21 Settembre 2026
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Alunni stranieri, la proposta che divide: la Uil Calabria punta su risorse e integrazione

Il segretario generale regionale critica il limite agli alunni stranieri nelle classi e rilancia le richieste del sindacato: più insegnanti di italiano L2, mediatori linguistici e organici stabili

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Il limite del 30% di alunni stranieri nelle classi non sarebbe sufficiente ad affrontare le difficoltà dell’integrazione scolastica. È la posizione espressa da Luca Scrivano, segretario generale regionale della Uil Scuola Calabria, intervenuto dopo l’annuncio della Presidente del Consiglio e in linea con le dichiarazioni del segretario generale nazionale Giuseppe D’Aprile.

Secondo Scrivano, il problema non può essere risolto attraverso lo spostamento degli studenti tra istituti e classi, ma richiede investimenti e strumenti adeguati per sostenere il lavoro delle scuole. “La proposta di fissare un tetto agli alunni stranieri nelle classi guarda al problema dal lato sbagliato. In Calabria lo sappiamo bene: l’integrazione non si ottiene spostando i ragazzi da un’aula all’altra, ma dando alle scuole gli strumenti per accoglierli e farli crescere”, ha dichiarato.

Le difficoltà dei piccoli centri e delle aree interne

Il segretario regionale della Uil Scuola ha richiamato il ruolo della Calabria come terra di primo approdo e accoglienza, sottolineando come la presenza di studenti con cittadinanza non italiana sia distribuita in maniera differente sul territorio. “Dalla costa ionica alla Piana di Gioia Tauro, dal Crotonese alla Sibaritide”, ha spiegato Scrivano, le scuole affrontano situazioni molto diverse: in alcuni comuni la presenza di alunni stranieri è limitata, mentre in altri rappresenta una componente significativa delle classi.

L’applicazione rigida di un tetto percentuale, secondo il sindacato, rischierebbe di creare ulteriori difficoltà soprattutto nei territori caratterizzati da pochi plessi scolastici, pluriclassi e dimensionamenti già intervenuti sulla rete scolastica. “Costringere bambini e famiglie a spostamenti che le aree interne e i piccoli centri non possono sostenere”, ha evidenziato Scrivano, potrebbe produrre l’effetto contrario rispetto all’obiettivo dell’integrazione, “allontanare i ragazzi dalla scuola, non integrarli”.

La carenza di docenti di italiano per stranieri

Per la Uil Scuola Calabria, una delle principali criticità riguarda la disponibilità di insegnanti specializzati nella classe di concorso A-23, italiano per discenti di lingua straniera. “Circa mille docenti in tutta Italia sono un numero del tutto insufficiente”, ha affermato Scrivano, secondo cui in Calabria la presenza di questi insegnanti nelle scuole del primo e del secondo ciclo sarebbe ancora marginale.

Il compito dell’alfabetizzazione, ha aggiunto, ricade in larga parte sui CPIA e sui docenti curricolari, spesso chiamati a gestire l’inserimento degli studenti senza un adeguato numero di ore, formazione specifica e risorse dedicate. “Fanno un lavoro straordinario senza ore, formazione e risorse dedicate”, ha sottolineato il segretario regionale.

Le richieste del sindacato alla Regione

Da queste criticità derivano le proposte avanzate dalla UIL Scuola Calabria. Il sindacato chiede un potenziamento dell’organico della classe A-23, con posti assegnati specificamente alla regione e una particolare attenzione agli istituti che accolgono un numero maggiore di alunni neoarrivati. Tra le priorità indicate figurano anche la riduzione del numero di studenti per classe, per superare il fenomeno delle cosiddette “classi pollaio”, e l’introduzione di una presenza stabile di mediatori linguistico-culturali.

Secondo la Uil, i percorsi di italiano L2 dovrebbero essere inseriti in modo strutturale nell’organico scolastico, senza dipendere esclusivamente da bandi e finanziamenti temporanei. Il sindacato sollecita inoltre una formazione specifica e retribuita per il personale docente e ATA e il rafforzamento dei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA).

Questi ultimi, evidenzia Scrivano, rappresentano un presidio fondamentale per l’istruzione degli adulti e dei minori stranieri non accompagnati.

“Non servono slogan, ma investimenti e personale stabile”

Nel suo intervento conclusivo, il segretario regionale della Uil Scuola ha difeso il ruolo della scuola statale come luogo di formazione, inclusione e costruzione della cittadinanza. “La scuola statale è il luogo dove un bambino arrivato da lontano diventa cittadino, impara la lingua, stringe amicizie, costruisce il proprio futuro. È anche il luogo dove i nostri ragazzi imparano a convivere con la diversità”, ha affermato.

Scrivano ha poi richiamato la storia migratoria della Calabria, una regione che per decenni ha visto partire numerose generazioni dei propri abitanti. “La Calabria, che ha visto partire intere generazioni dei suoi figli, conosce il valore di una scuola che accoglie. Non servono muri né percentuali: servono investimenti, personale stabilizzato e scelte coraggiose”, ha concluso.

La Uil Scuola Calabria si è dichiarata disponibile al confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale e le istituzioni, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per sostenere le scuole e favorire l’integrazione degli studenti.

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