16 Settembre 2026
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Dopo lo scontro in Prefettura arriva la tutela per la sindaca di Gioia Tauro: “Ora mi sento più serena”

Simona Scarcella annuncia l’attivazione di una forma di tutela per lei e la famiglia dopo le intimidazioni e il confronto con la prefetta Clara Vaccaro. "Non avevo chiesto la scorta"

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Dopo una giornata segnata dalla tensione, arriva la notizia dell’attivazione di una forma di tutela per Simona Scarcella e per la sua famiglia. Ad annunciarlo è stata la stessa sindaca di Gioia Tauro durante la conferenza stampa convocata dopo l’incontro del 15 settembre con la prefetta di Reggio Calabria, Clara Vaccaro.

Una svolta arrivata a poche ore da un confronto che aveva lasciato Scarcella insoddisfatta. All’uscita dalla Prefettura, la prima cittadina aveva parlato di un “atteggiamento di grande distacco” da parte della rappresentante del Governo e aveva sostenuto di non aver ricevuto indicazioni concrete sulle misure che sarebbero state adottate.

Il giorno successivo, però, il quadro riferito dalla sindaca è cambiato. “Mi sento molto più serena“, ha dichiarato Scarcella, spiegando che la sua richiesta non era quella di ottenere una scorta personale, ma una misura di protezione per sé e per i propri familiari.

Dalle intimidazioni alla richiesta di protezione

La vicenda nasce da una serie di intimidazioni denunciate dalla sindaca negli ultimi mesi. Il 18 dicembre, secondo quanto riferito dalla stessa Scarcella all’ANSA il 10 settembre, nella sua abitazione era stata recapitata una busta contenente un biglietto di auguri natalizi e sette proiettili, quattro dei quali riconducibili a un Kalashnikov. Il 25 agosto, sempre a casa, era arrivata una lettera contenente una minaccia rivolta ai figli e al cane della famiglia.

Il 26 agosto Scarcella aveva quindi inviato una Pec alla Prefettura di Reggio Calabria, chiedendo l’adozione delle misure di tutela ritenute necessarie. Nella ricostruzione fornita all’ANSA, la sindaca aveva lamentato di non aver ricevuto una risposta e aveva successivamente annunciato una protesta, con l’intenzione di incatenarsi davanti al Comune e iniziare uno sciopero della fame.

La convocazione in Prefettura aveva portato alla sospensione della protesta. Ma il confronto del 15 settembre non aveva prodotto, almeno secondo il racconto della sindaca, una risposta che Scarcella considerasse sufficiente.

“Se c’è una tutela la vedrò”

Al termine della riunione del 15 settembre, Scarcella aveva raccontato ai giornalisti la propria versione del confronto con la prefetta Vaccaro. “Non sono soddisfatta, ho notato un atteggiamento di grande distacco da parte del prefetto“, aveva detto.

Secondo quanto riferito dalla sindaca in quella circostanza, Vaccaro le avrebbe comunicato che la Prefettura si era già attivata, senza però entrare nel dettaglio delle iniziative adottate. Scarcella aveva spiegato di aver chiesto espressamente che la propria richiesta di tutela venisse verbalizzata La sindaca aveva inoltre sottolineato di non poter sapere in anticipo quali misure sarebbero state predisposte. La sua posizione, in quel momento, era sintetizzata in una considerazione: se una tutela fosse stata effettivamente attivata, sarebbe stata visibile attraverso le misure adottate.

L’annuncio: “Non avevo chiesto la scorta”

Nella conferenza stampa successiva, secondo quanto riferito da Scarcella, è arrivato il chiarimento sull’esito della vicenda. La sindaca ha parlato di una tutela per lei e per la famiglia, distinguendola esplicitamente dalla scorta personale.

Io non avevo chiesto la scorta ma una forma di tutela“, ha dichiarato, ringraziando quindi “il prefetto di Reggio Calabria e le forze dell’ordine”.

Il cambio di tono rispetto al giorno precedente è netto. Dopo aver lasciato la Prefettura esprimendo pubblicamente la propria insoddisfazione, Scarcella ha riferito di sentirsi ora più tranquilla per l’adozione delle misure richieste.

Un caso ancora dentro un quadro istituzionale più ampio

La vicenda della sicurezza della sindaca si sviluppa parallelamente a un’altra procedura che riguarda il Comune di Gioia Tauro. Nell’aprile 2026 la prefetta Clara Vaccaro aveva disposto una commissione d’accesso presso l’ente per verificare la regolarità degli atti amministrativi. La decisione era stata resa pubblica dalla stessa Scarcella, che aveva dichiarato di affrontare la verifica con serenità e di ritenere lineare l’azione amministrativa della propria giunta.

Si tratta, sul piano formale, di due vicende distinte: da una parte le misure di sicurezza richieste dalla sindaca dopo le intimidazioni; dall’altra l’attività della commissione d’accesso disposta dalla Prefettura sul Comune. Le ricostruzioni giornalistiche degli ultimi giorni hanno riportato entrambe le questioni nel medesimo contesto, senza che ciò consenta di stabilire un collegamento causale tra i due procedimenti.

La nuova fase

L’annuncio di Scarcella segna quindi un passaggio rispetto alla situazione descritta dalla sindaca il 15 settembre. Resta da chiarire, sul piano operativo, quali misure di tutela siano state effettivamente disposte e con quali modalità. Al momento, le dichiarazioni rese pubblicamente dalla prima cittadina costituiscono il riferimento disponibile per l’annuncio, mentre non risulta ancora una comunicazione ufficiale della Prefettura che ne dettaglî contenuti e caratteristiche.

La sindaca, intanto, ha espresso apprezzamento per l’intervento delle istituzioni e delle forze dell’ordine, dichiarando di sentirsi più serena. La questione della protezione sua e dei familiari entra così in una nuova fase, dopo le intimidazioni denunciate e il confronto istituzionale dei giorni scorsi.

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