Nuova protesta del Movimento 5 Stelle nell’Aula della Camera sul caso che coinvolge l’ex sottosegretario Andrea Delmastro. A poche ore dalla riunione della Giunta per il regolamento, chiamata a esprimersi sulla possibilità che la Giunta per le autorizzazioni possa esaminare le conversazioni tra Delmastro e Mauro Caroccia, deputati e deputate pentastellati hanno esposto due striscioni con le scritte “Fuori le chat” e “Aprite subito la cassaforte”.
L’iniziativa punta a sollecitare la diffusione del contenuto delle conversazioni, ritenute rilevanti nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma.
Il nodo della “cassaforte”
La vicenda nasce dalla decisione del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, di far custodire in cassaforte il supporto informatico contenente le chat tra Delmastro e Caroccia. Una scelta arrivata dopo che il presidente della Giunta per le autorizzazioni, Devis Dori, aveva disposto la possibilità per i componenti dell’organismo di prendere visione della documentazione.
Il Movimento 5 Stelle sostiene che sia necessario garantire la massima trasparenza affinché gli elementi contenuti nelle conversazioni possano essere valutati nell’ambito delle indagini che riguardano il presunto clan Senese.
Ricciardi: “Meloni deve spiegare”
Nel corso della seduta è intervenuto il capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi, che ha attaccato duramente la maggioranza.
“Ma cosa c’è scritto in quelle chat? È incredibile quello che state facendo per coprire quello che Delmastro ha detto e scritto con Caroccia. Chi è Caroccia? Caroccia è stato condannato per essere il prestanome della famiglia Senese, la famiglia camorristica che controlla il traffico di droga. Questo è il personaggio con cui il nostro sottosegretario aveva conversazioni. E voi parlate di legalità? La presidente Meloni deve rendere conto di tutto questo”.
Le critiche di Avs e Pd
Sulla vicenda sono intervenute anche Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico, che hanno espresso forti perplessità sulla gestione della documentazione.
La capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, ha denunciato il mancato accesso agli atti da parte della Giunta per le autorizzazioni.
“Il presidente della Giunta per le autorizzazioni Devis Dori non ha potuto accedere alla documentazione che riguarda il caso Delmastro, così come gli altri componenti della Giunta. La decisione sulla richiesta della Procura di Roma verrà presa al buio. Chiediamo al presidente Fontana di rendere conto di questa scelta, che limita fortemente le prerogative del presidente Dori e di tutti i membri della Giunta. Una situazione che non ha precedenti”.
Sulla stessa linea anche il deputato del Pd Federico Gianassi, che ha parlato di un grave precedente istituzionale.
“È gravissimo l’attacco alle prerogative dei parlamentari. La Camera è chiamata a scegliere tra la tutela della riservatezza dei messaggi scambiati da un sottosegretario con una persona condannata per reati di mafia e l’interesse delle istituzioni a perseguire i reati di mafia. Se la destra e il governo Meloni ritengono prioritario mantenere il segreto su quelle conversazioni, almeno evitino di celebrare Borsellino e tutte le vittime della mafia”.












