Sono arrivati nella Capitale dopo un viaggio notturno, sostenendo personalmente le spese della trasferta, ma denunciano di non aver ricevuto alcuna risposta dal governo. La protesta del Movimento Popolare Nazionale, che riunisce lavoratori dei settori agricolo, marittimo e dei trasporti, si è svolta davanti a Piazza Montecitorio, dove i manifestanti hanno portato le proprie rivendicazioni contro il caro vita e le difficoltà del sistema produttivo. A riferire l’esito della giornata è lo stesso Movimento, che in una nota parla di una partecipazione significativa e critica la mancata disponibilità della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei ministri ad ascoltare una delegazione.
Circa 800 lavoratori partiti dal Sud
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, circa 800 lavoratori sono partiti nel cuore della notte dalla Calabria e da altre regioni meridionali per raggiungere Roma. La trasferta è stata organizzata con circa 50 automobili e 18 autobus e, sempre secondo il Movimento, è stata finanziata attraverso un contributo individuale di 30 euro da parte dei partecipanti. La mobilitazione è stata descritta dagli organizzatori come pacifica e ordinata. La nota riferisce anche di un breve diverbio con una persona estranea alla manifestazione, allontanata dagli stessi partecipanti per evitare che l’episodio compromettesse lo svolgimento del presidio.
Al centro della protesta ci sono le difficoltà economiche che interessano chi lavora nei campi, in mare e nel settore dei trasporti. Il Movimento collega le rivendicazioni all’aumento del costo della vita e alla crisi che, a suo giudizio, sta mettendo sotto pressione le attività produttive.
La denuncia: “Nessun ministro ha accolto i manifestanti“
Il punto più critico, secondo il Movimento Popolare Nazionale, è stata l’assenza di un confronto con rappresentanti dell’esecutivo. Gli organizzatori sostengono che né la presidente del Consiglio né i ministri abbiano incontrato una delegazione dei lavoratori. “Di fronte a questo sacrificio, né la presidente del Consiglio Giorgia Meloni né alcuno dei ministri ha pensato di affacciarsi o di accogliere una rappresentanza dei manifestanti a parlare”, si legge nella nota. Il Movimento definisce l’episodio una “mortificazione inaccettabile” e afferma che i partecipanti hanno lasciato il presidio con amarezza e rabbia. Si tratta della valutazione espressa dagli organizzatori della protesta, che chiedono al governo di aprire un’interlocuzione sulle questioni sollevate.
La solidarietà di Irto, Baldino e Boschi
Nel resoconto della giornata, il Movimento ringrazia invece alcuni esponenti politici che si sarebbero avvicinati ai manifestanti per esprimere solidarietà. Tra questi figurano il senatore del Partito democratico Nicola Irto, la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino e la deputata Maria Elena Boschi, di Italia Viva-Casa Riformista. Secondo gli organizzatori, i tre parlamentari si sono impegnati a portare le richieste della mobilitazione all’attenzione nazionale. Il Movimento considera questo passaggio un primo segnale di ascolto, pur ribadendo la necessità di ottenere risposte da parte del governo.
Presidi e sit-in proseguiranno nei prossimi giorni
La protesta non si fermerà alla giornata romana. Nella nota, il Movimento Popolare Nazionale annuncia che sit-in e presidi proseguiranno a oltranza, sia in Calabria sia nel resto del territorio nazionale. “Se il Governo centrale pensa che il silenzio possa fermare la rivolta dei veri produttori, ha sbagliato clamorosamente i suoi calcoli”, affermano gli organizzatori, assicurando che la mobilitazione continuerà fino all’arrivo di risposte ritenute definitive.













