Il finale di stagione del campionato di Serie D, girone I, è scosso da un’indagine della Procura Federale che starebbe esaminando un presunto sistema di alterazione dei risultati. L’attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata su una serie di gare ritenute sospette, con verifiche in corso su possibili accordi illeciti capaci di condizionare l’esito della competizione.
Tra le squadre militanti nel girone figurano anche altre realtà calabresi come Reggina, oltre a Sambiase, Vigor Lamezia e Vibonese, inserite in un contesto sportivo già particolarmente delicato per la corsa finale alla stagione.
Tredici gare sotto osservazione e prime ipotesi di deferimento
Secondo quanto trapela, sarebbero almeno tredici le partite finite nel mirino degli investigatori federali. L’ipotesi è quella di possibili alterazioni del regolare svolgimento delle gare, elemento che, se confermato, avrebbe un impatto rilevante sulla validità dell’intera stagione.
Le verifiche in corso avrebbero già prodotto elementi sufficienti per l’avvio di possibili deferimenti a carico di diverse società, con almeno sei club coinvolti nell’inchiesta. Uno scenario che aumenta l’incertezza sugli esiti del campionato.
Ipotesi stop a playoff e playout e ricadute sulla classifica
Tra gli scenari al vaglio della giustizia sportiva figura anche la possibilità di sospendere le fasi finali del torneo, con playoff e playout potenzialmente bloccati in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. Una decisione che potrebbe portare anche a una revisione della classifica o a un congelamento dei verdetti sportivi.
Le conseguenze non riguarderebbero solo l’aspetto agonistico, ma anche la programmazione economica e organizzativa delle società coinvolte, già proiettate verso la fase decisiva della stagione.
Caso Messina e denunce tra i club
Al centro delle verifiche figura anche la posizione dell’ACR Messina, finito sotto esame per presunte irregolarità legate ai tesseramenti. Sulla vicenda risultano presentati esposti da più società, tra cui Sancataldese, Acireale e la stessa Reggina, aprendo un fronte ulteriore sul piano disciplinare.
Tensione crescente e possibili ricorsi
Il clima nel girone resta estremamente teso, con alcune società che starebbero valutando anche il ricorso alla giustizia amministrativa per ottenere la sospensione dei verdetti finali. Un’eventualità che potrebbe allungare ulteriormente i tempi decisionali della giustizia sportiva e incidere sull’epilogo del campionato.
Le parole dei protagonisti e il nodo finale
A confermare la delicatezza del momento sono arrivate anche dichiarazioni pubbliche da parte di dirigenti e tecnici. Tra questi il tecnico della Reggina, Alfio Torrisi, che ha lasciato intendere possibili sviluppi extracampo capaci di incidere sull’esito della stagione, parlando di situazioni ancora tutte da approfondire. Un quadro complesso che mantiene aperto ogni scenario, in attesa delle decisioni della Procura Federale e degli eventuali provvedimenti disciplinari.
La posizione della Reggina
A seguito di questo articolo, l’As Reggina 1914 ha inviato alla nostra redazione una nota in cui rimarca la sua “totale estraneità” a vicende legate al caso “calcio scommesse” che pubblichiamo integralmente:
In merito al Vostro articolo “Scossone in serie D Girone I, tredici gare sotto osservazione: possibile blocco di playoff e playout”, pur prendendo atto della rimozione del nome della Reggina a seguito di nostra segnalazione, riteniamo inaccettabile e gravemente lesivo l’infondato accostamento iniziale del nostro Club ad un possibile coinvolgimento nel “calcio scommesse”.
La Società smentisce categoricamente e ribadisce la propria totale e inequivocabile estraneità a qualsiasi illecito sportivo o indagine. La semplice cancellazione del riferimento dal testo originale non è sufficiente a sanare il danno reputazionale arrecato al Club.
Pertanto, Vi chiediamo formalmente di pubblicare un articolo di smentita dedicato (avente pari visibilità editoriale), in cui si chiarisca a chiare lettere che la AS Reggina 1914 non è in alcun modo coinvolta nei fatti menzionati.
In attesa di un tempestivo riscontro, la Società si riserva ogni più opportuna azione a tutela della propria immagine.
La replica del direttore
Siamo davvero commossi da cotanta solerzia della Reggina. Se solo avesse riversato in campo e fuori questa energia e questo impegno, a quest’ora, da calabresi fieri e tifosi amaranto, staremmo qui a festeggiare il ritorno nei professionisti.
Ed invece ci troviamo costretti a dover rimarcare una “topica” clamorosa. Nell’articolo in alto, raccontiamo del contesto, la Serie D, in cui, nostro malgrado, si ritrovano a fronteggiarsi realtà calabresi come Reggina, appunto, Vibonese, Vigor e Sambiase. Punto.
Nel paragrafo successivo iniziamo a raccontare i fatti, lungi dal fare qualsiasi allusione alle compagini del girone – e da calabresi – soprattutto alle “nostre”.
Orbene, sarebbe bastato rileggere l’articolo una seconda volta per comprendere che prima abbiamo introdotto il contesto calcistico – lo ripetiamo – in cui sono impegnati quattro società calabresi, e poi quanto trapela dagli investigatori federali.
Siamo davvero dispiaciuti che in un club così prestigioso come quello amaranto, non si sia colta la differenza tra la descrizione – per i lettori meno attenti al mondo del pallone – di un campionato e le presunte accuse di calcio scommesse.
Tanto dovevamo e sempre forza Reggina.
Il direttore












