13 Ottobre 2026
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Ciclone Harry, voto sul Fondo di solidarietà: in arrivo 75 milioni per i danni in Calabria, Sicilia e Sardegna

Mercoledì il via libera ai finanziamenti destinati alle emergenze e ai ripristini territoriali. L'eurodeputato Pasquale Tridico sollecita trasparenza al governo sulla ripartizione dei fondi regionali

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Svolta decisiva a Bruxelles per il sostegno alle popolazioni e ai territori devastati dal ciclone Harry nell’inizio del 2026. Mercoledì 21 ottobre l’aula del Parlamento europeo riunita a Strasburgo sarà chiamata a votare l’approvazione definitiva per la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione Europea. L’ammontare complessivo destinato all’Italia è pari a 74.884.983 euro, risorse vincolate al finanziamento degli interventi d’emergenza e all’opera di ricostruzione nei contesti locali di Calabria, Sicilia e Sardegna duramente flagellati dalle avversità atmosferiche dello scorso gennaio. La votazione rappresenta il passaggio finale prima dell’erogazione diretta delle somme allo Stato membro per la successiva ripartizione regionale.

I dettagli del provvedimento e le dichiarazioni dell’eurodeputato Tridico

A ricostruire i passaggi istituzionali del dossier e i tempi della richiesta italiana è stato il capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Pasquale Tridico, evidenziando il percorso compiuto a partire dai primi giorni dell’emergenza fino all’approdo in aula.

“Mercoledì 21 ottobre, nella sessione plenaria di Strasburgo, il Parlamento europeo voterà la mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’Unione per i danni causati dal ciclone Harry. All’Italia andranno 74.884.983 euro, oltre 74 milioni, per le operazioni di emergenza e ripristino nei territori di Calabria, Sicilia e Sardegna colpiti dagli eventi metereologici registrati tra il 18 e il 21 gennaio scorsi. Con il collega Giuseppe Antoci già lo stesso 21 gennaio abbiamo chiesto alla Commissione Europea, alla presidente von der Leyen e al commissario Fitto, di attivare il Fondo di solidarietà per far fronte ai danni e sollecitato i due presidenti di Regione, Roberto Occhiuto e Renato Schifani, ad agire velocemente. Quella nostra iniziativa adesso è giunta al voto finale” ha dichiarato l’europarlamentare Pasquale Tridico.

L’esponente politico ha poi ripercorso le interlocuzioni con i vertici comunitari e le stime dei danni elaborate dalle strutture nazionali: “Qualche giorno dopo, il 27 gennaio, a seguito di un primo stanziamento di 100 milioni da parte del governo, abbiamo ribadito che quelle risorse non sarebbero bastate e che l’Europa disponeva di uno strumento ad hoc. La risposta della presidente von der Leyen, datata 12 marzo, ha poi chiarito le regole: il Fondo si muove soltanto su istanza dello Stato membro, entro dodici settimane dal primo danno, che nel caso di Harry risaliva al 18 gennaio. A conti fatti, la finestra temporale utile si sarebbe chiusa il 12 aprile. L’Italia ha presentato la domanda il 10 aprile, a due giorni dalla scadenza. La cifra copre una parte del danno diretto, che le autorità italiane hanno stimato in 2.995 milioni, quasi 3 miliardi di euro, pari al 3,256 per cento del Pil ponderato delle tre regioni, più del doppio della soglia dell’1,5% che apre l’accesso al Fondo. Portogallo e Spagna, per le tempeste che le hanno colpite, hanno già incassato anticipi per 65 e 37 milioni di euro. L’Italia non ne ha chiesti, l’intero importo arriverà quindi a saldo, a iter concluso”.

Monitoraggio sui criteri di ripartizione e trasparenza

L’impegno dell’eurodelegazione proseguirà nelle fasi successive al voto d’aula per garantire una distribuzione celere ed equa delle risorse economiche ai territori danneggiati. Tridico ha sottolineato la necessità di una vigilanza stringente sulle modalità di erogazione previste dal governo centrale nei confronti delle amministrazioni regionali coinvolte.

“Il lavoro avviato con Antoci arriva così a compimento: adesso resta il passaggio che conta per i cittadini, la validazione a Strasburgo. L’Ue assegnerà le risorse all’Italia, che dovrà ripartirla tra le tre regioni. Chiederò al governo di rendere pubblici criteri e tempi della distribuzione, perché ogni euro arrivi in quei luoghi in cui i danni sono stati subiti. Continueremo a seguire il dossier a Bruxelles fino all’ultimo versamento” ha concluso Pasquale Tridico.

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