreno cosentino sono annunciati presidi sulla Statale 18: a Santa Maria del Cedro, nei pressi del lungomare Perlasca, e a Paola, allo svincolo per la Statale 107. Un ulteriore presidio è ipotizzato nell’area di Tortora, al confine con la Basilicata, ma la sua attivazione dipenderà dalle adesioni ai presidi più a sud.
Quattro presidi fissi tra porto, aeroporto e depositi
Per il 16 ottobre il Comitato promotore del Movimento Popolare Nazionale ha annunciato anche quattro presidi fissi: porto di Gioia Tauro, area aeroportuale di Lamezia Terme, rotonda dello Scalo di San Marco Argentano e depositi di carburante di Vibo Marina. Il programma interessa luoghi nei quali passano persone, merci e rifornimenti. È previsto inoltre, dal 21 ottobre, un intervento congiunto con il comparto degli autotrasportatori: le modalità dell’azione dovranno essere definite nei tavoli tecnici territoriali. Nel calendario figura una manifestazione a Roma il 27 ottobre. Questa iniziativa del 21 ottobre segue il fermo Fedralog proclamato per il 16–20 ottobre.
I 15 milioni della Regione: domani attesi i criteri per gli aiuti
Sul versante istituzionale il passaggio atteso è mercoledì 14 ottobre. L’assessore Gianluca Gallo ha annunciato che la Giunta regionale si riunirà per definire e approvare i criteri di assegnazione dei 15 milioni di euro contro il caro carburante, reperiti con l’assestamento di bilancio. La misura è rivolta principalmente al comparto agricolo e alle imprese di autotrasporto. Gallo ha richiamato anche il rapporto con la grande distribuzione: prezzi bassi per il prodotto primario, prezzi elevati per il consumatore. Da qui la proposta di aprire tavoli per ottenere una remunerazione maggiore per gli agricoltori. Il fondo è stato stanziato; la definizione dei requisiti deve chiarire chi potrà accedere agli aiuti e con quali condizioni.














