“La Calabria turistica continua a crescere“. È questa la posizione espressa dall’assessore regionale al Turismo, Lavoro e Sviluppo Economico Giovanni Calabrese, che interviene nel dibattito sui risultati del comparto contestando le rappresentazioni considerate eccessivamente negative. Calabrese invita a partire dai dati ufficiali, distinguendo le criticità ancora presenti dai numeri che, a suo giudizio, descrivono una fase di crescita del turismo calabrese.
I numeri del 2025
Nel ricostruire l’andamento del settore, l’assessore parte dal confronto con quanto accaduto nell’estate del 2025, quando alcune stime relative al mese di luglio avevano parlato di un forte calo delle presenze. Secondo Calabrese, quella rilevazione riguardava però le presenze negli stabilimenti balneari e non rappresentava il dato complessivo del turismo regionale.
I successivi numeri ufficiali avrebbero restituito un quadro differente: nei primi sette mesi del 2025, gli arrivi turistici in Calabria erano cresciuti del 7,5%, mentre le presenze avevano registrato un incremento del 6,2%. Anche gli indicatori citati dalla Banca d’Italia mostrano una crescita più marcata sull’intero 2025: secondo l’assessore, le presenze turistiche sono aumentate dell’11,6%, mentre quelle straniere hanno segnato un +28,5%.
Aeroporti, oltre 4,3 milioni di passeggeri
Un altro indicatore riguarda la mobilità. Nel 2025 gli aeroporti calabresi hanno superato per la prima volta quota quattro milioni di passeggeri, raggiungendo 4.367.864 transiti. La crescita rispetto all’anno precedente è stata del 21%.
Per Calabrese, il dato contribuisce a delineare una regione che sta aumentando la propria capacità di attrazione turistica e di collegamento con i mercati esterni.
Il 2026 conferma la crescita
Secondo i dati della piattaforma Alloggiati Web del Ministero dell’Interno, richiamati dall’assessore, nel primo semestre del 2026 la Calabria avrebbe registrato una crescita degli arrivi complessivi del 10,54%, risultando la prima regione italiana per incremento.
Ancora più significativo il dato relativo ai visitatori stranieri. Gli arrivi internazionali sono aumentati del 23,19%, anche in questo caso con la Calabria al primo posto nazionale per crescita. “Non sono dichiarazioni politiche. Sono numeri”, sottolinea Calabrese, rivendicando il valore degli indicatori provenienti da fonti istituzionali differenti.
Maggio da record e la sfida della destagionalizzazione
Un ulteriore elemento viene individuato nei dati del Ministero del Turismo relativi a maggio 2026. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, la Calabria avrebbe registrato +26,22% negli arrivi e +30,51% nelle presenze.
Per l’assessore si tratta di un dato particolarmente significativo perché riguarda un periodo ancora lontano dal cuore della stagione estiva e si inserisce quindi nella strategia di destagionalizzazione del turismo calabrese.
A questo proposito viene citata anche l’anteprima dello studio di TEHA Group – The European House – Ambrosetti sul Destination Marketing. Tra il 2024 e il 2025, secondo l’elaborazione, la Calabria si è collocata al terzo posto tra le regioni italiane e al primo nel Mezzogiorno per velocità di riduzione della stagionalità turistica.
Un risultato che, precisa Calabrese, non significa aver risolto il problema della concentrazione dei flussi nei mesi estivi, ma rappresenterebbe un segnale positivo nella direzione di una maggiore distribuzione delle presenze durante l’anno.
Cresce il turismo internazionale
Particolare attenzione viene riservata alla componente straniera, considerata strategica per rendere il sistema turistico meno dipendente dalla domanda italiana e dalla sola stagione balneare. Secondo i dati TEHA citati dall’assessore, nel 2025 gli arrivi stranieri hanno rappresentato il 23% del totale, raggiungendo un massimo storico.
La crescita prosegue nel 2026, con il già citato +23,19% degli arrivi internazionali nel primo semestre, dato che colloca la Calabria al primo posto nazionale per incremento. Per Calabrese, l’internazionalizzazione costituisce uno degli elementi fondamentali sui quali costruire la prossima fase di sviluppo del comparto.
Turismo e valore economico: 2,4 miliardi nel 2025
L’aumento dei flussi viene affiancato dal tema della spesa turistica. Calabrese riconosce la necessità di aumentare ulteriormente il valore economico prodotto da ciascun visitatore, ma respinge l’idea che la presenza dei turisti non generi ricadute significative sul territorio.
Secondo le stime citate dall’assessore, nel solo 2025 la spesa dei turisti stranieri avrebbe attivato 1,1 miliardi di euro di giro d’affari in Calabria, mentre quella dei turisti italiani avrebbe generato altri 1,3 miliardi. L’impatto economico complessivo stimato raggiungerebbe così 2,4 miliardi di euro, equivalenti al 6% del Pil regionale.
Su un periodo più ampio, tra il 2023 e il 2025, i 47 milioni di euro investiti dalla Regione nel Destination Marketing avrebbero contribuito, secondo il modello TEHA citato da Calabrese, a generare un impatto economico stimato in 5,8 miliardi di euro, pari al 14,1% del Pil calabrese nel periodo considerato.
La Calabria trattiene i turisti più della media italiana
Tra gli indicatori richiamati dall’assessore c’è anche quello relativo alla permanenza media. In Calabria il dato viene indicato in 4,65 notti, contro le 3,34 della media nazionale. Un elemento che, secondo Calabrese, deve essere considerato insieme agli arrivi e alle presenze quando si valuta la capacità del territorio di trasformare i flussi turistici in valore economico. La sfida, però, non sarebbe soltanto quella di aumentare il numero dei visitatori.
Dalle coste ai borghi, la nuova sfida
Calabrese individua infatti nella capacità di distribuire i flussi sul territorio una delle principali sfide per i prossimi anni. L’obiettivo è portare una parte dei visitatori che arrivano sulle coste verso borghi, parchi, aree interne, siti archeologici, montagne, patrimonio culturale ed enogastronomia.
In questo quadro vengono citati alcuni dei principali attrattori regionali, dalla Sila al Pollino, dall’Aspromonte alle Serre, passando per i borghi calabresi, la Magna Grecia, il patrimonio bizantino e le produzioni enogastronomiche. “Possedere un attrattore non significa automaticamente avere un prodotto turistico”, sostiene l’assessore, indicando come obiettivo quello di trasformare le risorse del territorio in esperienze raggiungibili, prenotabili e acquistabili.
“Non tutto è perfetto, ma neppure tutto è in crisi”
La posizione di Calabrese non è quella di una Calabria che avrebbe già risolto tutte le proprie criticità. “Non mi interessa raccontare una Calabria nella quale tutto è perfetto. Non sarebbe vero. Ma non accetto neppure la rappresentazione di una Calabria nella quale nulla funziona. Perché non è vera neanche quella”, afferma.
L’assessore riconosce quindi la necessità di intervenire sulle debolezze del sistema, ma contesta una lettura esclusivamente negativa dei risultati. “Le criticità non le nascondiamo: le affrontiamo. Le proposte le ascoltiamo. Le critiche fondate le accettiamo”, aggiunge, sostenendo che i risultati debbano essere valutati attraverso una pluralità di indicatori e fonti.












