23 Luglio 2026
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“Non sappiamo quale sarà il nostro futuro”: la denuncia dei lavoratori Konecta di Catanzaro

I dipendenti assistiti dall'avvocato Francesco Pitaro chiedono chiarezza sulla cassa integrazione, sulle nuove mansioni e sui criteri di selezione

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Venticinque lavoratori catanzaresi della Konecta R Srl, assistiti dall’avvocato Francesco Pitaro, hanno inviato una formale richiesta di chiarimenti a Confindustria Catanzaro, al Prefetto di Catanzaro, alla Regione Calabria, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e all’Ispettorato del Lavoro, denunciando di essere completamente all’oscuro del proprio futuro occupazionale.

Con l’atto trasmesso alle istituzioni, i dipendenti chiedono di conoscere “quali siano le prospettive della società, se esista un piano di rilancio e con quali modalità siano stati individuati alcuni lavoratori destinati a partecipare a un corso di formazione collegato alla commessa Iliad“. Secondo quanto sostenuto dal legale, la vicenda merita un approfondimento immediato poiché coinvolgerebbe direttamente i diritti dei lavoratori e la trasparenza delle procedure adottate dall’azienda.

Dal passaggio da Abramo Customer Care alla cassa integrazione

Nell’atto viene ripercorso l’iter che ha portato gli attuali dipendenti della Konecta R Srl a essere assunti dopo la crisi della Abramo Customer Care Spa, posta in amministrazione straordinaria. Viene ricordato come il 19 dicembre 2024, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fosse stato sottoscritto un accordo con il quale Konecta aveva manifestato la disponibilità ad assumere il personale della società, concretizzando il passaggio con decorrenza 31 dicembre 2024.

Secondo quanto rappresentato dai lavoratori, tuttavia, il rapporto di lavoro avrebbe subito un rapido ridimensionamento, con il ricorso alla cassa integrazione fino al 31 dicembre 2026 e una previsione lavorativa limitata a soli quattro giorni al mese, circostanza che avrebbe alimentato ulteriori preoccupazioni sul futuro occupazionale.

La convocazione per la formazione Iliad e le contestazioni

La nuova iniziativa dei lavoratori nasce dalla ricezione di una comunicazione aziendale avente ad oggetto la convocazione per una formazione Iliad. Secondo quanto riportato nell’atto, la mail sarebbe stata estremamente sintetica e non avrebbe fornito alcuna spiegazione sulle finalità del corso, sulle attività che i dipendenti sarebbero chiamati a svolgere, sulle future mansioni o sull’eventuale collegamento tra la formazione e il regime di cassa integrazione ancora in corso.

I lavoratori sostengono di non aver ricevuto alcuna preventiva interlocuzione da parte dell’azienda e di essere stati convocati senza conoscere il progetto industriale nel quale dovrebbero essere inseriti. Per questa ragione ritengono che la comunicazione sia insufficiente a garantire il diritto a una completa informazione sul proprio percorso lavorativo.

Nel mirino anche i criteri di scelta dei dipendenti

Un altro punto centrale della contestazione riguarda la selezione dei lavoratori coinvolti nella formazione. Nell’atto predisposto dall’avvocato Francesco Pitaro si evidenzia come, quando un datore di lavoro individua soltanto una parte dei dipendenti per l’assegnazione a nuove attività o commesse, debbano essere preventivamente stabiliti criteri oggettivi e trasparenti.

Secondo quanto sostenuto dai lavoratori, nel caso della commessa Iliad tale procedura non sarebbe stata seguita e la scelta sarebbe avvenuta nominativamente, senza alcuna preventiva comunicazione dei criteri adottati. Una circostanza che, secondo gli istanti, determinerebbe una lesione dei loro diritti e renderebbe l’intero procedimento privo della necessaria trasparenza.

Le richieste rivolte all’azienda e alle istituzioni

Con quella che viene definita una seconda diffida, i lavoratori invitano Konecta R Srl a ritirare o annullare il corso di formazione annunciato, ritenuto illegittimo nelle modalità con cui sarebbe stato organizzato, e chiedono che venga fornita una dettagliata informativa sulle finalità dell’iniziativa, sulle mansioni previste e sui criteri utilizzati per individuare i dipendenti coinvolti.

Contestualmente viene sollecitata la convocazione di un tavolo istituzionale con la partecipazione di una delegazione dei lavoratori, della Regione Calabria, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e degli altri soggetti ritenuti competenti, così da fare chiarezza sull’intera vicenda, sulle prospettive aziendali e sugli eventuali piani di sviluppo.

La riserva di ricorrere all’Autorità giudiziaria

Nella parte conclusiva dell’atto, i lavoratori si riservano di adire l’Autorità giudiziaria qualora non vengano fornite le risposte richieste, ritenendo che nel procedimento siano ravvisabili profili di illegittimità tali da giustificare ulteriori iniziative a tutela dei propri diritti.

La documentazione è stata trasmessa anche al Prefetto di Catanzaro, affinché prenda atto della situazione rappresentata, e a Confindustria Catanzaro, alla quale viene chiesto di promuovere un incontro tra azienda, lavoratori e istituzioni per chiarire le prospettive industriali della società, gli eventuali piani di rilancio e le modalità con cui saranno gestite le future commesse e il personale coinvolto.

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